La storia dei Pleninenses

VITTORIO MORELLI

La storia di Pianella, anche se non sembra, è molto antica:

         Nel Museo Pigorini di Roma sono visibili le amigdale preistoriche rinvenute a Pianella; mentre nella Scuola Media sono stati depositati dal prof. Carlo Chiavaroli strumenti litici del neolitico ed eneolitico, come punte di lance, lame di coltelli, punteruoli, che ora si trovano al Museo di Chieti1.

         Nei Quaderni del Museo di speleologia “V. Rivera” sono riportati gli studi della fauna neolitica rinvenuta tra le contrade Nora e contrada Malpensa di Pianella. Trattasi di animali addomesticati e molto piccoli rispetto alla fauna odierna: canis, sus scrofa, equus caballus, bos taurus, ovis aries, capra hircus, ovis vel capra, testudo2.

         Sulla storia dei demotici Planinenses o Pleninenses, riportiamo informazioni dello studioso tedesco Gerhard Radke in Pauly Realencyclopädie der classichen, Altrtumswissenschaft, Neve Bearbei tung Beconnen. Von Geoge Wissowa, Stuttgart, 1950.

         L'enciclopedia, in ordine alfabetico, riporta argomenti del mondo latino, ed è stata scritta a più mani, partendo dal 1893 al 1978, e va sotto il nome di Pauly-Wissowa, che sono stati i primi autori.

Come informazione, diciamo che Theodor Mommsen a Pianella ha rilevato le targhe con scritte latine rinvenute in S. Desiderio di Pianella e riportate nel volume di V. Morelli, Pianella tra storia e iconografia, a testimoniare che anche Pianella era una città italica e romana e che il toponimo può avvicinarsi a quelli di altre località distanti tra loro anche centinaia e centinaia di chilometri, dietro la duplicazione toponomastica dei luoghi (Miglianico e Miglionico, Magliano de' Marsi e Magliano Sabina, Alba Fucens, Alba Longa, Alba, Pianello, Pianella, etc.).

   Il Piceno era una regione molto vasta che abbracciava parte delle Marche e dell'Abruzzo costiero, tra i monti della Laga, del Gran Sasso e il mare.

         Pianella poteva essere ben collocata nel Picenum, perché a nord erano stanziati i Galli, che avevano fortemente connotato l'area negli usi, costumi, religione pagana, lingua,;erano stati sottomessi dai Romani  nel 225 a. C. dal console Lucio Emilio Papo e a sud c'erano i Sanniti, che, dopo tre guerre sannitiche, furono sconfitti (313-290 a. C.), e si dovettero ritirare sulle montagne dell'Alto Vastese, del Molise e del Sannio.

  Errori topografici e distanziali nel passato, da parte di storici, naturalisti e geografi, erano frequenti, vista la distanza tra Pianella nei Vestini e Castelpiano di circa 160 chilometri; le località marchigiane citate, Cupramontana, Monteroberto, l'antica Planina nelle Marche, si trovano a un tiro di schioppo tra loro.

Oggi esiste la frazione Pianello nei pressi di Monteroberto.

         L'Abruzzo venne subito romanizzato, essendo le comunità molto piccole e dislocate qua e là a macchia di leopardo.

Il fiume Esino rappresentava il confine della Regio V augustea tra l'area gallica e l'area picena; Pianella vestina poteva essere la Planina indicata da Plinio.

   -Planina3, città del Piceno settentrionale, situata a nord di Cupra Montana presso Monteroberto, sulla riva meridionale dell'Esino, a sud ovest di Jesi.

   In quel luogo la chiesa di S. Maria in Piano porta il suo vecchio nome.  Mommsen CIL III, 620, V, 6441; VI, 2375 a 7e CIL IX p. 544; tab. IV. Nissen It. Ldk. II 419.

         Gli abitanti si chiamano Planinenses, in

Plin. N.H. III, 111. CIL III 6202. V 6991. VI 2379 a  7.

                    (Karl Scherling, estensore dell'articolo)

  -I Planinenses erano gli abitanti piceni della località Planina. Essi vengono nominati piceni e collocati vicino ad altri Comuni da Plinio N. H. III 111.

         Noi li conosciamo dalle iscrizioni romane e dalla iscrizione “torinese”. CIL VI 2379 a I  7 Planin. CIL V 6991 (Patrono Reip. Planinenses). Reichert (Paul R. E. s.v.) pensa di poter identificare l'antica borgata con l'attuale S. Ginesio; altri invece smentiscono la probabilità per la corrispondenza del nome con Castelpiano moderno, il quale però si trova a settentrione dell'Esino e in conseguenza non fa più parte del Picenum.

Vedi. Th. Mommsen (CIL IX p. 544), il quale sostiene che l'antica Planina sia la località di Monteroberto attuale (vedi Nissen It. Ldk. II 419).

         Monteroberto è sulla riva meridionale dell'Esino di fronte a Castelplano, dal quale si possono collegare e rapportare i due toponimi.

         La formulazione P(laninenses). è preferibile scrivere nella grafia Pleninenses nell'edizione Basileensis del Gelenius del 1544, come ci insegna il confronto col toponimo attuale.

 (Gerhard Radke, estensore dell'articolo).

         Sulla Storia dei Planinenses non sappiamo ancora nulla oppure ben poco.

1)  V. Morelli, Pianella tra storia e iconografia, Azzate Varesina, 1994.

2) Capasso B.L.-Guggioni M.C,-Petronio C., La fauna neolitica di Pianella (Pescara), nei Quaderni del Museo di speleologia “V. Rivera”,  L'Aquila, 1982.

3) Pauly Realencyclopädie der classichen, Altrtumswissenschaft, Neve Bearbei tung          Beconnen. Von Geoge Wissowa, Stuttgart, 1950.

Nota:

  La tribù romana Velina, dislocata in varie zone dell'Italia, occupava una vasta area tra quella dei Pretuzi (Teramano) e quella dei Piceni (Teramano Settentrionale e Marche Meridionali); in quest'area c'erano diversi corridoi o énclaves abitati dai Vestini, dai Marrucini, dai Sabini o Sabelli; nulla ci impedisce di pensare alla contrada Velone, che per metatesi ha preso la o della parlata pianellese.

   Contrada Velone si trova su uno degli imbocchi della ex Via Piana e SS  81, che arriva fino ad Ascoli Piceno e che congiunge il Piceno, il Pretuzio, la Vestinia, l'area teatina, la Caracena col Sannio, ovvero chiamata anche la Via per Roma.

   Velone non è un patronimico, né un eponimo; nella parlata locale, per ora, non significa nulla; né ha attinenza con la vela, né con la mela, né con melone; si ha Fosso Milone; che non è un patronimico; sarebbe troppo!

  La mia' solo una provocazione, perché non ci sono documenti storici certi, ma solo ipotesi; la stessa cosa si può dire di Fosso Milone, che nulla avrebbe a che fare con il celebre Milone, di ciceroniana memoria.

  La stessa cosa vale per le origini di Ponzio Pilato.; solo l'archeologia può affermare o smentire alcune ipotesi.

  Se Pianella (Plenilia) avesse fatto parte della Tribù Velina, sarebbe stata una exclave velina rispetto alla Vestinia.

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