Pianella in Archivio. La storia moderna di Pianella attraverso la documentazione archivistica.

DIEGO TROIANO / LUN 13 GIU 2022 /CULTURA

2 - Storia del palazzo di Gesualdo de Felici in piazza San Domenico. L’acquisto dai De Caro nel 1725 e la successiva espansione nel 1763 acquisendo dall’Università le due case confinanti.

Diego Troiano

Vengono in questa sede presentati cinque atti notarili inerenti il passaggio del palazzo De Caro in piazza San Domenico attualmente piazza Garibaldi alla famiglia De Felici. L’operazione promossa da Gesualdo De Felici, barone di Poggio Ragone, fra il 1725 ed il 1763 vede la conformazione omogenea dell’imponente palazzo, ancora oggi abitato dai suoi discendenti, acquistando ed accorpando più immobili. Nello specifico tre case: il gruppo centrale, più grande, appartenente ad un ramo della famiglia De Caro e altre due case più piccole poste ai fianchi di questo nucleo centrale appartenenti all’Università.

Questi sono gli atti notarili di riferimento pubblicati in fotografia in appendice.

1 - 28 febbraio 1722, testamento di Silvio de Caro, (deceduto qualche settimana dopo e precisamente il 2 marzo 1722) con il quale lascia tre vani del suo palazzo, esattamente quelli sotto ed ai piedi della piazza, ad Antonio Di Berardino suo servitore. Lascia inoltre la quarta parte del palazzo, quella a lui spettante al monastero di San Domenico, e per tutto il resto istituisce eredi le sue due sorelle Tecla e Francesca. Le altre tre parti dell’immobile sono di pertinenza dei tre fratelli di Silvio, suor Tecla, Francesca ed il sacerdote Odoardo De Caro.

Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Gaetano Orsolini di Pianella, anno 1722, Pianella 28 febbraio 1722.

2 - 21 ottobre 1722, suor Tecla e Francesca De Caro, sorelle ed eredi testamentarie del fu Silvio de Caro oltre a Odoardo de Caro altro fratello assegnano, come da volere testamentario di Silvio De Caro, tre vani di casa, sotto il palazzo, al servitore Antonio di Berardino.

Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Gaetano Orsolini di Pianella, anno 1722, Pianella 21 ottobre 1722.

3 - 19 aprile 1725, Gesualdo De Felici delega come suo procuratore il barone Dante Probi residente a Napoli di acquistare il palazzo di Pianella di proprietà dei tre fratelli De Caro, Tecla, Francesca ed Odoardo. Il palazzo risulta di li a poco venduto, nel maggio del 1725 al De Felici per 600 ducati, per gli atti del notaio Domenico Veneziano di Napoli.

Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Gaetano Orsolini di Pianella, anno 1725, Pianella 19 aprile 1725.

4 - 24 luglio 1725, Gesualdo De Felici acquista per 200 ducati dai monaci del monastero di San Domenico di Pianella la quarta parte del palazzo De Caro, pervenuta pochi anni prima al monastero per volere testamentario di Silvio De Caro. Con questo atto l’intero palazzo passa per complessivi 800 ducati dai De Caro al De Felici.

Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Gaetano Orsolini di Pianella, anno 1725, Pianella 24 luglio 1725.

5 - 18 agosto 1763 Gesualdo de Felici acquista dall’Università di Pianella due case site in piazza San Domenico confinanti con la sua proprietà ex De Caro. Di li a poco con ogni evidenza, avvenne il restauro dell’intero immobile dando alla costruzione l’aspetto strutturale uniforme che ancora oggi possiede.

Archivio di Stato di Pescara, notarile, notar Luca De Deo di Pianella, anno 1763, Pianella 18 agosto 1763.

Per le fotografie dell’atto vedi Pianella inArchivio, parte 1 - Storia di Palazzo De Caro: l’Università di Pianella acquista nell’anno 1763 il palazzo per farne la propria sede istituzionale e due case dell’Università site in piazza San Domenico (la prima per uso del Governatore, della Corte e delle carceri civili e la seconda per uso di cancelleria) vengono vendute ai De Felici, che così ampliano il loro palazzo.

***

Preciso che dagli studi che sto effettuando sul fondo notarile dell’Archivio di Stato di Pescara, emerge che in Pianella fra il ‘500 ed il ‘700 sono presenti ben quattro rami della famiglia De Caro, originari di Roccagloriosa in provincia di Salerno, diocesi di Policastro.

1 - Il primo ramo è quello attestato nella seconda metà del ‘500 con Luca Antonio e Giovanni Antonio de Caro, ramo che si estingue con Francesca figlia di Luca Antonio e che sposerà il cugino del padre dottor Federico De Caro.

2 - Il secondo ramo, con palazzo nei pressi della Porta Santa Maria e Collegiata di S. Antonio, è appunto quello del dott. Federico De Caro e che attraverso suo figlio Giovanni Vincenzo si estinguerà a Pianella con Rocco De Caro. Oltre alla discendenza di Domenica De Caro moglie di Giovanni Battista Sansonio di Venezia con la quale si estingue in Giovanni Paolo Sansonio - De Caro (nato 1724 ca) che assumerà poi definitivamente il cognome De Caro.

3 - Il terzo ramo, con palazzo nella piazza di San Domenico ora dei Di Felici, è presente a Pianella dagli anni ’30 del ‘600 con il dottor Felice De Caro di Roccagloriosa, attestato nel 1642 come governatore della città di Pianella per conto dei Farnese. La sua discendenza prosegue con Tommaso de Caro e si estingue con il figlio di quest’ultimo Silvio.

4 - Un quarto ramo, sempre originario di Roccagloriosa, è attestato a Pianella sul finire del ‘700 attraverso il giurista Filippo Ferdinando De Caro barone di San Severino (oggi frazione di Centola, già San Severino di Camerota in provincia di Salerno) e suo figlio Francesco Antonio De Caro, detto nei documenti di Napoli abitante a Pianella. Questi riuscì, facendo causa ai Sansonio - De Caro, a far riconoscere al suo ramo genealogico, la successione per linea maschile dell’Abbazia e Monte di Santo Spirito, costituito a Pianella e munito di ingenti beni, da Federico De Caro, congiunto del suddetto Francesco Antonio. Lo stesso beneficio infatti fu assegnato al figlio di quest’ultimo Filippo De Caro.

sitografia:

https://www.academia.edu/.../Pianella_in_Archivio_La...

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