
di Fiamma DI LEONARDO - La compagnia teatrale amatoriale “Amici di Eduardo” nasce a Pianella, piccolo paese in provincia di Pescara, circa trent'anni fa dall’entusiasmo di un gruppo di amici accomunati dalla passione per il teatro e per la tradizione popolare.
Il 27 giugno del 1994 venne costituita ufficialmente senza fini di lucro, con lo scopo di svolgere attività sociale, culturale, ricreativa. L'associazione, nel corso degli anni, oltre a rappresentare opere teatrali del repertorio italiano ha allargato il proprio interesse anche al teatro dialettale abruzzese principalmente con testi originali del poeta e scrittore dialettale Remo di Leonardo.
Dal 1995 "Gli amici di Eduardo" è inoltre protagonista della Rappresentazione Teatrale lu "Bbongiorne", un’antica tradizione satirica pianellese. Nel 1996 l'Associazione attraversa un periodo di profondo sconforto quando viene a mancare la figura del socio fondatore Antonio Di Tommaso, uomo capace di trasmettere a chiunque la sua passione per l'arte.
L'attività proseguirà grazie all’impegno artistico e organizzativo del Presidente, attore e regista Riccardo Di Sante, dotato di una comicità naturale, ma anche capace di calarsi in ruoli drammatici. Purtroppo anch’egli, il 23 gennaio del 2017, dopo un improvviso malore, viene a mancare. Dopo un anno circa di pausa artistica, interpretando quella che sarebbe stata la volontà dell’amico scomparso e grazie all’incoraggiamento della famiglia del compianto Presidente, l’Associazione riprende l’attività associativa sotto la guida di Remo di Leonardo, amico, attore e collaboratore di Riccardo Di Sante. Dal 2022, per ragioni statutarie e burocratiche l’Associazione assume la denominazione di “Nuova Associazione Culturale Amici di Eduardo” con Presidente Remo di Leonardo.
Ho incontrato alcuni membri della compagnia per approfondire il loro percorso e la loro arte e soprattutto per far conoscere questa realtà teatrale abruzzese.
Nell’estate del 1991 nacque l'idea, quasi per gioco, da parte di un gruppo di amici di portare in scena l'opera teatrale di Eduardo De Filippo “Natale in casa Cupiello”,opera che verrà poi rappresentata il 28 dicembre dello stesso anno al Cinema Teatro Parrocchiale di Pianella. I principali promotori della realizzazione di tale progetto teatrale furono Riccardo di Sante e Antonio Di Tommaso, entrambi animati da una grande passione per il teatro con particolare inclinazione all’attore e regista Eduardo De Filippo. Il loro entusiasmo riusciva a coinvolgere e a tenere insieme, in un clima di grande gioia, un gruppo abbastanza numeroso di appassionati. All’inizio ci riunivamo solo per leggere copioni e sperimentare qualche scena, poi abbiamo deciso di portare le nostre interpretazioni sul palco. Con il tempo, il gruppo si è allargato e oggi siamo una realtà consolidata nel nostro territorio.
Il nostro gruppo è composto da circa venti membri, ognuno dei quali contribuisce con il proprio talento e le proprie competenze alla realizzazione degli spettacoli. I ruoli all’interno del gruppo vengono assegnati in base a diversi criteri, tra cui le somiglianze fisionomiche e caratteriali con i personaggi da interpretare. Cerchiamo di sfruttare al meglio le caratteristiche individuali di ciascuno per creare interpretazioni credibili e coinvolgenti. Tuttavia, oltre alla somiglianza fisica e caratteriale, prendiamo in considerazione anche l’esperienza, la predisposizione attoriale e la versatilità di ciascun interprete, in modo da garantire una rappresentazione autentica e dinamica. Per quanto riguarda la costruzione dei personaggi, il nostro metodo di lavoro è fortemente basato sulla ricerca e sull’immedesimazione. Ogni attore si impegna in un percorso di approfondimento del proprio ruolo, studiando la psicologia, la storia e le motivazioni del personaggio. Il lavoro sul corpo, sulla voce e sulla gestualità è altrettanto importante: attraverso esercizi mirati sviluppiamo posture, timbri e movimenti che rendano ogni interpretazione unica e credibile.
