
R.d.L.
Il 13 giugno del 2025 sono andato a suonare, con la piccola banda musicale "Città di Silvi Marina", a Roccamorice, in provincia di Pescara, per la precisione nella frazione di Piana delle Castagne, in occasione della Festa di Sant’Antonio di Padova, al cospetto della montagna madre, la Majella circondata da piccoli castagneti, a pochi minuti di auto dall’eremo di Santo Spirito a Majella e l’eremo di San Bartolomeo in Legio.
Sant'Antonio di Padova, sacerdote francescano, dottore della Chiesa, predicatore e confessore instancabile, ha coniugato vita apostolica e periodi di ritiro nella solitudine, come amore verso il prossimo e amore verso Dio. Spesso viene rappresentto con Gesù Bambino in braccio e rievoca un episodio degli ultimi giorni della vita del Santo, quando si trovava a Camposampiero. Qui in preghiera e contemplazione sul maestoso noce, una sera ebbe una visione, la visita di Gesù Bambino.
Durante la celebrazione eucaristica avviene la benedizione dei pani di Sant'Antonio da Padova, questa tradizione è molto diffusa e commemora il miracolo del pane, in cui Sant'Antonio, durante un periodo di carestia, distribuì cibo ai poveri. Si celebra principalmente il 13 giugno, giorno della sua festa, ma può essere celebrata anche in altre occasioni legate al santo.
Lungo la strada provinciale, all’ingresso del centro abitato, sorge la Cappella “chiesetta” di Sant’Antonio di Padova costruita per volontà della famiglia Di Pasquale di Abbateggio, nella prima metà del XX secolo1925.
La facciata intonacata presenta una terminazione timpanata e due semplici lesene angolari. Il portale, protetto da una cancellata in ferro battuto, ha una cornice eclettica con architrave sormontato da modanature a timpano ed elementi decorativi angolari ed è affiancato da finestrelle ovali.
La cappella con un solaio piano e tetto a due falde con manto in coppi, all’interno ha come unico elemento decorativo una nicchia con cornice.
La struttura in muratura portante ha un solaio a due falde con manto in coppi mentre la pavimentazione è formata da piastrelle di cemento.
All'interno troviamo un altare in gesso di epoca preconciliare con tabernacolo in legno di recente fattura poggiato sulla mensa, mentre esternamente sono visibili il portale con elementi decorativi angolari e delle finestre ovali e un gradino che porta al presbiterio. Sulla facciata sopra il portale della Cappella vi è al centro una croce e una targa identificativa.
Come risulta dalle visite pastorali degli arcivescovi Menichelli (1999) e Forte (2006) si tratta di una piccola chiesa rurale officiata poche volte l'anno.




















