Alcune considerazioni di odonomastica e di toponomastica

VITTORIO MORELLI / VEN 10 GIU 2022 / CULTURA /

Dopo il XVIII secolo, l’Amministrazione Borbonica aveva necessità di identificare paesi e città con i segni dell’araldica comunale, supportata da notizie storiche più o meno attendibili; gli amministratori pro tempore si preoccuparono di dare alle loro comunità una origine storica o pseudostorica del toponimo, ricorrendo anche all’uso della voce popolare, vox populi, e delle poche notizie storiche rinvenute nelle carte in deposito presso le Cancellerie e gli Archivi Comunali.

L’araldica comunale aveva necessità di assegnare ad ogni comunità il proprio emblema; gli Amministratori, presi di contraccolpo, cercarono di ovviare alla richiesta delle Autorità, presentando un toponimo ricorrente, dandogli un alone di storicità, di nobiltà, una giustificazione plausibile, ricamando intorno all’origine del toponimo.

In diversi casi gli storiografi perpetrarono la pezza giustificativa cadendo nella ripetizione dell’origine del toponimo, alterando o confermando i falsi storici e le incongruenze dei salti temporali.

Le pezze araldiche diventarono proprio delle pezze di un lacero vestito.

Ci possono aiutare la semantica, l’etimologia, lo studio e la comparazione con le lingue antiche: il latino e il greco arcaico, l’etrusco, lingue molto affini e tangenti tra di loro, il sanscrito, il preindoeuropeo, l’indoeuropeo, l’albanese, le lingue germaniche, che sono alla base delle lingue europee.

Il vizietto greco di abbinare ogni fatto alla volontà di una divinità o di un personaggio mitico non viene abbandonato; Vulcano ha preso origine dal dio del fuoco Vulcano, estendendo la nomenclatura a tutte le cime montagnose eruttive; Ercolano ha preso l’eponimo da Ercole; le fonti del Clitunno hanno preso l’eponimo da Giove Clitunno, Chieti da Teti.

La geologia, la morfologia, l’orografia, l’idrografia, la storia del territorio sono le prime voci che attirano l’attenzione del visitatore dei luoghi.

Gli idronimi Tronto (Truentus), Tiferno oggi chiamato Biferno, Tevere (Tibur), Tordino (Batinus) forse hanno ripreso l’antico e popolare idronimo?

Trigno (Trinius), Aternus (Aterno), Tirino(Valle de Trite o Valle Tritana) hanno retto alla corruzione linguistica, mantenendo gran parte della radice indoeuropea.

-Chieti; secondo la tradizione deriva da Teti, ma potrebbe derivare dal verbo osco sabellico theatein, vedere, ammirare, e non alla nereide Teti, madre di Achille. Da qui la confusione con la voce etrusca ATI, madre, e la leggenda THEATI, madre di Achille. E’ una semplice assonanza per attrazione.

         Gli Achilleidi di Chieti tengono in vita la mitologia toponomastica e i riti mitologici della leggenda. La storia è tutt’altra cosa.

         Lo stemma della Città presenta un cavaliere in sella ad un cavallo rampante in campo azzurro (Achille) e prato verde, che impugna uno scudo crociato bianco in campo rosso e con quattro chiavi.

-Roma; prende il nome dalla leggenda di Romolo e Remo, allattati dalla lupa; invece     deriva da Rumon, voce etrusca ed indoeuropea che significa acqua,     fiume e che ha dato l’appellativo di Romolo e Remo, figli del fiume e della   lupa?.

         Roma non è altro che l’eponimo prestato dall’etrusco: fiume.

-Capestrano; da kaput-rann, a capo del fiume; idronimo, successivamente   prestato per indicare Capo d’Acqua, risorgiva del Tirino. Potrebbe derivare dall’indoeuropeo e poi dall’albanese kokë, dal greco kefáli, dal lat. kaput, dal germ. kopf; top. Poggio Cefalie; Piano di Coccia; coccia sta ad indicare nel dialetto dell’area    vestina e pretuziana testa, in cima: Ca’ da Cape in Pianella in contrapposizione a Ca’ da Pite.

-Aterno, sostituito nell’Alto Medioevo da Piscaria (in H.L. Paolo Diacono); la città  Aternum, nel periodo romano, si identificava col fiume Aterno (Aternus).

-Napoli; Neapolis, gr. e lat. Neapolis, nuova città, detta anche Città Partenopea; Partenope, la tradizione popolare afferma che la città ha preso il nome dalla sirena Partenope.

