

di Paride Mariotti - Nasce a Pratola Peligna nel 1874, figlio di Giustino Notaio del Paese e di Angelina de Martinis di nobile famiglia, non seguì le orme del padre ma preferi trasferirsi a Napoli per frequentare l'accademia di Belle Arti. I suoi lavori furono accolti alla Biennale di Venezia di cui vinse il primo premio nel 1922.
Visse a Roma, Bologna, Torino Venezia ma il suo amore per il proprio Paese lo riconducono in Abruzzo.
Era amico di molti personaggi dell' epoca tra i quali Teofilo Patini, Gabriele D'Annunzio e Francesco Paolo Michetti. Quest'ultimo veniva affettuosamente chiamato "Ciccio"come si evince da queste due lettere:
4 Giugno 1924
"Carissimo Ciccio sarai ammirato della Mostra, presto ci sarà il meglio e ciò che acquisterai sarà ben accetto.."
6 Luglio 1924
"Carissimo Ciccio la Mostra l'assediero' ufficialmente domani, ma la saletta rimarrà così com'è fino a domenica prossima Quindi se tu riuscirai entro questo periodo di tempo dì fare una sfuggita né sarò felicissimo, anche perché vorrei che delle acqueforti in scegliervi quelle piu ti aggradano. Fino a quel giorno quelle esposte non saranno cedute a nessuno e consegnerò solo altri esemplari."
Proprio l'uso dell' acido nitrico utilizzato per le acqueforti stroncherà la sua vita.
Amedeo Tedeschi morirà qualche mese dopo,il 15 dicembre 1924 a Sulmona, dove terminata la Mostra, sì stava dedicando al restauro degli affreschi della Chiesa dell'Annunziata.





















