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Un del Giudice a Chieti, il singolare abbaglio di un erudito e un nuovo progetto dell’Archivio di Stato di Pescara

2 Aprile 2026

di Tiziana Gambaro

Il documento che vi proponiamo questo mese per la consueta rubrica periodica dedicata ai fondi del nostro Istituto ci offre l’occasione per sottoporvi un dilemma professionale sul quale ogni archivista che si rispetti si ritrova, prima o poi, a interrogarsi: possiamo fare affidamento sugli antichi regesti per schedare i documenti pervenutici?

Dalla risposta a questo quesito – che, come vedrete, è negativa – nasce l’idea di un nuovo e originale progetto che l’Archivio di Stato di Pescara si accingerà a intraprendere nei prossimi mesi sotto la guida del nuovo direttore, la dott.ssa Rosangela Guerra.

Ma procediamo con ordine.

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Si tratta di una bolla pontificia datata Roma, 12 marzo “1769”, nel primo anno di pontificato di Clemente, scil. XIV (papa dal 1769 al 1774): detto anno è espresso nello stile dell’incarnazione, secondo il computo fiorentino, e corrisponde dunque, secondo lo stile moderno o della circoncisione, al 1770.

Inquadrabile entro la tipologia nota in diplomatica con il nome di litterae gratiosae”, sigillate “cum serico(ossia con un intreccio di fili di seta di colore giallo e rosso), detta bolla fu emanata per provvedere l’Arcidiocesi di Chieti di un pastore nella persona di Luigi del Giudice da Chieti, già procuratore generale della Congregazione dei Celestini dell’Ordine di San Benedetto dal 1765 al 1770 (tra Giovanni Maria Tenca ed Emmanuele de Cardona).

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Esponente dell’importante casato di origine amalfitana dei del Giudice, detentori dal 1699 del titolo di marchesi di Casale in Contrada (che si sarebbero imparentati con i de Felici, nel 1816, attraverso le nozze di Francesca Paola del Giudice con Tommaso de Felici, barone di Poggio Ragone, antico feudo in terra di Loreto Aprutino 1), nonché «Amico» e «Collega di Frate Ganganelli ne’ Circoli, prima che questi ascendesse al Papato» (vd. la Lettera dell’Arcivescovo Brancia coll’avviso d’essere stato promosso alla Catedrale Teatina, in: GENNARO RAVIZZA, Collezione di diplomi e di altri documenti de’ tempi di mezzo e recenti da servire alla storia della città di Chieti, Napoli, Miranda, 1852, II [Lettere de’ Vescovi ed Arcivescovi Teatini alla Città di Chieti e Capitolo di quella Catedrale], p. 149, nota 78), LuigidelGiudice fu uomo di specchiata virtù.

Così ne ripercorre la carriera ecclesiastica GENNARO RAVIZZA, Notizie biografiche che riguardano gli uomini illustri della città di Chieti e domiciliati in essa, Napoli, Miranda, 1830, p. 68:

«Nacque in Chieti nel dì 14 Luglio 1709 dal Marchese Saverio, e Chiara Delfina, nobile Veneziana. Fin da’ verdi suoi anni fu posto in educazione nel Real Monistero del Morrone de’ Monaci Celestini, ed avendo professato l’istituto Monastico, diede luminosi segni de’ suoi talenti; per cui fu destinato Lettore nel Monistero di Bologna, e quindi passò colla stessa carica in Roma. Divenne in seguito Abate, e posteriormente Abate Priore di Solmona. Finalmente dal Sommo Pontefice Clemente XIV, che ben conosceva la sua morale, ed i suoi talenti, venne eleflo Arcivescovo della Chiesa di Chieti. La resse egli con molta dignità e prudenza per più di cinque lustri, essendo morto nel 1791, nell’età di anni 82 e sepolto nella Catedrale, ove si legge il di lui Epitaffio […]».

