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Appunti di storia. Per la genealogia della famiglia de Felici dei Baroni di Rosciano e Poggio Ragone, marchesi di Casalincontrada

REMO DI LEONARDO - ALESSANDRO MORELLI.

(LACERBA, 29 aprile 2023).

Palazzo (di Madama) de Felici, Curato

Da sempre la storia di un luogo è legata alla presenza di antiche famiglie che, nel corso dei secoli, hanno influenzato il potere politico, economico e aspetti della vita religiosa di una comunità, come nel caso di Pianella dell’antica e nobile famiglia de Felici in età moderna, Baroni di Rosciano e di Poggio Ragone, Marchesi di Casalincontrada.

Purtroppo, a causa di terremoti, guerre, alluvioni ed altri disastri naturali, molti archivi di famiglia sono andati distrutti o dispersi per varie cause.

Le prime notizie documentate sulla famiglia de Felici risalgono a Pasquale de Felici patrizio perugino (m.1660) quando dall’Umbria e dal Piceno i genitori, per sfuggire alle barbarie dei banditi, che infestavano quelle terre, si trasferirono, dapprima a Poggio Umbricchio e successivamente nel territorio chietino. Pasquale, alla ricerca di un luogo sicuro, dove condurre l'esistenza, decise di stabilirsi prima nel Castello di Cepagatti, per la sua vicinanza al Regio Tribunale di Chieti, poi, nel 1641, nel territorio di Chieti, dove acquistò varie proprietà. La sua presenza è attestata nel 1661 grazie alla data di un quadro che si trovava nella Chiesa di San Rocco a Cepagatti dove veniva raffigurato in atto di ringraziamento al Santo per essere scampato alla peste.

La torre di Cepagatti era un luogo sicuro, era difesa da armigeri che proteggevano la famiglia de Felici.

In un documento notarile dell’Archivio di Stato di Pescara, stilato dal notar Nicola Gaetano De Deo di Pianella, in data 13 marzo 1804, si ha notizia di un sigillo antico di metallo nel quale si vede chiaramente incisa lo stemma di Messer Pasquale De Felici “tre spighe di grano con sopra una cometa con lunga coda e dall’altro lato due stelle con una sbarra in mezzo”.

Palazzo de Felici, Pianella

L'ascesa della famiglia de Felici proseguì attraverso acquisizioni di terreni nel tenimento di Pianella e con vincoli matrimoniali stipulati con antiche famiglie: i Del Giudice, originari di Amalfi i quali ottennero il titolo di marchese di Casale in Contrada nel 1699 da Carlo II di Spagna; i Valignani di Chieti; i Tribuni Leognani Ferramosca, duchi di Alanno; i Monaco La Valletta, i De Mattheis, baroni di Sulmona; i Micheletti, i Brancadoro, i Sabucchi, gli Olivieri, che permisero l'espansione del patrimonio con i beni presenti in Argentina.

Discendente di Pasquale de Felici fu Tommaso.

Domenico Antonio de Felici ricevette dal Re Filippo IV i propri ringraziamenti per le somme che aveva donato a sostegno delle spese militari nel XVII sec. e lo stesso prese in affittò il feudo di Cepagatti nel 1686.

Domenico Antonio de Felici, fu ilcapostipite dei due rami de Felici; quello di Carlo de Felici dei Baroni di Rosciano, S. Giovanni e Villa Oliveti, e quello di Tommaso de Felici dei Baroni di Poggio Ragone.

RAMO DEI BARONI DI ROSCIANO

Torre e Palazzo de Felici, Rosciano

Carlo de Felicj nacque nel 1668, sposò la ricca e benestante nobildonna, Maria Brancadoro, patrizia fermana, nata nel 1668. Nel 1737 i de Feliciacquistarono il feudo di Rosciano e San Giovanni.  Dalla coppia nacquero D. Niccolò, nato a Pianella nel 1704, chierico, e D. Zopito nato a Pianella nel 1714.

Il Magnifico Barone D. Carlo de Felicj abitava con la famiglia in casa propria palaziata di più membri nel luogo dove si dice la Piazzetta.

A succedergli fu Zopito de Felici, Barone di Rosciano che prese in moglie Ippolita Micheletti, nata nel 1715, appartenente ad una antichissima famiglia patrizia aquilana.

Dalla coppia nacquero Vincenzo, nato nel 1743, Leone Maria nato nel 1745 e Silvestro.

Di questo ramo si ricorda il commendatore Alfonso de Felici, un personaggio da riscoprire.

Domenico de Felici fu l’ultimo discendente dei Baroni di Rosciano. Confinato in una stanza del palazzo di famiglia nella Piazza San Salvatore a Pianella, ritenuto “pazzo”, si spegnerà il 26 febbraio 1881.Con la sua morte, il titolo di baroni di Rosciano passerà all’altro ramo della famiglia.

