Parolmente

Blog di Pianella e dintorni
AttualitàPoliticaEconomia e LavoroEventi e CulturaSportSegnalazioniBacheca

PICCOLI RACCONTI: Storia di un vecchio scarpone militare spaiato

18 Settembre 2024

di ELSO SIMONE SERPENTINI.

Era solo, trascurato e impolverato da moltissimo tempo. Aveva avuto un compagno, con il quale aveva condiviso giornate impegnative e faticose e notti all’addiaccio. Ma ora non lo aveva più, non riusciva a calcolare da quanto i loro destini si erano separati. Un giorno si era ritrovato lì, dove stava, solo, senza che il compagno stesse al suo fianco, senza nessuna spiegazione, almeno lui non ne aveva avute. All’inizio aveva patito la solitudine, poi a poco a poco ci si era abituato, se si può dire che alla solitudine ci si abitui. La sofferenza era rimasta, ma i fatti e le cose lontane sbiadiscono nei ricordi e i dettagli si confondono.

Avevano avuto una vita in comune di grandi patimenti, avevano corso pericoli di ogni tipo, avevano dovuto arrampicarsi sulle rocce e camminare faticosamente in mezzo alla neve, avevano dovuto sostare per lunghi periodi e per altri altrettanto lunghi avevano dovuto correre a più non posso. Erano scivolati sul ghiaccio e affondato nella polvere del deserto, avevano marciato insieme con tanti altri e camminato da soli, lui e l’altro, un passo dietro l’altro.

Rimasto solo, nei primi tempi aveva cercato di tenersi sveglio, di non cedere, ma poi a poco a poco il tedio, la noia, l’indifferenza avevano preso il sopravvento. Si era sentito perduto quando aveva cominciato a stendersi sopra di lui la polvere, fino a formare uno strato abbastanza spesso da provarne grande fastidio. Il disgusto era arrivato quando era arrivato un sorcio che aveva preso a morsicargli il tallone, poi ne era arrivato un altro. Avrebbe pagato chi sa cosa per avere gambe e piedi per prenderlo a calci e sbalanzarlo a qualche metro di distanza. Gli orrendi animali avevano impiegato molto tempo a capire che i loro morsi erano poco efficaci per scalfirlo e che in fondo il suo sapore non era il massimo, forse nemmeno l’odore. Spariti i sorci erano arrivate le formiche, a frotte, e camminandogli sopra gli facevano un solletico insopportabile.

Sparite le formiche, erano arrivate un paio di lumache, bavose, e gli erano strisciate sopra facendolo rabbrividire di disgusto, maggiore di quello che gli avevano procurato i sorci.

Ogni tanto era arrivato qualcuno, lo aveva sollevato da terra e poi, tenendolo in mano, era andato in giro per tutta la soffitta come se cercasse qualcosa che non riusciva a trovare. Non trovandolo, lo aveva rimesso più o meno nel posto dove stava prima e se ne era andato. Questo era avvenuto tre o quattro volte, ma non accadeva più da un bel po’. Tutto era immobile, tutto in silenzio. La sua solitudine era ormai un abito indossato molto di malgrado, ma doveva conviverci.

Un giorno arrivò un uomo, non lo stesso che era già andato altre volte, lo sollevò da terra, come avevano fatto gli altri prima di lui, lo soppesò alquanto, scuotendolo un paio di volte, poi lo cacciò dentro un sacco che aveva, in mezzo ad altre cianfrusaglie. Non sapeva dove sarebbe stato portato, nel buio che c’era dentro il sacco, che dondolava, si pose delle domande, ma non seppe darsi risposte. Era senza più forze, pronto a tutto, costretto ad accettare la sorte che toccava ad un vecchio scarpone militare spaiato.

Parolmente

Tienilo a Mente
ll Blog Parolmente.it, si propone di promuovere il territorio, attraverso la diffusione di notizie a carattere turistico, ambientale sociale, politico (apartitico) e culturale.
Contatti
parolmente@libero.it
Donazioni
Copyright © 2026 Parolmente.it All Rights Reserved
Instagram
magnifiercrossmenu