Siamo nel 1763, il Palazzo De Caro diventa sede dell’Università di Pianella e due case dell’Università (per uso dei Governatori e Corte e delle carceri civili e la cancelleria) passano ai De Felici.

DIEGO TROIANO / Lun 11 aprile 2022 /

Come pubblicato un paio di giorni fa sul gruppo FB “Almanacco di Pianella” (che vi invito a seguire) in relazione ad post di Silvia Cancelli nel quale sottoponeva alla nostra attenzione i vari restauri otto/novecenteschi di Palazzo de Caro poi sede del Comune, uno degli edifici più importanti del centro storico di Pianella, ed oggetto anche in questi mesi di un ristrutturazione; ho pubblicato nel dettaglio il transunto di un atto notarile inerente la vendita dello stesso edificio nell’anno 1763 dalla famiglia Sansonio - De Caro all’Università di Pianella.

Precede questo documento, un alto atto notarile, di cui il secondo ne è la conseguenza, ovvero la vendita ai De Felici della vecchia sede dell'Università sita nell'attuale Piazza Garibaldi e corrispondente a parte dell’attuale palazzo De Felici e precisamente la parte contraddistinta dal portico e della sede della Cancelleria corrispondente alla parte più in basso dello stesso palazzo.

I due atti, che da quello che so sono inediti, come confermato dallo stesso studioso Vittorio Morelli, che ringrazio pubblicamente in questa sede per l’interesse che ha avuto e ci ha trasmesso in tanti anni di attività e di ricerca archivistica del nostro paese.

Gli atti, dicevo, sono custoditi presso L'Archivio di Stato di Pescara, fondo notarile, notar Luca de Deo di Pianella, anno 1763, Pianella 18 agosto 1763, a cui si rimanda per qualsiasi approfondimento.

Il 18 agosto 1763 è presente da una parte don Paolo Sansonio-De Caro figlio ed erede del fu Giambattista Sansonio e della fu Domenica De Caro, erede anche del fu Rocco De Caro, (con i quali la famiglia di estingue nei Sansonio) e dall'atra parte gli uomini eletti e deputati dell'Università di Pianella Ignazio Verrotti camerlengo, Tullio Egizi e Bernardo Puca sindaci, il barone Ferdinando Todeschi , il barone Bernardino Todeschi, Pietro Paolo Pardi e Pasquale de Sanctis tutti di Pianella. All'atto interviene anche il barone Gesualdo De Felici che aveva precedentemente, lo stesso giorno, acquistato l’antica sede dell'università in piazza San Domenico.

Paolo Sansonio-De Caro dichiara di possedere un “Palazzo di più quarti e membri superiori e inferiori con botteghe, portone, cortile e altri comodi, sito dentro questa Terra nella piazza di S. Antonio Abate, giusto davanti e da lato detta piazza e la Porta di Santa Maria, da dietro l'attennimi (ovvero le mura del paese) e dall'altro lato parte la chiesa badiale di Santo Spirito (di patronato dei De Caro) e parte nei piani superiori la casa ceduta a Giacomo Sabucchi (come dote di Rosa Maria Sansonio-De Caro. Quindi il palazzo si estendeva anche a destra dell'attuale portone), ed altri" confini.

Per necessità vende il "quarto grande che forma davanti e da lato due facciate verso la piazza di detto palazzo, da cielo a terra, cominciando da detta porta di Santa Maria e terminando alla detta chiesa di Santo Spirito (a destra del portone); con due botteghe sotto e tre botteghe vicino detta porta, con la gradinata grande e loggia nel cortile e di sopra una sala grande col camerino a lato e tre cameroni fino alla detta chiesa, con di sopra l'alto quarto fino al tetto di detto palazzo ..., confermando in quest'ultimo passaggio che all'epoca esisteva anche il piano superiore, il cosiddetto terzo piano).

Paolo Sansonio-De Caro decide quindi di “voler effettuare la vendita di detto quarto grande, con anche del portone, entrone, cortile e cisternola in esso ...” così come affermato nella pubblica risoluzione fatta nel parlamento di detta Università celebrato il 24 ottobre 1762, di cui si allega copia al presente atto.