Il repertorio della compagnia si nutre di grandi autori della scena italiana, come Eduardo De Filippo, Vincenzo Salemme e Gigi Proietti, ma anche di un’inedita rilettura di Gabriele D’Annunzio in vernacolo abruzzese. La scelta di questi autori non è casuale: in loro si ritrovano l’ironia, il dramma e la poesia che caratterizzano la vita quotidiana, raccontati con una profondità che sa far ridere e riflettere allo stesso tempo. Eduardo e Salemme rappresentano una Napoli verace e intrisa di umanità, mentre Proietti incarna la maestria dell’attore capace di far vibrare ogni parola. D’Annunzio, invece, è un omaggio alle radici letterarie della nostra terra, un autore che, attraverso l’adattamento dialettale, viene reso più vicino al pubblico locale, restituendo alle sue opere un’inaspettata freschezza popolare.
Essendo una compagnia amatoriale dobbiamo conciliare il teatro con i nostri impegni quotidiani: lavoro, famiglia, studio. Inoltre, adattare testi classici al vernacolo abruzzese richiede un grande lavoro di riscrittura, perché bisogna mantenere il senso originale senza tradire l’anima dell’opera. Un’altra sfida è il pubblico: vogliamo avvicinare anche i più giovani, che magari non conoscono questi autori o li vedono come “troppo seri” o “antichi”.
Tutto inizia con la scelta del testo e l’adattamento in dialetto, se necessario. Poi iniziamo le prove, che per noi sono un momento di crescita, ma anche di divertimento. Cerchiamo di curare ogni dettaglio, dalle scenografie ai costumi, spesso realizzati da noi stessi o con il supporto di artigiani locali. Il lavoro di squadra è fondamentale: non siamo solo attori, ma anche tecnici, scenografi, costumisti e registi, ognuno con il suo contributo.
Collaboriamo attivamente con altri artisti e compagnie per arricchire le nostre produzioni e ampliare le nostre prospettive artistiche. Una delle collaborazioni più recenti è quella con Arotron, la compagnia teatrale fondata da Franco Mannella che ha sede da diversi anni sempre qui a Pianella. Grazie a questa sinergia, abbiamo la possibilità di confrontarci con professionisti del settore, apprendere nuove tecniche e sperimentare approcci innovativi alla messa in scena. Oltre a questa collaborazione principale, siamo aperti a lavorare con registi, scenografi, musicisti e altri artisti che possano contribuire alla realizzazione di spettacoli sempre più coinvolgenti e di qualità.
Lo spettacolo più difficile da realizzare? Ce ne sono stati diversi, ognuno con le proprie complessità. Tuttavia, le opere di Eduardo De Filippo rappresentano una vera sfida per qualsiasi attore o regista. Totò diceva di lui: “Ha una faccia che definirei storica perché riflette tutte le avventure umane: è una carta geografica di emozioni”. Questa frase racchiude perfettamente la difficoltà di portare in scena le sue opere, perché chi le interpreta deve padroneggiare alla perfezione non solo i tempi comici, ma anche quelli drammatici, senza mai cadere nell’eccesso o nella caricatura. Tra i suoi testi, Questi fantasmi! è una delle opere più affascinanti, ma anche una delle più insidiose da rappresentare. Non è messa in scena frequentemente, forse perché è scritta in maniera magistrale e richiede un’interpretazione estremamente misurata. Se non si dosa bene il registro, il rischio è quello di scivolare nella farsa o nella guitteria. A livello mnemonico e interpretativo, un'altra opera particolarmente impegnativa è stata sicuramente La fiaccola sotto il moggio, un testo lungo e denso di sfumature emotive. Affrontare un’opera del genere richiede una preparazione attoriale rigorosa e una grande capacità di immedesimazione, perché la narrazione si sviluppa attraverso dialoghi intensi, carichi di tensione e pathos, in piú é stata riscritta in vernacolo abruzzese per cui questo per alcuni attori è stato di vantaggio per altri di svantaggio. In definitiva, la difficoltà nella messa in scena di certe opere non riguarda solo la lunghezza del testo o la memoria dell’attore, ma soprattutto la capacità di restituire la complessità dei personaggi e delle situazioni senza snaturarle.
