
di Annalisa Piermattei.
Scrivere di fatti che toccano così profondamente la sfera emotiva personale non è mai semplice, eppure, dopo aver ascoltato e letto numerose analisi su quanto accaduto a Torino, sento il dovere di intervenire nel dibattito pubblico anche alla luce della conoscenza diretta dei genitori e del giovane agente abruzzese brutalmente aggredito.
Le immagini del pestaggio, trasmesse in diretta e viste anche dai familiari, hanno scosso l’opinione pubblica nazionale e colpito in modo particolare la comunità di Catignano, il mio paese, il paese in cui Alessandro Calista è cresciuto prima di trasferirsi per intraprendere il proprio servizio nello Stato.
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