STORIE DELLA NOSTRA EMIGRAZIONE. Quirino Cavallaro uno dei pochissimi soldati italiani sopravvissuti alle prigioni siberiane.

GEREMIA MANCINI / LUN 20 GIU, 2022 / CULTURA /

Quirino Cavallaro nacque a Pratola Peligna, in provincia dell’Aquila, l’8 novembre del 1920, da Venanzio (nato a Pratola Peligna nel 1895 – figlio di Nunzio e Anna Maria Puglielli – morto il 5 febbraio 1975) e Maria Domenica Petrella (nata Pratola Peligna nel 1894 – morta nel 1976). Quirino ebbe tre sorelle Italia, Vittoria e Maria e tre fratelli Nunzio (1923 - 2009), Antonio (1927-1970) e Emilio.

Quirino servì l'Esercito Italiano, come sergente, durante la Seconda Guerra Mondiale. Combatté sul fronte russo e fu fatto prigioniero di guerra. Trascorse tre anni in Siberia. Fu tra i pochi a sopravvivere, tra indicibili sofferenze e atrocità, a quell’inferno (secondo gli archivi russi 54.400 prigionieri di guerra italiani raggiunsero vivi i campi di prigione sovietici; e di questi 44.315 prigionieri, più dell'80%, morirono in cattività all'interno dei campi, molti dei quali nell'inverno del 1943 – importante a riguardo il libro “I prigionieri italiani in Russia” della brava scrittrice abruzzese Maria Teresa Giusti).

Quirino tornato a Pratola Peligna sposò, nel 1947, la compaesana Loreta Colantonio (nata il 31 ottobre 1926 a Pratola Peligna - figlia di Giovanni e Maria Giuseppa Di Cesare – ebbe una sorella Giovanna e tre fratelli Erminio, Vittorio e Giambattista). A Pratola Peligna nacque la prima figlia Gisella. Nel 1952 Quirino decise di tentare il “sogno americano”. Sbarcò ad “Ellis Island”, con la moglie e la figlia, dal transatlantico “Constitution”. Visse e lavorò in Connecticut. Quirino e Loreta ebbero un’altra figlia: Silvana. Appena ottenne la cittadinanza americana fece in modo di far giungere in America i suoi fratelli.

Quirino lavorò, per molti anni, come macchinista e attrezzista. Quirino Cavallaro morì, aveva 90 anni, il 2 agosto del 2011 a Hartford in Connecticut. La moglie, Loreta Colantonio, morì, aveva 93 anni, il 18 settembre 2020.

Foto1: copertina del libro “I prigionieri italiani in Russia” di Maria Teresa Giusti; foto 2. : Quirino Cavallaro

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