Il nostro obiettivo principale è quello di trasmettere al pubblico un’esperienza teatrale intensa e coinvolgente, capace di suscitare una gamma di emozioni che spaziano dal tragico al comico. Crediamo fortemente nel potere della narrazione teatrale di toccare le corde più profonde dell’animo umano, creando un equilibrio dinamico tra momenti di riflessione e attimi di leggerezza. Attraverso il tragico, vogliamo portare il pubblico a confrontarsi con le grandi tematiche dell’esistenza: il destino, le passioni umane, le ingiustizie, le contraddizioni della società e i conflitti interiori che ciascuno di noi vive. Il teatro, in questo senso, diventa uno specchio della vita, capace di far emergere emozioni autentiche e di offrire spunti di riflessione profonda. Vogliamo che lo spettatore si senta coinvolto, che provi empatia per i
personaggi e che si lasci trasportare dalle vicende narrate, trovando magari nelle storie messe in scena un riflesso della propria esperienza personale. Dall’altro lato, la componente comica è altrettanto fondamentale nel nostro modo di fare teatro. Attraverso l’ironia, la satira e il gioco scenico, cerchiamo di alleggerire la drammaticità di alcune situazioni, offrendo al pubblico momenti di respiro e divertimento. La risata non è mai fine a sé stessa, ma diventa un mezzo per smascherare le ipocrisie, per sottolineare le assurdità della vita e per creare un legame più diretto e spontaneo con gli spettatori. Il comico, infatti, non è solo un modo per intrattenere, ma una lente attraverso cui osservare il mondo in maniera critica e dissacrante. Non vogliamo proporre una visione unilaterale della realtà, ma piuttosto esplorarne tutte le sfaccettature, passando dalla commozione al sorriso in modo naturale. La vita stessa è un intreccio di gioie e dolori, di momenti di grande pathos e di attimi di spensieratezza: il nostro teatro cerca di riflettere questa complessità, regalando al pubblico un’esperienza emotiva completa e memorabile.
Il tempo di realizzazione dipende da molteplici fattori, tra cui la complessità del testo, la messa in scena, la scenografia, il lavoro sugli attori e le esigenze tecniche. In generale, quando si tratta di spettacoli più semplici, con un numero ridotto di attori, una scenografia essenziale e una struttura narrativa lineare, i tempi di preparazione tendono a essere più brevi, aggirandosi intorno ai tre mesi. Questo periodo include la lettura del copione, l’analisi dei personaggi, le prove di recitazione e l’affinamento della regia. Al contrario, per spettacoli più complessi, che prevedono scenografie elaborate, costumi dettagliati, un ampio cast e una regia più articolata, il lavoro di preparazione può estendersi fino a nove mesi. In questi casi, il processo comprende anche una fase di ricerca approfondita per costruire ambientazioni credibili, sessioni di studio per comprendere il contesto storico o sociale dell’opera, prove più intense per perfezionare ogni dettaglio scenico e un attento lavoro di coordinamento tra attori, regista, scenografi e tecnici.
I nostri spettacoli attraggono un pubblico eterogeneo, composto principalmente da adulti, famiglie e giovani appassionati di teatro. La varietà delle tematiche affrontate e il nostro stile di messa in scena ci permettono di coinvolgere spettatori con sensibilità diverse. Gli adulti trovano nei nostri spettacoli un’opportunità di riflessione su temi profondi e universali, che spaziano dalle dinamiche umane ai grandi interrogativi esistenziali. Le famiglie apprezzano il nostro approccio narrativo capace di equilibrare momenti drammatici e comici, rendendo gli spettacoli accessibili e godibili anche per un pubblico più ampio. Infine, i giovani amanti del teatro vedono nelle nostre produzioni un’occasione per avvicinarsi al mondo teatrale con curiosità e passione. La risposta è stata sempre molto positiva. Il pubblico apprezza la nostra genuinità e l’impegno che mettiamo nel rendere accessibili questi testi, specialmente quando li riproponiamo in chiave dialettale. Molti spettatori ci hanno detto che, grazie a noi, hanno riscoperto il piacere del teatro e della tradizione orale e questa è la soddisfazione piú grande.
La nostra missione è quella di rendere il teatro un’esperienza viva e condivisa, capace di parlare a diverse generazioni e di creare un dialogo tra chi sale sul palco e chi assiste dalla platea.
Un aneddoto risale alla rappresentazione di Questi fantasmi. Ricordo che il nostro Riccardo che interpretava Pasquale Lojacono durante i famosi monologhi ad un tratto si fermò interrompendo lo spettacolo per richiamare dei genitori che assistevano inermi al rumore delle buste di patatine dei lori figli. Prima di ricominciare passarono oltre tre minuti di completo silenzio per tornare alla giusta concentrazione e per far passare il panico che ha sfiorato noi altri attori (risata).
