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Intervista a Daniele D’Ambrosio. La mostra "DYSTOPIAN" a Pianella.

Lacerba lunedì 27 maggio 2024.

REMO DI LEONARDO.

PIANELLA. Dal 6 aprile al 5 maggio l'Associazione Culturale "AMA Pianella", con il Patrocinio del Comune e il contributo della Pro Loco, ha organizzato presso "L'ANTICO FRANTOIO" la mostra "DYSTOPIAN del fotografo urbex Daniele D'Ambrosio. Fotografie dove le immagini raccontano storie di luoghi dimenticati, ma non privi di bellezza e fascino. Un viaggio attraverso le rovine e gli abbandoni che puntellano il paesaggio italiano.

Hanno inaugurato la mostra il Presidente dell’Associazione Ama Pianella Riccardo Pietrolungo, il Sindaco Taddeo Manella e l’autore Daniele D’Ambrosio. Hanno collaborato inoltre all'organizzazione della mostra due veterani della fotografia pianellese, Nino Masciovecchio e Terigio Sergiacomo. 

Numerosi sono stati i visitatori che hanno apprezzato questa nuova forma d’arte visiva. Per saperne di più, in un momento di pausa, ho colto l’occasione d’intervistare l'autore per Lacerba.

Ciao Daniele e grazie di questa opportunità. 

Perché "DYSTOPIAN?

    Distopico è il contrario di utopia... Una realtà quasi immaginaria negativa.

    Quello che voglio raccontare attraverso le mie opere è la storia di luoghi un tempo utopici.

    C'è una sorta di mondo parallelo che ci circonda, che vediamo ma non osserviamo.

    Lì il legame con il mondo naturale non appartiene più alla vita quotidiana.

    Ho incontrato ville, castelli, chiese, ospedali, fabbriche, manicomi ed interi paesi abbandonati, svuotati di tutto ciò che li rendeva vivi, ma inesorabilmente ricchi di storia, di ricordi, fascino, che mi porta ad esplorarle, sentire il loro profumo, immaginandole per quello che erano.

    Puoi spiegare cos’è la Urbex Urban Exploration?

    L'Urban Exploration consiste nel viaggiare alla ricerca di luoghi abbandonati, esplorarli solo con gli occhi senza toccare nulla all'interno ma solo la meraviglia di quello che sono, immaginando la vita passata all'interno; la mia passione per la fotografia mi porta a creare questo viaggio nel passato.

    Da quanto tempo ti dedichi all'urbex e come ti sei avvicinato all'esplorazione di luoghi abbandonati?

    Sono circa dieci anni che sono affascinato da questo "mondo".

    Forse la mia curiosità ha avuto inizio da bambino, avevo una casa in montagna dove andavamo ad agosto per qualche settimana in vacanza, era un piccolo paesino dove ormai ci vivevano solo anziani.

    Ogni anno vi erano sempre meno abitanti e le loro abitazioni rimanevano nell'abbandono; questi posti si trasformavano in luoghi decadenti e fatiscenti, guardavo all'interno con la curiosità di un bambino e vi erano ricordi di una vita intera. Così la mia curiosità è aumenta nel tempo, finché sui social ho trovato molte foto di luoghi abbandonati ed ho scoperto un gruppo di ragazzi sparsi per l'Italia con la mia stessa passione, tutti convergenti in una associazione "Ascoli Lasciti", di cui ora anch'io ne faccio parte.

    Cosa rappresenta l'urbex per te?

    L'Urbex per me è vivere un luogo come in pochi possono, come un film in prima fila, con l'adrenalina della scoperta e l'emozione del finale. Generazioni e generazioni di vite vissute in quei luoghi, e non parlo solo di vedere il luogo in ottica materiale o strutturale, parlo di profumi, di documenti lasciati, accesso totale ad anni di vissuto... non puoi che rimanerne affascinato.

    Come avviene la ricerca delle location? Scegli in autonomia i posti?

    Ci sono tanti modi per scovare questi luoghi, dall'utilizzo di Google maps, quindi cercare casali ricoperti di erba e con tetti venuti giù o semplicemente dialogando con gli anziani del posto cercando di ricollocare i loro racconti a luoghi, ma alla base di tutto c'è la costanza nel viaggiare fisicamente per chilometri e chilometri osservando ciò che ci circonda sai quante giornate intere perse senza trovare nulla!

    Il rito è sempre lo stesso, sveglia alle 6 di mattina e rientro a casa quando il sole tramonta.

    Qual è il luogo abbandonato più bello che tu abbia mai visitato?

    Sono due i luoghi che porto nel mio cuore, in primis ci sono i manicomi, chiusi in un modo brusco nel 1978 con la legge Basaglia, questi luoghi ancora presenti sul territorio pieni di ricordi, lettere, diari e quant'altro di degenti ricoverati all'epoca, documenti che, a mio avviso, dovrebbero essere preservati e conservati.

