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L'ulivo, la ricchezza e la saggezza del triangolo verde

VITTORIO MORELLI

E' tempo della potatura degli uliveti, in prevalenza cultivar la dritta e il leccino, nell'annata della contravece, oltre alla s-cceppatura, sarebbe consigliato procedere alla sthjappatura e raschiatura dei tronchi, come si faceva una volta, per eliminare la corteccia morta dove si annidano muffe e parassiti.

Addirittura si procedeva, dopo la raschiatura e sthjappatura, alla spennelatura dei tronchi a base di solfato di ferro o calce idraulica per eliminare i parassiti.

Poiché fra dieci-venti anni il paesaggio rurale, caratterizzato dagli olivi domestici, rischia di lasciare il posto alla boscaglia spontanea e selvaggia, compromettendo il patrimonio agro-forestale, sarebbe il caso che le associazioni di categoria e le autorità in generale prendessero in mano la situazione e accompagnassero i giovani imprenditori agricoli nella salvaguardia e valorizzazione del patrimonio botanico.

LA FORMICA E L'ULIVO

di Vittorio Morelli

Le formiche nike nike

a sciami corrono su e giù per il tronco

tortuoso, spaccato, rugoso,

difendono con le piccole ganasce i loro nidi.

Si ritirano quando l'ora volge al desio,

al dormir delle galline,

si ritirano nelle tane,

abbandonano il tronco nella solitudine,

si svegliano al canto del gallo,

al sorger del nuovo sole,

vanno su e giù lungo il tronco,

vogliono recuperare il tempo

perduto, riprendono a lavorare,

vanno a caccia di larve, di uova, di insetti.

Al pericolo, chiamano in aiuto

le formiche testa rossa,

che escono dai cumuli

con le mandibole aguzze

sottili, penetranti, pronte ad attaccare.

Un picchio batte batte forte su un tronco,

va a caccia di uova e di larve,

rompe col suo martellare,

il silenzio della campagna.

La formica regina:

"Picchio, smettila di picchiare,

fai più piano, ci assordi le orecchie"

Il picchio:"Sono stressato,

non ne posso più di questa vita".

Un'upupa1 attende lo sfratto dell'inquilino

per deporvi le uova della nidiata,

All'upupa

"Siamo stufe di ospitare vespe e calabroni,

chiamiamo in aiuto le teste rosse.

La nostra casa non è un condominio,

vai al fosso, prendi la lana di pioppo,

fatti un nido e lasciaci lavorare".

Le formiche con il cappuccio rosso

tirano fuori le ganasce.

Il tronco si sveglia dal torpore della morte,

spuntano i germogli, le foglie nuove,

una lucertola, un serpentello trovano riparo

tra le rughe dell'ulivo secolare,

vecchio, vegliardo, non muore,

ma rinasce a nuova vita.

I tronchi sotto il bianco sole

sembrano tanti dolmen e menhir

dalle squame luccicanti,

ci raccontano la storia

presente e passata dell'umanità.

1 in dialetto la pézzangape

Per il tuo 70°

Benemerito fu colui che ti piantò

benemerito fu colui che ti innaffiò:

oh come sei cresciuto!

sei diventato robusto e spilungone;

gli abitanti del Carmine

i viandanti e gli uccelli

ti sono grati per la frescura.

Tu possa crescere e vivere

un millennio a ricordo

della natura che non tradisce.

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