Storie della nostra emigrazione: un campione di ciclismo Mario D'Alessandro

Geremia Mancini / Ven 22 aprile, 2022 /

Avevo già pubblicato la storia di Mario D’Alessandro. Mi era sfuggita la sua attività di autentico campione di ciclismo. Eccola:

Quando arrivò in America, nel 1930, Mario era già innamorato della bicicletta. Fu così che si avvicinò ad una squadra di ciclismo. Su ogni salita che la sua squadra percorreva lui era sempre il primo ad arrivare in cima. Questo continuò ad accadere e man mano che le corse diventavano più lunghe, lui guadagnava un distacco maggiore appena la strada si inerpicava. Nessuno riusciva a stargli dietro. Fu così che si rese conto di avere un dono e di doverlo usare. Mario D'Alessandro tagliò il traguardo di Philadelphia per battere un record mondiale. In sole 7 ore, 17 minuti e 31 secondi, Mario percorse 150 miglia partendo dal Capitol Building di Washington. Continuò a battere altri record e ricevere altri onori. Nel 1935 fu il campione di Philadelphia. Fece parte della squadra pre-olimpica nel 1936. Mario batté un altro record di corsa da Washington a Philadelphia nel 1935 (e si ripeté nel 1936, 1937, 1938 e nel 1939). Fu secondo classificato nel Campionato Nazionale di Biciclette del 1938. Mario e i suoi compagni di squadra di “Philadelphia Relay” stabilirono un record nel 1934, percorrendo la strada da Los Angeles a New York City in soli sette giorni (il record precedente era stato di 13 giorni e mezzo). La “League of American Wheelmen” (oggi “League of American Bicyclists”) onorò Mario e i suoi compagni di squadra con una medaglia per la loro incredibile impresa.

Mario D’Alessandro nacque a Cepagatti, in provincia di Pescara, il 19 dicembre del 1914. Giunse negli Stati Uniti, aveva 15 anni, nel 1930 (sbarcò ad “Ellis Island” dal transatlantico “Conte Grande”) e stabilì la sua residenza in Pennsylvania. In Abruzzo aveva appreso, andando a “bottega”, l’arte sartoriale. In America divenne un abile sarto ed usò il suo talento nell'esercito per salire al grado di sergente maggiore nella “Quartermaster School” (comando subordinato del Comando di supporto alle armi combinate dell'esercito degli Stati Uniti con sede a Fort Lee in Virginia). Lavorò alla “Louis Goldsmith, Inc.” dove divenne uno dei responsabili della produzione. Nel 1942 sposò l’italo americana Anna Caruso (nata il 29 gennaio 1920 - una cantante di talento che sognava una carriera nell'opera ma che, dopo il matrimonio, scelse di abbandonare le sue ambizioni di cantante professionista per dedicarsi alla famiglia. Continuò, per tutta la vita, cantando nei cori della chiesa) che gli diede tre figli: Conrad, Mario, Jr. e Robert.

Mario D’Alessandro morì ad Abington in Pennsylvania il 21 gennaio del 2009. La moglie, Anna Caruso, morì il 26 aprile 2013. Foto1: ciclista dell’epoca; Foto2: pubblicità della “Louis Goldsmith, Inc.”; Foto3: Cepagatti; Foto4: il transatlantico “Conte Grande”; Foto5: ingesso del “Quartermaster School”.

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