
VITTORIO MORELLI.
Sotto Augusto, Pianella venne inclusa nella IV Regione (il Samnium) a confine con la V (il Picenum) e ai veterani, reduci delle Guerre Puniche, della Guerra Gallica e Germanica, furono assegnate centurie di terreno da coltivare e da tenere sotto sorveglianza per gli attacchi di nuclei barbari, presenti nella Repubblica e nell’Impero.
Da un riesame della situazione archeologica, si possono trarre alcune conclusioni non ancora documentate per stabilire i fines dell’Ager Pleninensis e Teatensis e ricostruire la centuriazione dei terreni.
Ai coloni e veterani romani vennero assegnati i terreni centuriati di S. Desiderio e Collecincero-Vicenne Nord, Vicenne Sud, Conoscopane, Astignano 1, Astignano 2, Astignano 3, Calcasacco; ogni centuria misurava una superficie di 200 jugeri, circa 50 ettari di terreno posto sul terrazzamento; i terreni scoscesi e coperti dalla boscaglia spontanea venivano lasciati a disposizione dei coloni. Altre centurie si snodavano nel territorio di Cepagatti, Villa Reja, Vallemare, da Badessa fino a Catignano e Civitaquana.
Uno jugero misurava circa 2500 m2; i lotti per famiglia (circa 100) erano formati da 2 jugeri; sarebbe interessante ricostruire la centuriazione di qualche zona, prendendo come punto di riferimento i fiumi e le antiche strade per tracciare il cardo (nord sud) e il decumano (est ovest).
Dall’esame di alcuni reperti archeologici è possibile parlare di una colonia romana composta da ex milites, servientes, comandati da un centurione o magister defensarum, che, in caso di pericolo, lasciavano l’aratro e il vanghetto per impugnare la spada e la lancia.
In tempo di pace il centurione-contadino forgiava il gladio trasformandolo in coltro d’aratro e la cuspide di lancia in vanghetto (ligomen).
Nell’Agro di Pianella (Ager Pleninensis e Lasteniano) si possono contare all’incirca 8 centurie, dislocate sulla parte sommitale dei terrazzi fluviali, di cui circa 400 ha assegnati a centuria su 1450 ha totali del territorio comunale, circa 1/3.
1) S. Desiderio
2) la Grotta-Garofalo
3) Collecincero e Vicenne nord
4) Vicenne Sud
5) Conoscopane
6) Astignano 1
La Città di Chieti non poteva sopravvivere con i proventi dell’area meridionale (Bucchianico, Rapino), perché i terreni erano scoscesi, incolti e non facilmente raggiungibili; aveva bisogno delle risorse provenienti dai terreni post a sud e a nord del fiume Pescara: Villanova, Castellana, Cerratina, fin dal periodo italico, hanno rappresentato una fonte di risorse per la Città di Chieti (Teate Marrucinorum),.
Gli ortolani e piccoli allevatori, la mattina, percorrendo la Via di Chieti, Villa Caprara, Astignano, Castellana, Cerratina, rifornivano il mercato (forum) teatino.
La vita a Chieti, Municipium Marrucinorum, la presenza dell’anfiteatro, del teatro, del foro e dei templi, le terme, il “salotto” animato dalla famiglia degli Asinii: Asinio Herio praetor, Asinio Gallo, Asinio Pollione ed altri, ci danno l’idea di una metropoli di provincia animata dalla borghesia e da ex reduci e veterani delle guerre.
Ager Teatinus:
1) Astignano 2 (Cerratina) ex predio della Città di Chieti-Mensa Arc.
2) Astignano 3 (Castellana) ex predio della Città di Chieti-Mon.Ss Salvatore a M.
3) Calcasacco (Villanova) ex predio della Città di Chieti
Quali sono le spie o le chiavi di lettura?:
1 esaminare le mappe catastali delle aree interessate da ritrovamenti archeologici; rileggere gli Atti Notarili, prima e dopo la censuazione francese, gli Atti dell’Eversione della feudalità.
2 esame di mappe di terreni con le linee perpendicolari a fiumi, torrenti, ruscelli e fossi.
3 esaminare mappe antiche ed accenni grafici degli atti notarili.
4 esaminare i Catasti dei vari secoli.
5 individuare particelle catastali assimilabili a jugeri e a centurie, tenendo conto dei multipli dello jugero e della centuria, del tomolo o mezzetto assimilabili a circa due jugeri, la coppa equivale a ½ jugero; le misure del Regno di Napoli sono rapportabili ad alcune misure romane.
6 osservare le mappe catastali dei terrazzi fluviali della Nora, del Tavo, del Pescara, del Rio, di Fosso Milone, Fosso Lupo, Mirabello, Fosso dei Cappuccini, Schiavone; la Piana S. Benedetto di Civitella Casanova, Badessa, S. Giovanni, Villa Oliveti, Villa Reja, Vallemare, Villanova, la Piana di Civitaquana e di Catignano (Sterpara), che sono centri di interesse archeologico..
7 terreni e particelle perpendicolari ai fiumi, torrenti, ruscelli, alla Strada 602, alla SS 81 e alle Vecchie Strade Comunali.
8 esame della mappatura descrittiva dei terreni soggetti all’eversione della feudalità (sdemanializzazione).
La mappatura dei terreni, fatta dopo l’unificazione d’Italia, ha tenuto conto delle realtà precedenti. I terreni, soggetti a livelli da parte di enti ecclesiastici, feudali, comunali, statali, sono rimasti in gran parte integri o ricomponibili nelle loro dimensioni e quindi individuabili per la ricerca.

L’agrimensore, posto nell’umbilicus e rivolto verso ovest, chiamva ultra (al di là) la parte del territorio che aveva davanti; citra (al di qua) la parte di territorio che aveva dietro le spalle; dextra quella che si trovava alla sua destra e sinixtra quella che stava alla sua sinistra.
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