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Oggi, 14 Luglio 2023, viene ricordato San Camillo de Lellis, colui che portò per primo la Croce Rossa

14 Luglio 2023

REDAZIONE CULTURA.

Nasce il 25 maggio del 1550 a Bucchianico (Chieti); la sua era una famiglia appartenente alla piccola aristocrazia della cittadina abruzzese di Bucchianico.

Alla nascita, gli venne imposto il nome della madre, Camilla de Compellis, che lo aveva partorito a quasi 60 anni di età e che morì quando Camillo aveva 13 anni. Il padre, Giovanni, era un ufficiale al servizio della Spagna.

Giovane era un tipo pigro e rissoso, il padre decise di avviarlo alla carriera militare ma, nel 1570, un’ulcera al piede lo costrinse ad abbandonare la compagnia.

Per farsi curare fu costretto a recarsi a Roma, nell’Ospedale di San Giacomo degli Incurabili e dopo la guarigione venne assunto come inserviente presso l’ospedale, ma l’esperienza fu breve: per la sua scarsa propensione al lavoro, venne allontanato.

Intanto il padre era morto e lui  tornò a dedicarsi alle armi, come soldato di ventura, mettendosi a servizio, prima di Venezia, poi della Spagna. Ma presto tornò a condurre una vita dissoluta. Iniziò a vagabondare per l’Italia, fino a quando non venne assunto dai Cappuccini del convento di Manfredonia. Questi lo mandarono per una commissione presso il vicino convento di San Giovanni Rotondo.

Il 2 febbraio 1575, in ritorno a Manfredonia, nella “Valle dell’inferno” avvenne la sua conversione: decise di abbracciare la vita religiosa e di diventare un frate cappuccino a Trivento. Ma l’antica piaga al piede tornò a dargli problemi: fu così costretto a tornare a Roma per curarsi.

Rimase nell’ospedale degli Incurabili per ben quattro anni e qui maturò definitivamente la sua vocazione all’assistenza dei malati e, insieme con i primi cinque compagni che, seguendo il suo esempio, si erano consacrati a Gesù Crocifisso e alla cura degli infermi, decise di dare vita, nell’agosto del 1582 alla “Compagnia dei Ministri degli Infermi”, i cui primi statuti vennero approvati da papa Sisto V il 18 marzo 1586.

Camillo si trasferì nel convento della Maddalena e iniziò a prestare servizio presso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Intanto, sotto la guida spirituale di Filippo Neri, riprese gli studi e, il 26 maggio 1583, fu ordinato sacerdote nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

La sua “Compagnia” si distinse subito e, il 21 settembre 1591, fu riconosciuta come Ordine religioso (Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi) da papa Gregorio XIV, rimasto impressionato dall’eroismo con cui Camillo e i suoi compagni avevano assistito i malati durante la carestia del 1590 a Roma.

Il papa diede loro il permesso ad ognuno di portare l’abito nero come i Chierici Regolari, ma con il privilegio di una croce di panno rosso sul petto, come espressione della Redenzione operata dal dono del Preziosissimo Sangue di Cristo.

L’8 dicembre 1591 Camillo e i suoi primi compagni emisero la Professione religiosa di voti solenni, con il quarto voto che era quello di “perpetua assistenza corporale e spirituale ai malati, ancorché appestati”. Era nato un nuovo Ordine religioso.

FONTI

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