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1 Vd. REMO DI LEONARDO e ALESSANDRO MORELLI, Appunti di storia. Per la genealogia della famiglia de Felici dei Baroni di Rosciano e Poggio Ragone, marchesi di Casalincontrada, in «LACERBA», a. XXVIII, n. 3 (2023), pp. 22- 23:
« … Domenico Antonio de Felici, fu il capostipite dei due rami de Felici; quello di Carlo de Felici dei Baroni di Rosciano, S. Giovanni e Villa Oliveti, e quello di Tommaso de Felici dei Baroni di Poggio Ragone.
[…]
Tommaso de Felici sposò Francesca Paola del Giudice (n. 22. 02. 1793 - m. 1865). Dalla coppia nacquero Nicola (1817-1891) e Rosaria (n.1876), futura moglie del barone Ignazio Persiani.
Da questa unione la famiglia de Felici acquisì il marchesato. …».

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Ebbene, un regesto recenziore apposto nell’attergato di questa bolla di provvisione episcopale ne riepiloga il contenuto, bizzarramente, nei seguenti termini: «Absolutio […] Perdono concesso da Papa Clemente XIV ad un tal Amato Romano».

Di absolutiosiparlaeffettivamenteinquestodocumento,manonperchéildestinatario (che non è “un tal Amato Romano”, ma il ben identificato Luigi Del Giudice di Chieti, in effetti caro al papa!) si fosse macchiato di qualche colpa, bensì come misura prudenziale per neutralizzare preventivamente qualsiasi possibile obiezione sulla leggittimità dell’investitura in un contesto, carico di tensioni, in cui le nomine ecclesiastiche erano sottoposte alla ratifica dell'autorità civile, nota come regio “exequatur(vd., e. g., per un primo orientamento, GIUSEPPE CARIDI, Dall’investitura al Concordato: contrasti giurisdizionali tra Napoli e Santa Sede nei primi anni del regno di Carlo di Borbone, in «Mediterranea. Ricerche storiche» VIII, 23 (2011), pp. 525-560).

Poiché, purtroppo, la succitata nota “erudita” (ma non troppo!) – habemus confitentem reum! – figura attualmente anche nell’«elenco riveduto e corretto» delle oltre trecentocinquanta pergamene del fondo de Felici del Giudice a disposizione degli utenti della nostra Sala Studio (opera meritoria, ma realizzata in regime di urgenza all’atto del deposito, nel 1991, con tutti gli inconvenienti del caso) e considerata anche l’importanza straordinaria di questo nucleo di documentazione per la storia non solo di Pianella, località d’origine dei De Felici, ma dell’intera Italia centrale (dall’entroterra pescarese, passando per “enclave” come l’Arbëreshë Villa Badessa, a Casalincontrada (CH) e a tutto il chietino, al teramano, all’aquilano al reatino e oltre, sia in direzione dell’Umbria e delle Marche, con Fermo e Perugia rispettivamente in testa, che della Campania) dal Quattrocento ai giorni nostri, abbiamo deciso, per impulso del nuovo direflore, Dofl.ssa Rosangela Guerra, di procedere a una revisione generale di questo strumento di corredo, che, ci piace fin da ora preannunciarvi, con l’auspicio di fornirvi presto piacevoli ragguagli e novità in merito!

Roma (Santa Maria Maggiore), 1770 marzo 12.

Clemente XIV, nel nominare Luigi Del Giudice arcivescovo metropolita di Chieti, rende la sua elezione inattaccabile e blindata contro ogni eventuale contestazione, assolvendolo da qualsivoglia scomunica, sospensione e interdetto o altro genere di sentenze, censure e pene ecclesiastiche, inflitte a jure o ab homine, in cui possa essere accidentalmente incorso.

