
REMO DI LEONARDO

Lungo la s.s. 81 che da Pianella porta a Penne, in Contrada Collecincero, vi sorge la Cappella votiva fatta costruire alla fine del 1950 inizio 1951 da Eletterina Di Camillo moglie di Giovanni d’Aloisio detta dal popolo la chiesotte de ‘Lettrine.
Come risulta dal Catasto dei Fabbricati della provincia di Pescara al foglio 28, part. 967, sub. 2, questa cappella è intestata a d’Aloisio Nicola e d’Aloisio Patrizia.
Secondo alcune testimonianze raccolte dalla viva voce di Mariella Chiavaroli, pronipote di Eletterina e Giovanni, si tratta di una cappella votiva fatta costruire dopo un episodio che sa del miracoloso come ci racconta la stessa Mariella:
“Mi raccontava mia madre, Ema Elettera d’Aloisio, (7-03-1925) che i miei bisnonni Eletterina e Giovanni, ebbero sette figli Pietro, Antonio, Nicola, Mariannina, Sante Ciriaco e Pasquale. Successe che Pietro suo padre, ancora giovanissimo morì di “tifo” a distanza di una decina di giorni dalla mamma, Maria Anna Domenica Cerasa. Lei pur dormendo con loro non fu contagiata dalla malattia salvandosi miracolosamente.
Per la mia bisnonna Eletterina, lo scampato pericolo fu un vero e proprio miracolo. Tante furono le preghiere di ringraziamento rivolte a Sant’Anna, madre di Maria la Madonna, che fece dipingere in un quadro su tela raffigurante proprio le immagini della Santa insieme alla sua giovane figlia, con la scritta “ELETTERINA DI CAMILLO MOGLIE DI GIOVANNI D’ALOISIO”, costruire la cappella votiva a Collecincero e al cimitero di Pianella.

In quel tempo erano pochi coloro che potevano permettersi il “lusso” di avere una certa disponibilità finanziaria per costruire una “cappella”, solo i nobili e pochi benestanti come Eletterina che, grazie al suo lavoro di tessitrice, era diventata una vera imprenditrice avendo persino una ragazza alle sue dipendenze.
Sin dall’inizio della sua costruzione, presso la chiesotte de ‘Lettrine, ogni domenica si svolgeva la Santa Messa. A celebrarla, all’inizio, erano dei sacerdoti di Penne solo successivamente i nostri Carmelitani se ne occuparono sino alla fine degli anni 60 del ‘900.
All’interno della cappella vi è posta ancora oggi una targa a ricordo con la scritta “1959 S. Missione dei Frati Minori d’Abruzzo Pace e Bene.
La chiesa conteneva: il quadro di Sant’Anna e Maria, la statua della Madonna del Carmine, rubata e mai più ritrovata, la statua di Sant'Antonio Abate, anch’essa rubata ma ritrovata per le campagne con il collo rotto, poi restaurata. Tra gli oggetti liturgici un calice, ampolline, pisside, tutti rubati tanto che successivamente quando vi si celebrava la messa, l'occorrente lo portavano i sacerdoti di Pianella.

Oltre a subire tanti furti una volta la chiesetta prese fuoco, in quell'occasione furono distrutti il confessionale, un tavolino con tutte le tovaglie e le casule con le stole dei vari colori liturgici.
Grazie alla collaborazione dei sacerdoti di Pianella, in particolare di P. Fulvio Garroni e dei giovani della parrocchia di Pianella e delle famiglie della zona, la chiesetta fu restaurata.
Tornando al quadro, sempre secondo il racconto della signora Mariella, la figura di Maria figlia è da ricollegare alla madre, Ema Elettera quando era giovane e scampata alla malattia.
Il quadro, di cui non conosciamo al momento della pubblicazione l’autore (1), in un primo momento per non subire la stessa fine fu trasportata alla Chiesa del Carmine e dopo il terremoto del 2009 alla chiesa di S. Antonio, per un breve periodo, alla chiesa di San Domenico oggi di nuovo si trova nella sacrestia della Chiesa di Sant’Antonio.
Nell’ottobre del 2005 la signora Ema d’Aloisio Chiavaroli commissionò a Sergio Mazzocca, abitante in Pianella, il restauro della cornice rovinata.

A Collecincero di Pianella, grazie alla presenza di questa chiesetta, in passato nel mese di maggio si svolgeva la festa dedicata alla Madonna. Poi negli anni ‘70 e per i primi anni ‘80 la festa si svolgeva nel mese di settembre perché i raccolti erano stati fatti e si aveva più spazio per mettere il palco, le giostre e tutto quello che riguardava l’aspetto ludico.
Nel ringraziare la signora Mariella Chiavaroli e Sandra d’Aloisio per le informazioni che mi hanno fornito, vorrei concludere con un ricordo della mia fanciullezza, quando da chierichetto facevo a gara per andare la domenica “a servire la messa” alla Chiesotte de ‘Lettrine di Collecincero, il motivo non troppo religioso ma un po’ profano e sincero è che la ricompensa erano fresche uova, formaggio, caramelle e cioccolato offerte dalle famiglie locali da starci bene per tutta la settimana.
Nota 1. Il nome dell’autore non è visibile sia nella parte anteriore che in quella posteriore del quadro. Molto probabilmente è coperto dalla cornice restaurata da Sergio Mazzocca. Ora si spera in una possibile autorizzazione e rimozione della cornice per pervenire ad una eventuale identificazione dell’autore.

BIBLIOGRAFIA:
da LACERBA 8 MAGGIO 2025















