
Nascere in una famiglia di ramai può sembrare una coincidenza, ma per Antonio D’Annibale è stata la chiave di volta della sua vita. Cresciuto tra Cepagatti e Spoltore ha sempre respirato l’aria impregnata di storia, tradizioni e mestieri antichi. La sua famiglia, da generazioni, si dedica all’arte del rame, una tradizione che affonda le radici in un passato ricco di cultura e significato. Antonio è discendente della famiglia di ramai D’Anniballe di Spoltore, figlio di Camillo. Il nonno Antonio D’Anniballe a cavallo degli anni 20/30 del 1900 decide di fondare insieme alla moglie Anna Falone una nuova officina rameria a Cepagatti. Nel trasferirsi da Spoltore a Cepagatti probabilmente, per errore dell’ufficio comunale, il cognome si è trasformato nell’attuale D’Annibale, perdendo una “L”.