Il commendatore Camillo de Felici, imprenditore, intellettuale, conoscitore delle discipline economiche ed amministrative, sindaco di Pianella, fu una figura vicina al garibaldinismo.

RAMO DEI BARONI DI POGGIO RAGONE

Torre diruta Poggioragone, Loreto Aprutino

Tommaso de Felici, sposò la baronessa Ifigenia Probi, figlia del Barone Patrizio Probi, di Atri, il 20 gennaio 1676 per mano del notaio Nicola Martelli. Dal loro matrimonio nacque Gesualdo (n.1689).

Gesualdo I de Felici sposò Delfina De Mattheis (n.1699), figlia di Bernardo De Mattheis barone di San Benedetto, patrizio sulmonese. Dalla coppia nacquero: Giuseppe Antonio, diacono (n. 1722), Domenico Antonio, carmelitano, (n. 1730), Niccolò (n. 1731), Anna Donata (n.1736).  Il feudo di Poggio Ragone, oggi appartenente al Comune di Loreto Aprutino, pervenne alla famiglia de Felici per i legami che questi ebbero con la famiglia Treccia.  Una notizia inedita: Giulio Treccia nel 1664 risultava proprietario del feudo.

Niccolò de Felici sposò d. Orsola, figlia del marchese Petrozzi, patrizio di Rieti, dai quali nacquero Gesualdo II (n.1765), Livia (n. 1764),maritata con Timoteo Ricci Leognani conte di Civitaquana (n.1780), Anna Francesca (n. 12. 07. 1761),maritata con Berardino Pica, patrizio aquilano, Eleonora (n.1750), maritata con il barone Concezio Todesco, figlio di Pasquale e di Rosa Del Giudice, Isabella, Nora (n. 18.05.1767), Gioacchina Agata, suora, nata il 5 febbraio del 1770.

Gesualdo de Felici II (1 dic. 1765) sposò la Marchesa Barbara Vicentini (1833). Da questo matrimonio nacque Tommaso.

Tommaso de Felici sposò Francesca Paola del Giudice (n. 22. 02. 1793 - m. 1865). Dalla coppia nacquero Nicola (1817-1891)e Rosaria (n.1876), futura moglie del barone Ignazio Persiani.

Da questa unione la famiglia de Felici acquisì il marchesato.

Nicola de Felici del Giudice (1817-1891),marchese di Casalincontrada,sposò Concetta Monaco La Valletta, figlia del cavaliere Domenico, consigliere della Corte Suprema di Napoli, e di Maddalena de Felici-Umani, patrizia di Chieti, da cui nacque nel 1853 Gesualdo III (n. 1853 - m. 1914).

Gesualdo de Felici del Giudice, marchese di Casalincontrada, sposò Silvina Olivieri (n. 1854 - m. 1934), figlia di Silvino e di Leocadia de Cambacérès. Dalla coppia il 18 luglio 1884, nella Villa de Felici, al numero 1, nacque Luigi (m. 23 dicembre 1943).Infatti, dopo la morte di Domenico de Felici l’edificio e l’area circostante passarono per mancanza di eredi dal ramo dei baroni di Rosciano all’altro di Poggio Ragone e marchesi di Casalincontrada. Alla figura di Silvina Olivieri sarà dedicato un articolo a parte.

Luigi II de Felici del Giudice, marchese di Casalincontrada, sposò Erminia Sabucchi (nata il 19 gennaio 1896 e morta il 9 settembre 1954). Dalla coppia nacquero Delfina Antonia (Milano 7 maggio 1922) che sposò Lucio Curato nel 1950 e Gesualdo IV (Roma 19 gennaio 1924- 6 febbraio 1994).

Luigi de Felici, soldato della Grande Guerra, nel 1932 fu nominato Presidente dell'Automobile Club di Pescara, personaggio che ha animato la vita culturale abruzzese e romana, fu tra i primi ad interessarsi della nascita di un centro musicale sulle rive dell’Adriatico, che rappresentò il primo atto dell’istituzione dell’attuale Conservatorio di Pescara.

Gesualdo IV de Felici del Giudice, marchese di Casalincontrada, sposò il 5 aprile 1948, in prime nozze, Maria Marasca nata a San Vito Ionio (Catanzaro) il 3 novembre 1928; successivamente sposa in II nozze Elena Bova, nata a Roma nel 1926. Dal primo matrimonio nacquero Maurizio (nato nel 1949) Marchese di Casalincontrada e Fabio (n. nel 1951).

Descrizione dello stemma

Arma: partito al primo d’azzurro a tre monti di verde, cuciti con altrettante spighe di frumento d’oro, gambate di verde, nodrite sulle vette dei monti, piegate verso destra, col sole d’oro orizzontale, destro, (de Felici); ed inquartato di rosso e d’azzurro alla croce d’argento scanalata (del Giudice).

