
La montagna che non fa da semplice sfondo, ma diventa «presenza viva», in uno scontro generazionale tra padre e figlio, un «confronto tra due modi opposti di abitare lo stesso luogo».
Siamo a Montebello di Bertona, negli anni Ottanta. È qui che prende vita la storia di Luigi, diciottenne introverso che vive l’arrampicata come unica forma di libertà, e suo padre Ernesto, esperto cacciatore, che vede la montagna come uno spazio di controllo, silenzi e tradizione.















