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Catalogo fotografico. Testi descrittivi dei costumi d'epoca a cura di Eugenio Cancelli

14 Dicembre 2022

REMO DI LEONARDO

Le pagine di questo “Catalogo” fotografico, in cui il potere della memoria delle immagini richiamano in vita una fetta di passato, rievocano sentimenti personali e collettivi, scene di vita paesana e campestre, donne, uomini e bambini di famiglie nobili e proprietari o di famiglie contadine alle loro dipendenze, abitazioni di benestanti o case contadine; luoghi di divertimento di lavoro, eventi rituali e religiosi.

Un mondo che invita a noi tutti, giovani ed anziani, a gustare, e recuperare attraverso il silenzio di queste immagini ingiallite, il significato del tempo passato come valore, svelandoci le radici profonde della nostra comunità in cammino per la costruzione di un mondo dove l'uomo resti sempre al centro dell'universo.

I testi descrittivi dei costumi delle foto d’epoca sono a cura del prof. Eugenio Cancelli e sono state riprese dal Catalogo della 4^ Festa della Campagna “Rassegna di Arte e Cultura popolare Abruzzese”, stampato per conto dell’Associazione Culturale e di Volontaria di Pianella Ambiente e/e’ Vita,  luglio 1999, dalla tipografia Tecnograf Cepagatti (Pe).    

  1. Tipica dell'Art Nouveau (che si sviluppò fra il 1890 del 1915) e la linea delle vesti della signora Silvia Pittoni a sinistra e della cognata Giuseppina Melchiorre, a destra, che nella foto del 1901 di proprietà di Agnese Pretara indossano una mise della linea "a clessidra", evidenziata dagli ampi "GIGOT", maniche "a prosciutto", vita stretta, gonna a campana con plisse' e collect montant, cioè colletto alto foderato dal contrafforte. Belle le acconciature sincretiche al periodo storico, probabilmente con imbottiture di stoffa. sarebbe stato veramente bello aver potuto ascoltare il rumore dell'arrivo delle due genti il signore, con il fruscio delle sottogonne che celavano vere meraviglie di seta, guarnite di gare, merletti e passa nastri con relativi nastrini satin o velluto.
  2. Linea ampia per il soprabito doppio petto col collo o a scialle e decori asimmetrici, con manica morbida arricciata superiormente. Lo indossa la signora Grazia Crisante in questa foto risalente agli anni trenta spedita dal al marito Silvino D'Antonio che si trovava al fronte e di proprietà di Silvino Crisante. Importante e' l'uso della borsetta quadrangolare con manico tortile il cui uso è ormai simbolo di emancipazione femminile. Il simpatico nipotino Cesidio invece si presenta con un morbido e schiacciato baschetto; era il cosiddetto berretto alla Windsor, ispirato ad Edoardo VIII, Principe di Galles arbiter elegantiarum della fine degli anni venti. Ispirata alla moda italo-americana e' la giacchettina con esagerati revers, con spalle larghe e doppio petto, fine fine anni '30 inizi anni '40. Esibito con virile raffinatezza il fazzoletto dal taschino.
  3. La signorina Maria Donata Pulcinella in un ritratto del 1919 di proprietà della signora Agnese Pretara si mostra con dignitosa eleganza, pur indossando un abbigliamento dalla linea semplice e pratica, con la vita marcata da una fascia.

4. Decori fitomorfici, per la veste con spalle alte, indossata dalla signora Leonetta Ferrone.

5. In questa significativa immagine di proprietà del signor Corinto Di Girolamo notiamo una bimba con un vestitino scampanato, che le facilitava i movimenti, con dei simpaticissimi mammalucchi ossia dei mutandoni e degli stivaletti. Le signore indossano invece delle lunghe gonne foggiate "a campana", con delle pettorine lavorate e maniche rigonfie sui muscoli deltoidi. Ostentati, con non celata a fierezza, i gioielli e soprattutto la dote frangiata. La moda delle frange, sulle vesti, arrivò dall'America intorno agli anni '20 insieme a balli rivoluzionari come il charleston e il fox - trot, infatti servivano ad accentuare i movimenti della danza.

6. Linee semplificate, per gli abiti popolari da giorni feriali indossati nel 1927 dall'anziana signora Lucia Di Pentima, seduta al centro, e da Liberata Di Pasquale e Maria Donata Pulcinella appoggiata ad un etagere, in una foto di proprietà di Agnese Pretara.

7. Evoca le antiche atmosfere delle prime aviazioni questa foto di gentiluomo degli anni '20, di Primo Ferrone in giubba con risvolto in pelliccia.

8. Nel 1934 una nostra giovane contadinella per la festa dell'Agricoltura tenutasi a Roma indossava una gonna lunga con sopra "lu zinale" ossia un grembiule (che secondo l'etimologia regionale deriva dall'incrocio di seno con zinna), in questo caso che giunge fino al giro della gonna sottostante. In testa in immancabile lu fazzole ossia un tovagliolo di tela fine che lasciava volutamente scoperte le orecchie per mostrare i pendenti in oro, usati dalle più eleganti.

Ricordava l' Incappaturum che le nostre donne abruzzesi ponevano sul capo già dal 1400 e che sappiamo facilitava il trasporto della conca con l'acqua. La classica posizione con le mani ai fianchi evidenziava la camicetta spizzata in cima con corpetto aperto davanti fino al grembiule, rifinito con merlettino e maniche lunghe arricciate al colmo.