    Infine ho nel cuore un intero paese abbandonato, lì non si parla più di generazioni di vissuto, lì entra in gioco la quotidianità di un intero paese che man mano è andata persa, i bimbi che giocavano a nascondino per le vie, il profumo alla domenica mattina del sugo fatto in casa, quell'aria che solo nei piccoli paesi respiri e che ad oggi ciò che rimane è solo materia.

    Cosa pensi della discussione tra chi vuole condividere le location e chi crede che non debbano essere diffuse?

    Questa domanda si riaggancia in qualche modo ad una domanda precedente, il modo più facile per trovare questi luoghi abbandonati è chiedere la posizione a chi c'è già stato, ed andare sul "sicuro" senza dover rischiare di fare ore di macchina inutilmente, ma non è la stessa cosa, perché in parte sai cosa vedrai, perdi tutto il fascino dell'esplorare, decade quello che è L'Urbex come concetto.

    Il fattore più importante però del non condividere a chiunque una posizione, è quello di preservare il luogo abbandonato, non tutti hanno il mio stesso fine, alcuni entrerebbero solo per rubare mobili ed oggetti di valore, altri per distruggere o deturparne. Considera che sono luoghi quasi sempre isolati e sommersi da vegetazione, difficilmente si viene scoperti, quindi si ha tutto il tempo di farne da padroni; per cui quando mi si chiede di condividere un luogo io personalmente non lo faccio a patto che abbia fiducia nella persona che lo chiede.

    Su quali territori ti muovi?

    Mi muovo nel centro Italia, principalmente Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio.

    Sei più interessato all’aspetto visivo dello spazio urbano abbandonato o alla sua storia?

    Entrambi i fattori sono molto importanti, indubbiamente l'occhio vuole la sua parte, dopo ore ed ore di macchina, dopo camminate infinite tra i rovi, entrare in un luogo abbandonato e trovarti affreschi è indubbiamente affascinante, ma conoscerne la storia ti aiuta a notare particolari ed immedesimarti nella vita vissuta lì, provando un'emozione diversa, più intima e più intensa.

    Come ti poni rispetto alla questione della violazione di proprietà privata?

      Art. c.p.677 Cassazione penale sez. I, 21/01/2015, n.7848

      Il reato di omissione di lavori in edifici o altre costruzioni che minacciano rovina è punito a titolo di colpa, sicché è necessario che il proprietario o la persona obbligata in sua vece siano coscienti della situazione di pericolo per le persone e non la eliminino per negligenza, imprudenza od imperizia.

      Le strutture abbandonate da me visitate sono quasi tutte aperte, accessibili a chiunque, non ho mai trovato escamotage per entrare se non spostare sterpaglie o detriti, non mi sono mai permesso di prendermi qualcosa, ho sempre osservato.

      Il territorio abruzzese, con particolare riferimento all’area vestina è ricco di ambienti abbandonati?

        Il territorio Abruzzese, come gran parte dell'Italia è ricco, purtroppo, di questi luoghi.

        Nell'area Vestina c'è molta presenza di casali baronali, ed ex istituti collegiali gestiti da suore; unica nota positiva che le strutture, se pur abbandonate, sono ben chiuse e custodite per preservarle.

        Parliamo di attrezzature: cosa non deve mai mancare?

          La calma! No scherzo, o meglio la prudenza e la calma non devono mai mancare, osservare sempre cosa ci circonda prima di muoversi all'interno di queste strutture fatiscenti!
          Per fare una buona fotografia Urbex è d'obbligo un treppiedi, un'ottica grandangolare con buona apertura del diaframma, non dimentichiamoci che i luoghi abbandonati sono bui! Quindi inutile dire che anche le torce non possono mancare.

          Infine va detto che occorre un buon gioco di squadra, bisogna avere al proprio fianco delle persone di fiducia, bisogna attendere il proprio "turno" e non entrare tutti assieme per evitare di apportare peso alla struttura oltre che avere supporto in caso di incidenti.

          Per fare Urbex occorre un impegno finanziario?

            Essenzialmente no, c'è chi vive L'Urbex solo come esploratore, quindi senza attrezzatura fotografica, oppure chi lo fa a scopo di reportage, quindi sicuramente una buona macchina fotografica non guasta.

            Grazie Daniele di questa bellissima intervista in cui ci hai raccontato di te e della mostra DYSTOPIAN.

            Grazie a chi mi ha dato la possibilità di fare tutto questo, vorrei solo aggiungere una cosa molto importante, esplorare ed entrare negli edifici abbandonati e decadenti è molto pericoloso, questa intervista non deve essere uno sprono, per intenderci (Don't Try This at Home).

            Foto: Nino Masciovecchio
            foto 3.

            FOTO DANIELE D’AMBROSIO

            FOTO INAUGURAZIONE INVIATE DA AMA PIANELLA

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