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Figura 1 AS-PE, Fondo de Felici del Giudice, Perg. n. 339 (v. s.: 284): partic. recto

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Figura 2 AS-PE, Fondo de Felici del Giudice, Perg. n. 339 (v. s.: 284): partic. verso

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Figura 3 AS-PE, Fondo de Felici del Giudice, Perg. n. 339 (v. s.: 284): partic. recto e verso della bolla plumbea pontificia (vd. infra la scheda sfragistica)

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Figura 4 AS-PE, Fondo de Felici del Giudice, Perg. n. 339 (v. s.: 284): partic. cofanetto ligneo, rivestito in cartone marmorizzato

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Figura 5. Ritratto a mezzo busto di Luigi del Giudice con un abito grigio, uno zucchetto nero, un libro e una piccola borsa di stoffa dalla collezione privata dei de Felici, marchesi di Casalincontrada, già presso Palazzo de Felici (Pianella, Piazza Garibaldi).(<https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/1300086894>)

Clemens episcopus (2) servus servorum Dei, dilecto filio Aloysio | de Iudice, ordinis Sancti Benedicti congregationis Cȩlȩstinorum expresse professo, salutem et apostolicam benedictionem. | Apostolicȩ Sedis consueta clementia ne dispositiones per eam de cathedralibus ecclesiis pro tempore factȩ valeant quo- | -modolibet impugnari, sed personȩ ad eas promovendȩ illis puro corde et sincera conscientia prȩsidere possint, re- | -media, prout convenit, adhibet opportuna. Cum itaque Nos hodie metropolitanȩ Ecclesiȩ Theatinȩ, ad prȩsens certo | modo pastoris solatio destitutȩ, de persona tua Nobis et venerabilibus fratribus nostris Sanctȩ Romanȩ Ec- | -clesiȩ cardinalibus, ob tuorum exigentiam meritorum accepta, de fratrum eorumdem consilio, Apostolica | auctoritate providere teque illi in Archiepiscopum et pastorem prȩficere intendamus (3), Nos, ne – si forsan aliqui- | -bus sententiis, censuris et pȩnis ecclesiasticis ligatus sis – provisio et prȩfectio prȩfatȩ possint propterea quomodolibet | invalidȩ reputari providere volentes, te a quibusvis excommunicationis, suspensionis

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2 Al secolo, Giovan Vincenzo Antonio Ganganelli, eletto il 19 maggio e consacrato il 4 giugno 1769, papa fino alla morte, sopravvenuta il 22 settembre 1774 (vd. ADRIANO CAPPELLI, Cronologia, cronografia e calendario perpetuo. Dal principio dell'era cristiana ai nostri giorni. Tavole cronologico-sincrone e quadri sinottici per verificare le date storiche, Milano, Hoepli, 19693, p. 283). Su di lui si veda anche MARIO ROSA, CLEMENTE XIV, papa, Dizionario Biografico degli Italiani (100 voll.), XXVI, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1982 (<https://www.treccani.it/enciclopedia/papa-clemente-xiv_(Dizionario-Biografico)/ > (consultato il 23 febbraio 2026)).

3 Luigi del Giudice fu arcivescovo di Chieti dal 12 marzo 1770 fino alla morte, che lo colse nella sua residenza arcivescovile, ultraottantenne, intorno al 1790.

Sulla sua figura rinviamo, innanzitutto, alla Hierarchia catholica Medii et Recentioris aevi sive Summorum Pontificum, S. R. E. cardinalium, ecclesiarum antistitum series, e documentis Tabularii praesertim Vaticani collecta, digesta, edita per REMIGIUM RITZLER, O. F. M. Conv. et PIRMINUM SEFRIN, O. F. M. Conv., Vol. VI («A pontificatu Clementis PP. XII (1730) usque ad pontificatum Pii PP. VI (1799)), Patavii: typis Librariae ‘Il messaggero di S. Antonio’, 1958, partic. pp. 400 e 475 (s. v. «Giudice, Aloysius del»), ma anche, ulteriormente, almeno ai seguenti approfondimenti prosopografici:

