“E lucevan le stelle. La ceramica Polci di Pescara fra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento”. Mostra a cura di Alessandro Morelli

25 Luglio 2022

REDAZIONE.

Attraverso la storia di Emilio Polci e della sua manifattura ceramica, sempre in bilico fra tradizione e modernità, riemerge uno spaccato ancora vivo della vita culturale di Pescara tra gli anni Venti ed il Dopoguerra.

È probabile che la “Città veloce”, quella che guardava al futuro, ha attratto il giovane imprenditore ceramista proveniente all’epoca da Ascoli, ma nato a Castelli, la patria della ceramica abruzzese.

Il fuoco è uno dei fili conduttori che lega la ceramica con la terra, attraverso il quale l’astro, e quindi la stella, di Polci è stato in grado di imprimere un sigillo nel panorama della ceramica abruzzese più recente.
Ed è per questo che nella sua bottega “Lucevan le stelle”.
Questo simbolo di luce, messo in evidenza attraverso la ricca raccolta delle ceramiche Polci del museo MACA, affiancata per l’occasione da altri manufatti provenienti da collezioni private.

È con il fuoco che nei secoli l'uomo ha elaborato forme e narrato storie. In sintonia con incisori, illustratori e stampatori d’arte la ceramica ha raggiunto livelli espressivi altissimi; ed è così anche ora con la xilografia fra Castellamare Adriatico e Pescara. L’uso di adornare libri ha affascinato il giovane ceramista ed ha contribuito alla nascita di una lucente collaborazione con Armando Cermignani.

Un’altra linea sulla quale ci si muove nella ceramica pescarese è l’utilizzo della maiolica per il commercio di prodotti dolciari ed oggetti da caffetteria: profumi e sapori prelibati quali il Parrozzo ed il Pan d’Aligi, da gustare, accarezzati da brezze marine con in lontananza il verde della pineta dannunziana.

Si evidenzia altresì uno studio sui marchi di fabbrica con la “cometa” utilizzata da Polci (E.P.) fino ai primi anni ‘30 del ‘900. Il logo fu sostituito con la nascita della nuova M.A.D.A. (Maioliche Artistiche D’Abruzzo) con una stella e le onde marine.

I simboli della cultura agro-pastorale, i paesaggi castellani ed i mazzetti fioriti continueranno comunque ad arricchire gli oggetti di bottega, anche di reminiscenze di gusto tradizionale.

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