9. Indomabili fanciulli costretti ad una sosta fotografica con eleganti completini alla marinaretta.

10. Gruppo di famiglia in occasione di un battesimo, in cui il bimbo è immesso in un fluttuante voile.

11. Probabilmente databile nel primo decennio del secolo questa foto di signore con bambino collocato su un supporto in cartone stile Art Nouveau. La signora sulla destra, dall'aspetto severo, con braccio appoggiato su un "etagere" dell'epoca indossa un abito dalla vita inarcata e serrata con "collect montant" ostentando medaglie e gioielli. Il piccolo si presenta invece con un ampio collo in pizzo "alla moschettiera" ed un fantasioso berretto.

12. In questa foto della signora Anna Pretara notiamo un giovane donna con in mano un fiore, appoggiata ad un "gueridon", cioè un tavolino con piede centrale e piano tondo coperto da un drappo con una splendida passamaneria. Indossa un costume popolare composto da una camicetta con collo a punta, gonna lunga leggermente arricciata, con falda centrale e fisciu' sulle spalle.

13. Giacca monopetto a quattro bottoni con ampi revers, collo inamidato e cravatta, probabilmente con nodo "scappino" in un interno, sapientemente ricreato nello studio in cui fu scattata la foto, di proprietà dei signori Chiavaroli.

14. Si presentano con distaccata fierezza questi giovani sciabolatori in uniforme, in una fotografia dello studio Baroni e Gardelli di Parma, di proprietà della famiglia Curato De Felici. E' una reminiscenza tardo ottocentesca l'eleganza del gentiluomo al centro, che ormai indossa il "completo maschile" ossia abito di un solo colore, colletto inamidato e cravatta. Le basette o fedine che si raccordano con la barba arruffata, come la chioma impomatata, completano la coiffure del momento.

15. Nella foto (Formato Gabinetto) una tenera bambina in una carrozzina in ferro e vimini, ripropone, atmosfera di inizio secolo con una infantile eleganza fatta di pizzi e ruches probabilmente realizzati con le stoffe in voga allora ossia mussolina, batista, taffetà, ecc.

16. In una foto (Visita Americano) una gentildonna ci propone una mise della "linea ad S" per questo abito da passeggio in cui gli influssi del tardo eclettismo si confondono a quelli dell'arte Nouveau, infatti sarebbe stato bello aver potuto ammirare l'abito da dietro… chissa' avrebbe potuto nascondere la "tournure"cioè una leggera imbottitura. Completano l'insieme la vita stretta e le ampie maniche, l'ombrellino e soprattutto la dote sapientemente ostentata.

17. Nella foto 'Formato Margherita" una nobildonna con abito da pomeriggio di influenza francese come quelli che i primi cataloghi dei magasins 3 Louvre e de Lafayette de Paris diffondevano nel mondo. Vita esile, gonna lunga foggiata "a campana" collo montante film sotto il mento e ventaglio: il tutto nell'elegante scenografia di un terrazzo.

18. Nobildonna in attillato corpetto provvisto di fittissima abbottonatura e gonna sostenuta da crinolina di modeste dimensioni. Immancabili come al solito "li brellucche".

19. Eleganza tardo ottocentesca per questo gentiluomo che era conquistato dalla linea di stile inglese, che prescriveva un'eleganza sobria, ottenuta con un taglio impeccabile. La giacca si chiude molto in alto, e dunque il gilet perde ogni funzione decorativa. La bombetta, il sigaro e l'orologio al taschino completano il quadro old England.

20. Eleganza fine ottocento per questo gentiluomo in MARSINA e PANCIOTTO con cravatta annodata a FARFALLA. Oltre alla chioma ondulata la moda dell'epoca imponeva basette o fedine che scendevano fino a circuire in mento.

21. Da un'antica foto di Polzinetti con bottega in Recanati e Teramo notiamo un gentiluomo in giacca a doppio petto con collo revers. Questo termine francese indicava, ormai da tempo, il risvolto di piccole dimensioni posto sul davanti dell'abito maschile. Erano infatti questi particolari accurati, dalla linea composta gli elementi distintivi delle varie classi sociali, come si poteva leggere sulle antiche riviste come "MODE ITALIANE.

22. Vestitini alla marinaretta per questi dolcissimi fratellini degli ineccepibile compostezza. Gonna con plisse' per la ricciolina e calzoni "alla zuava" per il serioso bimbo che sicuramente è così era facilitato nell'andare col velocipede.

23. Giovanotto di buona famiglia in giacca è chiusa molto in alto e piccoli rever; finemente Pettinato e con baffetto estremamente "a la page".

24. Romantico gruppo di famiglia in un ritratto dei fratelli Toscani di Loreto. I genitori sono ai lati e come ali protettive abbracciano i figli al centro. La moda infantile resta, con qualche accezione in linea con quella degli adulti: soltanto le gomme delle fanciulle si fermano ai polpacci. Anche gli stivaletti con tacco erano una riduzione delle tipologie degli adulti e non potevano certo assecondare quella allegra spontaneità che si riscontra nel gioco dei bimbi.

BIBLIOGRAFIA

Catalogo della 4^ Festa della Campagna “Rassegna di Arte e Cultura popolare Abruzzese”, stampato per conto dell’Associazione Culturale e di Volontaria di Pianella Ambiente e/e’ Vita,  luglio 1999, dalla tipografia Tecnograf Cepagatti (Pe).    

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