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Omaggio a Osvaldo Santoro: “Amante genuino della vastesità”

8 Febbraio 2024

REDAZIONE. Il 4 febbraio scorso è venuto a mancare all’età di 93 anni il poeta vastese Osvaldo Santoro.

Esponente di quella schiera di veri amanti della tradizione, era considerato erede dei poeti dialettali che negli anni hanno dato lustro al dialetto vastese.

Tra le sue opere più significative, si ricordano i volumi “Dall’alba al Tramonto”, “Ricordi di vita nostra” e “Semi di Parole e Voci Antiche”, quest’ultimo dedicato al 60° anniversario delle nozze con la moglie Concetta.

Osvaldo Santoro, sin dagli albori, ha partecipato e vinto diverse edizioni del Premio di Poesia "Giuseppe Porto" Città di Pianella.

In suo ricordo abbiamo voluto omaggiare il poeta vastese con la pubblicazione di questo stralcio di un articolo a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 30 dicembre 2015.

La Lirica Vernacola di Osvaldo Santoro

Nella cultura poetica dialettale un posto rilevante occupa la figura e l'opera lirica di Osvaldo Santoro, vastese verace, amante della schietta "vastesità", esponente di quella schiera di veri amanti della tradizione.

Si può ben affermare che egli sia l'erede dei poeti dialettali, quelli che più marcatamente hanno espresso l'inconfondibile "idioma" vastese, tra cui ricordiamo Francesco Romani, Gaetano Murolo, Luigi Anelli, Espedito Ferrara, Giuseppe Perrozzi, F. Paolo De Guglielmo.

Un retaggio che, come egli stesso rileva, costituisce un anello di congiunzione per ben interpretare l'anima canora della nostra terra "la bellezza di Vasto e il nostro apprezzatissimo e bellissimo dialetto vastese".

Osvaldo Santoro ne coglie l'essenza della spiritualità vernacola e ne perpetua il "canto" che è spontaneità di sentimenti genuini, proprio   perché la cosiddetta "parlature pajesana" esprime appieno la voce dell'anima, quella che ci ha fatto vibrare fin dalla fanciullezza e ci ha sorretti nell'adolescenza, e che è la prima eco appresa dalle labbra della nostra mamma quando ridente cantava le immortali nenie della nostra antica e leggendaria civiltà.

Questo patrimonio d'espressione lirica in Osvaldo Santoro è motivo di ripresa e di rivisitazione e le sue composizioni risultano straordinariamente intatte, fedeli al vernacolo vastese, per nulla sfiorate da inutili eufemismi, bensì piuttosto sorrette da uno spiccato eudemonismo appunto per fugare le stravaganti iniziative tendenti a stravolgere l'essenza lirica e la purezza del "nostro linguaggio" .

In tale ambito si colloca la poetica dialettale vastese di Osvaldo Santoro che "ha provato ed ha creduto" il senso spirituale del folclore, che ancora, nonostante tutti gli ismi che contraddistinguono la modernità, resiste alla mutabilità del tempo, basta credere nei valori puri che risiedono nella saggezza dei nostri padri.

Per questo il "vernacolo" vastese di Osvaldo Santoro suscita interesse anche negli studiosi, e potrebbe essere appena sufficiente ricordare come la sua poesia si affermi nei numerosi Certami dialettali abruzzesi cui ha partecipato nei centri del distretto di Vasto, a Pescara, Chieti, Bucchianico, Tollo, Penne, Vacri, San Vito Chietino, Francavilla al Mare, Guardiagrele, Sulmona, Catignano, San Felice sul Panaro, Città Sant'Angelo, dove il folclore d'Abruzzo è celebrato.

Le sue liriche, sono pregevoli e sono incluse in molte antologie poetiche di grande valenza culturale, come, fra l'altro "Poeti d'Abruzzo" - Raccolta Antologica di Poesie Dialettali (vol. IV) pubblicato per le edizioni "Settembrata Abruzzese" (1998).

La musicalità lirica del verso di Osvaldo Santoro rispecchia il carattere semplice, profondamente votato ad una interiore e rilevante religiosità che è propria in chi custodisce dentro il cuore la sincera manifestazione dell'amore per le creature ed il sacrale rispetto dell'amicizia.

L'ispirazione trae motivo dalla quotidianità e trova spazio in composizioni che, talvolta, assumono aspetti anacronistici oppure squisitamente moralistici, anche se non manca sovente qualche accenno salace e pieno di humour di cui Osvaldo Santoro conserva una spiccata ed irrefrenabile carica.

Ma nella poetica di Osvaldo Santoro riscontriamo, soprattutto, l'impronta dell'uomo aderente alla realtà del mondo, perché ne sa scrutare gli arcani, quasi a sentire il profondo respiro del creato, per tradurne gli afflati con profonda umanità.

Stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 30 dicembre 2015

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