Racconti popolari "La baronessa Pantegana topa musque' e dei Morgillo da Serena"

MASSIMO ARCIERI

ACCADDE COSÌ : passeggiando passeggiando una grossa "chiavica di fogna" incontrò un bel buco. Annusò a destra ed a manca, lesse il nome sul citofono: "Sandra... e poi". Perbacco, penso' fra sé, questo nome un po' m'intriga...! Allora giù via per il buco apertosi nel retino dell'aria, obbligatoria per l'uso del gas. Timida e guardinga cominciò a rendersi conto che aveva trovato un bel posticino. Aveva proprio bisogno di uno "chalet estivo" per le giornate più torride dell'estate. La fogna dove aveva la sua dimora era invivibile nel periodo estivo; il limo si ingigantiva con l'apporto continuo dei vacanzieri bagnanti; le "sbrodaglie" caratteristica delle fogne, con gli aumentati apporti diventava densa, calda, appiccicaticcia e scivolosa, a parer suo, ci si faceva il bagno nella liscivia. Aveva proprio bisogno di cambiare aria! Iniziò con avidità ad annusare ogni angolo del posto; si accertò che non vi fossero presenza ed odore di animali domestici; quindi si mise alla ricerca di una nuova via di fuga. La personale esperienza la induce a cercarsi almeno due strade per poter tornare, sana e salva nella fogna. Il grazioso musetto ornato di baffi ispidi come le vibrisse dei gatti, attenti e funzionali come radar di ultima generazione si mettono in azione. Cercare in basso non avrebbe avuto esito, allora ispezionò il soffitto e intravide una piccola finestrella, con chiusura ll "a bocca di lupo" stranamente aperta. Vi si recò per inquadrarla e misurare i tempi di accesso in caso di fuga. Rimase soddisfatta, ridiscese con calma e si ripagò degli sforzi con un succoso pomodorino che gli umani abitanti le stanze, oltre quella del suo personale chalet, evidentemente molto disturbati della sua presenza, avevano messe in giro trappolette antidiluviane, assolutamente inidonee a privarla della sua libertà.

ACCADDE ANCHE che una sera, ad ora circa di quando gli umani sono già nelle braccia di "Morfeo", le venne il buzzo di ispezionare un vecchio mobile, la intrigava lo stile del vecchio "trumeau" ottocentesco. Trovato un facile ingresso, sempre per quel suo agire con giudizio, cercò una via per l'uscita; s'imbatte in diversi buchi fatti dai tarli, piccoli ed inospitali. Uno solo un poco più grande in cui inserire il musetto con la testa e spingere dentro il corpo sinuoso e flessibile fu di suo gradimento. Spinse con forza fino a far cadere un fragile diaframma che i tarli avevano ignorato. Meraviglia delle meraviglie ai suoi occhietti si illuminò una camera da letto: una giovane femmina si spogliava per andare a letto, attenta ne osservava ogni movimento, così posizionata non aveva nulla da temere; disse fra sé... bella da sballo! Sinuosa la figura muliebre, perfetta nelle forme anatomiche, giovane ed esuberante aveva incantato i suoi sensibili occhietti. Man mano che i vari indumenti si adagiavano sul letto e apparivano le caratteristiche della figura femminile, essa esclamava: bella... bella da morire! Quando cadde l'ultimo lembo di stoffa, soffocata dallo spettacolo, la zoccola strabuzzó gli occhietti, avvicinò il musetto ai suoi genitali, ne gradi l'effluvio, ne controllò le fattezze e....con entusiasmo disse è femmina, femmina come me! La sua testolina pensava con intensità al grande miracolo della femminilità ed essa ne faceva parte. La bellezza del mondo, lo stupore del creato l'avevano inserita nel grande progetto della femminilità e ne aveva adesso la prova. Il masque e della donna che stava, per la prima volta guardando, era simile al suo, occorreva un confronto. Questa idea del confronto di verifica l'aveva affascinata appena aveva constatata il reciproco masque e femminile. Intanto aveva appena scorto che la figura muliebre della stanza si era avviata verso la doccia; rapido dietro-front e giù di volata verso la fogna. Ben conosceva la zoccola la sentina di scarico nella fogna; non voleva perdere nemmeno una goccia di acqua profumata pregna di umori di femminilità. Infatti nei primi scrosci d'acqua riconobbe il tenue profumo dello shampoo e poi l'eucalipto del doccia-schiuma e, la calda produzione dell'intimo della femminilità, come spesso aveva potuto notare di sé e delle altre chiaviche della fogna; con una bella differenza, ma essa era nobile, era baronessa di alto lignaggio con antenati di alto profilo; questo attributo era il titolo che ammetteva il confronto alla pari con la donna della camera da letto.

Continua......

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