  • GENNARO RAVIZZA, Notizie biografiche che riguardano gli uomini illustri della città di Chieti e domiciliati in essa, Napoli, Miranda, 1830, p. 68;
  • GENNARO RAVIZZA, Memorie istoriche intorno la serie de' vescovi ed arcivescovi teatini, Napoli, Miranda, 1830, p. 44;
  • GENNARO RAVIZZA, Collezione di diplomi e di altri documenti de’ tempi di mezzo e recenti da servire alla storia della città di Chieti, Napoli, Miranda, 1852, II [Lettere de’ Vescovi ed Arcivescovi Teatini alla Città di Chieti e Capitolo di quella Catedrale], p. 149, nota 78;
  • UGO PAOLI, Fonti per la storia della congregazione celestina nell’Archivio segreto vaticano, Cesena, Badia di Santa Maria del Monte, 2004, p. 553;

Sulla famiglia Del Giudice rimandiamo, e. g., alla scheda Nobili napoletani ovvero delle Famiglie Nobili e titolate del Napolitano, ascritte ai Sedili di Napoli, al Libro d'Oro Napolitano, appartenenti alle Piazze delle città del Napolitano dichiarate chiuse, all’Elenco Regionale Napolitano o che abbiano avuto un ruolo nelle vicende del Sud Italia (<https://www.nobili-napoletani.it/Giudice_del.htm> (consultata il 22 febbraio 2025)).

Vd. anche BERARDO FILANGIERI DE CANDIDA GONZAGA, Memorie delle famiglie nobili delle province

meridionali d’Italia (6 voll.), IV, Napoli, De Angelis, 1875 (rist. anast. Bologna, Forni, 1975), pp. 88-93.

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et interdicti , aliisque eccle- | -siasticis sententiis, censuris et pȩnis, a jure vel ab homine quavis occasione vel causa latis, si quibus quomodoli- | -bet innodatus existis, ad hoc dumtaxat ut provisio et prȩfectio prȩfatȩ necnon singulȩ literȩ apostolice desuper con- | -ficiendȩ suum sortiantur effectum, auctoritate prȩfata, tenore prȩsentium, absolvimus et absolutum fore nuncia- | -mus, non obstantibus constitutionibus et ordinationibus apostolicis dictȩque Ecclesiȩ Theatinȩ, etiam iuramento, con- | -firmatione apostolica vel quavis firmitate alia roboratis, statutis et consuetudinibus contrariis quibuscumque. | Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrȩ absolutionis et nunciationis infringere vel ei, ausu te- | -merario contraire. Si quis autem hoc attentare prȩsumpserit, indignationem Omnipotentis Dei ac Beatorum Pe- | -tri et Pauli Apostolorum eius se noverit incursurum. Datum Romȩ, apud Sanctam Mariam Maiorem, | anno Incarnationis Dominicȩ millesimo septingentesimo sexagesimo nono, quarto Idus Martii, pontificatus nostri anno primo. || [BP]

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RIFERIMENTI E BIBLIOGRAFIA MINIMA

O r i g i n a l e [A] ASPe, Fondo de Felici del Giudice, perg. N. 339 (vecchia segnatura: 284). Le segnature sono visibili in attergato accanto a un’altra ancora antecedente («252»), apposta in corrispondenza di due annotazioni archivistiche con funzione di regesto, attribuibili a mani distinte, che recitano, rispettivamente: «Absolutio» e «Perdono concesso da Papa Clemente XIV ad [sovrascritto su «al»] un tal Amato Romano».

Charta di mm 482×295 (plica mm 85).

Tipologia documentaria: Litterae gratiosae (cum serico). Scrittura: Cosiddetta “littera sancti Petri” o “minuscola bollatica”.

Caratteristiche generali: Pergamena spessa, complessivamente ben conservata, ma con tracce di incipiente proliferazione fungina, bloccata in sede di restauro, e con segni di usura (riconducibili alla modalità di custodia in forma piegata e compressa all’interno di un cofanetto), rigata a secco (con fori di rigatura visibili lungo i margini). Specchio rigato definito da 24 righe rettrici (UR = ca. 7 mm); scrittura “above top line” (alla maniera antica) disposta a piena pagina.

