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Origine del nome di Corvare (Pe)

DANIELA D'ALIMONTE.

Corvara è un piccolo centro situato su un colle a 563 metri sul livello del mare, alla sinistra del Fosso di Rota, a 44 chilometri da Pescara, a ridosso della fascia montana e di alta collina dell'area vestina con aspre forme del rilievo. Dal 1995 è uno dei comuni facenti parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Il territorio comunale in passato ricadeva nel mandamento di Torre dei Passeri del circondario di Penne della Provincia di Teramo, prima della Costituzione della provincia di Pescara nel 1927; ha una estensione attuale di 13,71 chilometri quadrati. Confina sul versante aquilano con il comune di Capestrano e in quello pescarese con i comuni di Brittoli, Pietranico, Pescosansonesco. In dialetto il nome suona come la crëvarë. L’etnico è corvarese, corvaresi; in dialetto crevaccólë al singolare e al plurale. È riportato nei documenti dell’anno 1111 Lacorvara, poi nel Catalogus Baronum degli anni 1150-1168 si trova scritto medietatem Corbarie; Corbaria nell’anno 1324.

Le prime testimonianze sicure sull'esistenza del centro di Corvara si possono desumere tuttavia già dal Chronicon casauriense e compaiono in datazioni molto antiche; nell’875 viene nominato con altri territori consegnati dall’imperatore Ludovico all’Abbazia di San Clemente anche quello di Corvariam.

Per l’anno 983 si legge che il castrum fu costruito dall'abate Adamo quando era ormai anziano facendovi confluire e unificare preesistenti insediamenti sparsi: Corvariam quoque contruxit, in quo Casule Lectum et Niranum posuit. Il nome ritorna poi altre quattro volte menzionato all’interno del Chronicon. È stato inoltre testimoniato anche nella forma lacorvara nell'elenco dei castra contenuto nel Breve recordatorium vel rememoratorium dell’anno 1111, noto come scriptum de Terra Sansonesca nel quale alcuni Baroni locali riconoscono nell’abate Alberigo i diritti di San Clemente su di essi. Il castrum Corvariae era anche rappresentato nella formella numero 16 della porta di bronzo dell'Abbazia casauriense fatta realizzare dall' Abate Gioele.

Più tardi il nome compare nelle bolle papali del 1121 come Corvaria e del 1191 Corvarium oltre che poi nel Catalogus Baronum nell’espressione medietatem Corbarie. La forma betacizzata, ovvero con la –b- al posto della –v-, si ripete nel Corbaria del XIV secolo registrata nelle Rationes decimarum. La denominazione Corvara è di spiegazione agevole e deriva da uno zoonimo, ovvero da una nome attinente la fauna tipica di un posto, in questo caso il riferimento è al corvo. La ‘corvara’ è infatti un luogo frequentato dai corvi.

Il toponimo è largamente diffuso in Italia, ad esempio in Veneto, Corbara e Corbera, in provincia di Bolzano Corvara in Badia ma, tornando in provincia di Pescara, anche Ripacorbaria come frazione di Manoppello e, per l’attinenza al corvo, anche Colle Corvino. Alla base il latino corvarium ‘luogo frequentato dai corvi’, derivante da corvus, con il suffisso neutro plurale in –aria per indicare collettività. Qualcuno vuole che il toponimo possa anche derivare dalla forma dialettale corbë ‘grosse cesto di vimini’ e per trasferimento semantico andare poi ad indicare una ‘dolina’ del terreno essendo la zona in cui si trova molto accidentata ma questa ultima ipotesi appare poco probabile e non suffragata dalle prime denominazioni rinvenute negli antichi documenti che fanno invece propendere per la derivazione dallo zoonimo.

L’interpetazione peraltro trova conferma nel requisito naturalistico dell'area e nello stemma che riporta, come si vedrà più in basso, l’immagine del volatile.Non si hanno notizie reperti preistorici nella zona di Corvara ma la collocazione geografica lascia supporre che l’area fosse frequentata dai Vestini trasmontani che comunicavano con quelli cismontani attraverso il valico di Forca di Penne.

Resti del periodo medievale sono invece rintracciabili nei pressi di alcune contrade e sono tipici del periodo tra l'ottavo e il decimo secolo. Si sa che nel 1173 il territorio di Corvara, appartenente alla terra Sansonesca, è tenuto da Sansus de Pietrainiqua e da Berardus de Castellione sub feudatari di Gualterius Gentilis. Con la ripartizione angioina del 1273, Corvara appartiene al Justitiaratus Aprutii ultra flumen Piscari . Scrive l’Antinori nella Corografia: “Nel 1319 era Signore del Castello di Corbaro in Abruzzo Gentile di Amiterno”. Va ricordata poi la presenza dei Cantelmo di Popoli che si protrae fino alla seconda metà del 1500 e da cui la denominazione di ‘Corvara Del Conte’. I Cantelmo cedettero il Feudo nel 1584 ai D'Afflitto ai quali nel 1602 subentrò Muzio Epifanio di una famiglia di Chieti che è ancora presente nel 1669.

Da un documento del 1653 si apprende che diversi paesi dell'Abruzzo ultra, tra cui anche Corvara, essendo insediati dal brigantaggio, si erano riuniti per organizzare e sostenere la formazione di una truppa per contrastare il preoccupante fenomeno. Nel XVIII secolo il Feudo di Corvara è tenuto dai Colonna prima, dagli Orsini poi ed infine dai Valignani che lo detenevano fin dal 1736. Nella prima metà del XIX secolo Corvara è aggregata a Pescosansonesco e infatti divenne comune autonomo solo nel 1855. L'attuale stemma del Comune raffigura un corvo in piedi su una roccia che ripete il soggetto di un sigillo del 1730. Presso l'archivio di Stato di Pescara si trova un Sigillo di forma circolare del 1810 che riguarda Pescosansonesco e Corvara prima della separazione in due distinti comuni in cui non è leggibile la leggenda ma si intravede la figura di un leone rampante.

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