Apprendiamo quindi fra le altre cose che nel cortile vi era una “cisternola” ovvero una piccola cisterna per l'acqua, oggi non più visibile; notizia senza dubbio da tener presente nei restauri che si stanno effettuando sul palazzo stesso ...

La vendita viene effettuata per il convenuto prezzo di 930 ducati per il quarto grande, 24 ducati per il pagliolo a destra del portone, 60 ducati, grana 82 e 5 cavalli per il portone, entrone, cortile e cisternola ed altro che somma il prezzo di 1014 ducati.

Don Paolo Sansonio De Caro dichiara che di questa somma, ne ha già avuto 680 ducati in anticipo, in più riprese dai vari amministratori della detta Università; inoltre altri ducati 84 li deve sempre all'Università per regie collette, o tasse come diremo oggi, non pagate nell'anno 1760. I restanti 250 ducati, a compimento dell'intero prezzo, vengono dati da Gesualdo De Felici, quale parte della vendita della vecchia sede dell'Università e della sede della cancelleria effettuata lo stesso giorno 18 agosto in favore del De Felici stesso.

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Come detto sopra, lo stesso giorno dell'acquisto del palazzo De Caro, l'Università di Pianella vende la sua vecchia sede a Gesualdo De Felici, barone di Poggio Ragone:

il 18 agosto 1763, attraverso lo stesso notaio Luca de Deo, l'università di Pianelle vende a De Felici “una casa molto antica, in parte caduta, per uso dei Governatori e Corte e delle carceri civili, di otto membri con caposcala, quattro superiori e quattro inferiori, sita a Capo la Piazza di San Domenico, giusta davanti la stessa piazza, da dietro e da un lato detto Barone Gesualdo e dall'altro lato la strada pubblica”.

Da questa confinazione si capisce che la casa in oggetto rappresenta parte dell'attuale palazzo De Felice, con ogni evidenza la parte con il piccolo porticato sotto (compreso fra l'attuale Piazza Garibaldi e via Umberto I).

“E similmente (vende) un'altra casa, antica, per uso di cancelleria, appiedi di essa piazza, di un membro superiore e un'altro inferiore e due botteghe, giusta davanti della piazza, da un lato e di sopra la gradinata, il palazzo di detto Barone Don Gesualdo e dall'altro lato e da piedi le case di Silvestro del quondam Tommaso Chiarieri, la via ... “.

La vendita fu effettuata al convenuto prezzo di 527 ducati, 67 grana e tre quarti.

Con questo acquisto il barone de Felici allarga la proprietà del suo palazzo, visto che gli edifici acquistati sono attaccati ad esso.

Appare utile ricordare che l’Università di Pianella in tale data con aveva una propria sede o se vogliamo una sede degna di tale istituzione, si appoggiava alla casa a Capo la piazza di San Domenico che era una "casa molto antica", in parte "caduta" per uso dei Governatori e della Corte nonché sede delle carceri civili (8 vani, 4 sotto e 4 sopra); mentre la "cancelleria" ovvero gli uffici come diremo oggi, erano posti sempre in una “casa antica ai piedi della piazza”, confinante con la abitazione dei De Felici, di 2 vani, uno sotto ed uno sopra e 2 botteghe.

In alcuni documenti allegati all'atto relativi a pubblici parlamenti del 2 e del 23 settembre del 1759 nonché quello del 1 marzo del 1760 si stabilì di vendere la casa a capo la piazza e quella della Cancellerie (entrambe attaccate alla casa del barone De Felici) per acquistare con il ricavato la casa palaziata di Paolo Sansonio De Caro in quanto ...

“l'Università non avendo casa propria per detto ufficio, ne per la sala di consiglio, cancelleria ed archivio, assolutamente necessari”.

Si parla anche di danni subiti dall'Università, fra cui la “perdita anche delle pubbliche scritture” forse per la caduta di parte della casa a Capo Piazza, per cui si è reso assolutamente necessario il nuovo acquisto.

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