Presenza di “litterae” contemporaneamente “notabiliores” (6-10 UR) e “florissae” nel protocollo (in tre punti chiave, in corrispondenza dell’ “intitulatio” e dell’ “inscriptio”) nonché nella nota dello “scriptor” (iniziali «J» e «C» del funzionario « I. Cianciarellus»).

La bolla plumbea si presenta in buono stato di conservazione, ma appare impressa alquanto mediocremente (e con leggero decentramento): pendente mediante intreccio di fili serici gialli e rossi, ha forma rotonda, con diametro di mm 38 (campo sigillare delimitato da filetto perlinato), e presenta sul recto il consueto tipo agiografico costituito dalle teste degli apostoli Pietro e Paolo, separate da croce astile, e sul verso la leggenda epigrafica «+ CLEMENS PAPA XIV» , posta su quattro righe e intervallata da globetti (in corrispondenza della separazione su due righe del nome del papa e dell’inserimento del numerale).

Si segnalano, altresì, le seguenti note di cancelleria (apposte sul documento in posizioni “tipiche”, come da prassi venuta in voga a partire dalla riorganizzazione della Cancelleria papale a opera di Innocenzo III (1198-1216)):

  • sotto la plica a sinistra l’indicazione della tassa, in cifre disposte in colonna: «XXIIII», ivi inclusa, nel margine, la nota del rescribendarius circa il mese del computo («mart.»), nonché le sottoscrizioni dei funzionari responsabili della medesima «I. Tanursi» e «I. Marini» e la nota del piombatore «Th. Antognettus» (l’indicazione della tassa si trova ulteriormente ripetuta sempre sulla parte interna della plica a sinistra, accanto ai nomi dei “deputati” del collegio degli scrittori: «F. Massuccius», «I. Miliatus, cappellanus», «I. Baronius», «J. Smachers»);
  • sopra la plica a sinistra la quietanza della tassa dei collectores taxae plumbi, affiancata, da un lato, sul margine, da una sigla difficilmente disambiguabile (apparentemente «Id.», da intendersi forse come una nota di collazione) e, dall’altro, al centro della plica, dalle evanide iniziali «c. s.», da interpretarsi come la disposizione della Bullaria circa il genere dei fili da impiegare per la sigillazione («cordula serica»);
  • sempre sopra la plica a destra il nome dello scriba del mundum «I. Cianciarellus»;
  • a tergo, in corrispondenza della plica, al centro, la scritta «Mancini pro domino Antamoro - F.M. Morellus», riferibile agli abbreviatori de parco maiore Lorenzo Maria Mancini, Paolo Francesco Antamoro e Francesco Maria Morelli (vd. CLAUDIO DE DOMINICIS, AMMINISTRAZIONE PONTIFICIA 1716-1870. REPERTORIO BIOGRAFICO, Volume I (lettere A-L) e Volume II (lettere M-Z), Roma (edizione in proprio), 2017.
  • On line: <https://www.accademiamoroniana.it/indici/Volume%20I%20%28A-L%29.pdf>;                     < https://www.accademiamoroniana.it/indici/Volume%20II%20%28M-Z%29.pdf>); sul margine esterno, la firma «A. Cuccinius» e, al centro, la tipica nota di registrazione, accompagnata dal nome inscritto del responsabile, pressoché interamente evanido, che, esaminato con la “lampada di Wood”, sembrerebbe potersi decifrare come «B. Canini».

LA REDAZIONE DI PAROLMENTE.IT RINGRAZIA LA DOTT.SSA TIZIANA GAMBARO, L 'ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA, IL DIRETTORE DOTT.SSA ROSANGELA GUERRA, PER L'AUTORIZZAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE DEL PRESENTE ARTICOLO.

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