Il riconoscimento più sorprendente per la nostra compagnia teatrale? Quello ricevuto davanti ai carcerati. Non si tratta di un premio scintillante, di una critica entusiasta su un giornale o di una standing ovation in un teatro gremito. No, è qualcosa di più potente, più profondo, più autentico. Quel giorno, il sipario si è aperto non su un palcoscenico dorato, ma su una realtà di sbarre. Abbiamo portato loro il teatro, ma loro ci hanno restituito qualcosa di inaspettato. Abbiamo visto sguardi trasformarsi, occhi lucidi di chi, per un attimo, ha dimenticato le mura attorno. E poi, il riconoscimento che nessuna statuetta dorata potrà mai eguagliare: "Per un’ora, non mi sono sentito un detenuto. Mi sono sentito un uomo.” Questo è il teatro nella sua forma più pura. Questo è il riconoscimento che porteremo sempre con noi.
Stiamo lavorando su alcuni dei sei atti unici di Eduardo de Filippo a cui eventualmente aggiungeremo un altro atto unico di un autore da noi mai trattato, ma vi lasciamo con un'aura di mistero (risata). Inoltre, ci piacerebbe, in futuro, organizzare una rassegna di teatro popolare abruzzese coinvolgendo altre compagnie locali per valorizzare il nostro patrimonio culturale.
Significa passione, comunità e amore per la cultura. Nonostante non sia il nostro mestiere, il teatro è una parte fondamentale della nostra vita, è un modo per esprimerci, per far riflettere e per regalare emozioni al pubblico. Finché ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare una storia, noi saremo lì a raccontarla.
Opere portate in scena a Pianella al Cinema Teatro Parrocchiale:1991, ”Natale in casa Cupiello”, di E. De Filippo; 1992, “Ditegli sempre di sì” di E. De Filippo; 1993, “Non ti pago”di E. De Filippo;1994, “Filumena Marturano” di E. De Filippo; 1995, “Miseria e Nobiltà” di E. De Filippo; 1996, “Napoli Milionaria” di E. De Filippo; 1997, “Omaggio a Totò”; 1998, “Un ragazzo di campagna” di E. De Filippo; 1999, “La Fortuna con la Effe maiuscola” di E. De Filippo; 2000, “CENTO... ma non li dimostra!”; 2001, “Il berretto a sonagli” di E. De Filippo; 2002, “Questi Fantasmi”; 2003 “Natale in casa Cupiello” di E. De Filippo; 2004, “Premiata Pasticceria Bellavista” di Vincenzo Salemme; 2006 “Io, l’Erede” di E. De Filippo; 2007, “L'abito nuovo”di E. De Filippo e
L. Pirandello; 2007, “La scommessa”di E. De Filippo. Opere portate in scena a Pianella in Largo Teatro: 2005, La Fiaccola sotto il moggio, tragedia di G. D'Annunzio, versione in dialetto abruzzese di Remo di Leonardo; 2007, “L'abito nuovo” di E. De Filippo e L. Pirandello; 2006, Tenghe sete, versione dialettale di Remo di Leonardo della “ Veglia Funebre” di G. d'Annunzio; 2008, “Amicizia”, di E. De Filippo; 2013, “La contessa d'Amalfi” di G. d'Annunzio; 2018, “d’Amore e d’Amicizia” di Remo di Leonardo; 2023, “Pericolosamente, Amicizia, La Scommessa” di Eduardo De Filippo, 2011, “Lu Messije d'Abbruzze”, racconto teatrale di R. di Leonardo, Piazza A. Diaz; 2015, “Vincenzo De Pretore” di Eduardo De Filippo, Villa De Felici; 2023, “Pericolosamente e Amicizia” di Eduardo De Filippo, Chiesa di S. Domenico. Varie sono state le rappresentazioni effettuate in diverse città e paesi d’Abruzzo tra questi:1992, Loreto Aprutino e Cepagatti (Natale in casa Cupiello) di Eduardo De Filippo; 1994, Moscufo; 1994, Pescara, Carceri di San Donato (Ditegli sempre di sì e Non ti pago) di Eduardo De Filippo;1995, Caserma Allievi Carabinieri di Chieti Scalo (Ch) (Omaggio a Totò); 2004, Circoscrizione numero 5, Piazza Duca degli Abruzzi di Pescara “Natale in casa Cupiello”; 2014, Sambuceto (Ch) (Villa Olimpio Nepa) e Rosciano (Pe) Gennareniello di Eduardo De Filippo: e ancora Castiglione a Casauria, Spoltore.





