         Molte sono le città che presentano il suffisso greco polis: Leopoli  (Ucraina), Costantinopoli (Turchia), Sebastopoli (Crimea), Mariupol (Ucraina), Gallipoli (LE), Monopoli (BA), Popoli (PE), Scapoli (IS), Tripoli (Libia), Eliopoli (Egitto), Filippopoli (Bulgaria), Adrianopoli  (Tracia).

-Troia; fondata da Dardano, figlio di Zeus e Atlantide Elettra, da cui ha preso l’eponimo Ilio (Troia); fondata dal mitico figlio di Troo e di Calliroe.

-Micene; città fondata da Perseo, figlio di Zeus e di Danae.

-Sparta; si vuole che la città sia stata fondata da Lacedemone, figlio di Zeus e della Pleiade Talgete. Il significato etimologico è quello di città sparsa nel territorio.

-Atene; si vuole fondata dalla dea Minerva, detta Atena.

-Cepagatti; fatta derivare  dall’espressione  Ci pagate o dal paese del gatto o dei gatti, invece deriverebbe da Cefalie (greco kephalì, collina posta in alto),  da Cepa o Caesa (terreno disboscato) più il patronimico o eponimo    prediale di Atto-Attonis, Attone, conte longobardo di Penne e Chieti.

-Pianella; viene fatta derivare dalla pianella della Regina Giovanna, invece deriverebbe da Planities, pianura, o planus,serie di terrazzi pianeggianti;  da plenina o plenus, ricco di prodotti della terra; gli aggettivi planus e     plenus si attraggono e si fondono: il toponimo è attestatonei Chronicon  di Casauria e di S. Bartolomeo già dall’anno Mille col nome di Planella.

-Nocciano; in oculum più ano = sacello, luogo dalla bella vista sulla Nora e sul Cigno; toponimo attestato già dall’anno Mille, noczano.

         La tradizione fa risalire l’etimo alla noce, voce dialettale che indica sia la pianta che il frutto. A Pianella esistono i toponimi di Vico della Noce e Contrada Fonte della Noce, fitotoponimi molto diffusi in Abruzzo e nella Penisola.

-Spoltore; forse deriva da spelta o da sepultorium, necropoli, luogo di sepoltura o da      campi di spelta.

-Manoppello; sembra che derivi da manipulus, manipolo di soldati tenuti prigionieri colà?, o da manoppio, voce dial. manòppele, fascio di grano.

-Maiella; oronimo, viene fatto derivare da Maia, figlia di Atlante e Pleione, considerata la dea della fecondità e del risveglio della natura.

         La montagna della Maiella deriva dal preindoeuropeo e dall’albanese, Mal, montagna, roccia, da cui provengono:

-Magliano; Magliano Sabina (RI), Magliano dei Marsi, Magliano in Toscana (GR),       nelle Alpi (CN), di Tenna (FM), Romano (RM), Maglie; Maiella,     Magliano, Maglie non derivano da Maia, ma da Mal, montagna, pietra.

-Catignano,; dal prefisso Cat, pietra più il suffisso ano, sacello, luogo sacro; il     toponimo è già attestato nell’anno Mille.

         A Pianella esiste il toponimo Fonte Catena; i Latini chiamavano una località pedemontana vestina Cutina. Catignano forse deriva da Cateniano,    che  indica probabilmente una catena di casette, che, da S. Maria a Lungo di Pianella, attraversava Micarone, Sterparo, Catignano, Civitaquana, Vicoli, Forca di Penne, detta anche la Strada per Roma, lungo la SS81 e l’ex SS602, la Princiaunga o Via dei Butteri, che si snoda a ridosso del fiume Nora, arrivandofino a Forca di Penne.

-Caramanico, da Kar, Kara, pietra; voce preindoeuropea abbinata all’appellativo monaco; Carovilli (IS), comune montano, Carunchio (CH), Carapelle (AQ) conservano il prefisso kar.

         Toponimo attestato nel Chronicon di Casauria alla voce Karomonaco, da cuiderivano le considerazioni toponomastiche di cui sopra, che richiamano all’esistenza in zona di un monaco eremita (la grotta del monaco?).

Bibliografia

V. Morelli, Toponimi della Provincia di Pescara, Pescara, 1987.

Foto Stemma di Chieti. (internet)

I SIMBOLI NEL MITO DI TETI, MADRE DI ACHILLE - Polisemantica

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