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Breve profilo di Leone Ginzburg (1909 - 1944). Confinato in Abruzzo e precisamente a Pizzoli (L'Aquila)

22 Aprile 2024

FRANCESCO CONTI.

Leone Ginzburg é nato ad Odessa nel 1909) da un'agiata famiglia ebraica. Ben presto trasferitosi in Italia, é morto ad appena trentacinque anni nel carcere romano di Regina Coeli il cinque febbraio 1944, torturato a morte dai nazisti. Fu compagno di classe al Liceo classico Massimo D'Azeglio di Torino di Giorgio Agosti e di Norberto Bobbio e fondò nel 1933 con Giulio Einaudi l'omonima casa editrice, di cui fu redattore, intransigente anche sul piano dell'accuratezza filologica. Grande slavista, fu traduttore e libero docente di letteratura russa e perse il titolo e il relativo incarico per essersi rifiutato di prestare il giuramento di fedeltà al regime fascista. Grande intellettuale, fu amico di Benedetto Croce, con il quale instaurò un rapporto paritetico. Ebbe e coltivò molteplici interessi:storici, artistici, musicali e teatrali. Fu l'esponente massimo della cultura antifascista della Torino degli anni venti e tranta del millenovecento;  cioé della Torino del ventennio tra le due guerre mondiali del secolo scorso. Suscitatore di cultura dall'insaziabile curiosità proprio in quella Torino, segnata dall'aura gobettiana e dal passaggio gramsciano. Fu militante di Giustizia e Libertà e per questo motivo scontò il carcere ed il confino.

In particolare,  fu confinato in Abruzzo e precisamente a Pizzoli (L'Aquila). Sposò nel 1938 con profondo amore Natalia Ginzburg, grande scrittrice, che lo ha sempre ricordato nei suoi scritti  con struggente ed indimenticabile ricordo. Fu anche il responsabile del giornale del Partito d'azione "Italia libera", nella cui tipografia romana fu arrestato il 20 novembre del 1943.

E' ricordato come l'intellettuale italiano, antifascista per eccellenza. Ancora sanguinante per le torture subite e sul punto di morire ebbe la forza di sussurrare a Sandro Pertini, suo compagno di prigionia a Regina Coeli la seguente frase: "Guai a noi se domani la nostra condanna investiremo tutto il popolo tedesco .... Le nostre sofferenze (in tal caso) non saranno servite a niente".

La casa in cui abitarono Leone e Natalia Ginzburg a Pizzoli.jpg - Wikipedia

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