Anno 1817: tra francesi, disertori, mendicanti e borbonici

VITTORIO MORELLI.

Dopo la sconfitta napoleonica e il ritiro dal Regno di Gioacchino Murat e la Restaurazione Borbonica nel Regno delle Due Sicilie del 1815, anche a Pianella furono anni difficili soprattutto per il gran numero di mendici, di sbandati; i contadini e gli uomini di campagna insieme agi uomini di paese soffrivano di inedia a causa della carestia e dell’abbandono delle campagne e per il continuo passaggio di truppe borboniche ed austriache, che portarono desolazione e focolai di contagio: tifo, febbre petecchiale, malattie dell’apparato respiratorio, malattie gastroenteriche, aggravati dall’indigenza e dalla miseria.

Intere famiglie e nuclei famigliari vennero decimati, i morti nel 1817 raggiunsero il picco di 444  decessi, tre volte la media annuale che si attestava intorno alle cento unità; addirittura nel 1813 e nel 1814, relativamente, una decina ed alcuni forestieri defunti furono processati e sepolti  a Pianella: probabilmente si trattava di sbandati, di senza fissa dimora o di disertori, di ex soldati murattiani, morti per varie cause a Pianella o nei territori vicini.

I campi dal 1814 rimasero non coltivati, furono abbandonati, i raccolti erano minacciati dal brigantaggio, dal continuo passaggio di soldati, che razziavano nel territorio; l’incertezza politica, l’insicurezza sociale, la presenza di mendicanti e di senza fissa dimora, di forestieri e pianellesi indigenti aggravarono il quadro delle inumazioni; il mercato era assente, l’esercizio delle arti e professioni era ridotto di molto, l’esercizio dei mestieri, sarti, falegnami, ciabattini, ferrari era legato alla domanda di prestazioni.

L’economia e la legge di mercato erano fermi.

GRAFICO  ANDAMENTO  DECESSI a PIANELLA

anni 1809-1817

Foto 1. Soldato Napoleonico

Foto 2. Soldato Borbonico

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