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Per la storia dell’istruzione elementare di Pianella, Cerratina e Castellana a.1865-1866

ALESSANDRO MORELLI.

Nel 1859, per iniziativa del Regno di Sardegna, si diede avvio alla riforma organica dell’ordinamento scolastico che entrò in vigore nel 1860 e poi estesa a tutto il Regno d'Italia, nel corso del processo di unificazione nazionale.

La “Legge Casati” stabiliva il carattere gratuito dell'istruzione elementare, ma questa doveva essere assicurata dai Comuni solo per due-quattro anni e l'obbligo di mandare i bambini a scuola era affermato soltanto in modo generico.

Inoltre, non tutti i Comuni erano in grado di pagare le spese e scarseggiavano i maestri. Le famiglie spesso erano costrette a far lavorare i propri figli in età scolare. Le borgate o frazioni non avevano tante possibilità di ospitare una scuola e spesso occorreva spostarsi nei Comuni limitrofi, come ad esempio verso Pianella oppure confidare nel ruolo della Chiesa con i diversi sacerdoti presenti nei territori.

Nel 1864 il maestro elementare della scuola di Cerratina, Enea Caldarone, si dimette dall’incarico senza aver preavvisato l’Amministrazione Comunale; il sacerdote Domenico Antonio Pace e il sacerdote don Gioacchino Cerretani di Fara Filiorum Petri presentarono istanza al Comune; viene nominato il sacerdote Cerretani per tre anni, mentre Pace viene escluso per non possedere la patente di maestro.

Nel circondario di Penne esistevano nel complesso 60 scuole, costituite da 44 istituzioni maschili e 16 femminili; nel gruppo delle scuole per bambini erano presenti tre scuole private composte da 36 alunni.

Dalla Statistica per l’anno 1865-1866 della quale si occupò una commissione nominata dal Ministro della Pubblica Istruzione che includeva l’abruzzese Deputato al Parlamento Silvio Spaventa, risultavano prive di scuola elementare maschile le “borgate” di Cappelle (1096 abitanti), Castellana (620), Cerratina (509), Roccafinadamo (528), Caprara (620).

Si segnalava l’assenza delle scuole elementari femminili nei Comuni di Bacucco (oggi Arsita), Brittoli, Carpineto della Nora, Castel Castagna, Cermignano, Cepagatti, Città S. Angelo, Civitaquana, Collecorvino, Corvara, Cugnoli, Montebello di Bertona, Moscufo, Nocciano, Penna S. Andrea, Picciano, Pietranico, Rosciano, Spoltore e Vicoli. La stessa assenza di scuole, con riguardo all’istruzione femminile, era segnalata per le borgate superiori a 500 abitanti di Vestea (524), Cappelle (1096), Castellana (620), Cerratina (509), Roccafinadamo e Caprara.

Nel 1868 si riunirono i risultati del lavoro svolto negli anni precedenti dai Commissari sparsi per l’Italia e si arrivò ad un importante documento sotto l’egida del nuovo ministro Emilio Broglio, che riportava in modo analitico tanti dati e proposte per migliorare l’istruzione elementare.

  A fine Ottocento, Gesualdo de Felici nel Discorso ai suoi Concittadini del 1882 accenna a queste tematiche; di queste problematiche sono coscienti sia Alfonso Sabucchi, sia don Vincenzo Verrotti, i quali affrontarono i problemi scolastici di Pianella e del suo Mandamento.

L’elenco delle scuole elementari mancanti nel Circondario di Penne (1865-1866)

Bibliografia

Documenti sulla istruzione elementare nel Regno d'Italia parte prima, Firenze, 1868.

EMILIO BISSONI, Memoria ed esercizi mnemonici: relazione letta alle conferenze pedagogiche di Penne, Chieti, Tip. C. Marchionne, 1886.

VITTORIO MORELLI, Historiae de Planella, Penne, 1979.

FABRIZIO DAL PASSO - ALESSANDRA LAURENTI, La scuola italiana. Le riforme del sistema scolastico dal 1848 ad oggi, Aprilia, Novalogos, 2017.

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