Questo primo spunto di ricerca vuole introdurre alcuni riferimenti per lo studio delle antiche famiglie pianellesi che hanno ricoperto ruoli importanti nella vita civile, religiosa e militare.

Non si tratta di una ricerca esaustiva, ma un primo tassello di un più ampio mosaico.

Un’ importante fonte di notizie, per le regioni meridionali, è il Catasto Onciario, un documento di carattere demografico e fiscale introdotto nel Regno di Napoli nel XVIII secolo; questa tipologia di fonte documentaria ci dà la descrizione dei componenti il nucleo familiare allargato ai collaboratori domestici.

Oltre ai beni posseduti, sono indicati il nome, l’età ed il lavoro che svolgeva il capofamiglia, la moglie e tutti coloro presenti nel nucleo familiare.

Intendiamo per “rami” le linee genealogiche corrispondenti alle singole domande di nobilitazione presentate; per casato si intende l'insieme dei rami che portano lo stesso cognome.

In conclusione: le baronie furono ottenute nel XVIII secolo e il titolo di marchesi di Casalincontrada venne ufficialmente riconosciuto nel 1904.

FOTO

  1. Stemma de Felici
  2. Rosciano- Torre e Palazzo de Felici
  3. Torre diruta Poggio Ragone (Loreto Aprutino)
  4. Pianella - Palazzo de Felici
  5. Pianella – Palazzo (di Madama) de Felici-Curato

Sitografia

Alessandro MORELLI, www.notiziedabruzzo.it/idee/personaggi-storici-dabruzzo-luigi-de-felici-barone-di-rosciano-sindaco-di-pianella-capo-squadrone-delle-guardie-di-onore-del-teramano.html

www.academia.edu/43194110/Gesualdo_de_Felici_ed_il_periodico_L_Abruzzo_una_finestra_sulla_realt%C3%A0_socioeconomica_pianellese

www.academia.edu/57368151/Famiglia_Olivieri_di_Caramanico_rapporti_di_parentela_con_i_de_Felici_marchesi_di_Casalincontrada_Tavola_genealogica_di_Alessandro_Morelli

Diego TROIANO, parolmente.it/pianella-in-archivio-la-storia-moderna-di-pianella-attraverso-la-documentazione-archivistica/

Elso Simone Serpentini, parolmente.it/piccola-storia-pianellese-il-casato-de-felici-salvato-dal-casato-del-giudice/

Tra gli altri articoli apparsi sulla famiglia de Felici:

www.lacerbaonline.it/articoli-2/cultura-articoli-2/i-ritratti-del-marchese-nicola-de-felici-e-della-sua-consorte-concetta-monaco-la-valletta-in-mostra-a-pianella/

Bibliografia

V. MORELLI, Pianella tra storia e iconografia, Varese, L. V. G., 1994.

V. MORELLI, La chiesa longobarda del Ss. Salvatore, Penne, 2016.

AA.VV., Il Risorgimento in Abruzzo, Cepagatti, 2011.

Pascasio MARTINO NATALI, L’Ultimo Barone di Rosciano, Memorie biografiche e storiche, Atri Prem. Tip. Di Donato de Arcangelis, 1889.

Domenico BRACALE, Difesa per l'Università di Rosciano contra don Zopito De Felici barone della medesima, rist. a c. dell’Associazione culturale La Panarda, 2002.

  • B. CROLLALANZA, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, Forni, 1965;

V. SPRETI, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Bologna, Forni, 1960.

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI, DIREZIONE GENERALE PER GLI ARCHIVI, ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA, SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA DI PESCARA, V SETTIMANA DELLA CULTURA, Carte da Scoprire- Archivi privati in Abruzzo, Mostra documentaria, 5 maggio-28 giugno 2003, Archivio di Stato di Pescara, 2003.

 MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI- ARCHIVIO DI STATO DI PESCARA- COMUNE DI PESCARA, I SETTIMANA PER LA CULTURA, Le pergamene dell'Archivio di Stato di Pescara dal XIV al XVII secolo. guida alla mostra documentaria 12 aprile-31 maggio 1999, Archivio di Stato di Pescara, maggio 1999.

CAMILLO DE' BARONI DE FELICI, Intorno ai trappeti e la loro influenza sulla pubblica salute, a c. di E. SIMONE SERPENTINI E L. DI GIOVANNI, Artemia Nova Editrice, 2019.

Per la figura di Gesualdo III de Felici si segnala il contributo di Alessandro Morelli apparso sul volume La banda musicale di Pianella, origini successi prospettive future, Penne, 2013.

LIBRO D’ORO DELLA NOBILTÀ ITALIANA, edizione XXI, vol. XXIII, 1995-1999, Arti grafiche de Angelis, Roma, 1999.

PUBBLICATO SU LACERBA SABATO 29 APRILE 2023

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