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DOCUMENTI "IL Fondo conteso a Guardia Vomano"

22 Luglio 2026

di PARIDE MARIOTTI.

Nella prima metà dell'Ottocento, Guardia Vomano era un piccolo centro agricolo dove la terra rappresentava la principale fonte di ricchezza. Ogni podere aveva un valore che andava ben oltre il semplice raccolto:significativa prestigio, potere e continuità del patrimonio familiare. Non sorprende, quindi, che il possesso di un fondo potesse trasformarsi in una lunga battaglia giudiziaria.

Fu proprio ciò che accadde quando due delle più importanti famiglie legate al territorio, i Binni e i Filomusi, si affrontarono davanti ai giudici del Regno delle Due Sicilie.

Al centro della controversia vi era un fondo agricolo di Guardia Vomano, rivendicato da Gennaro Filomusi in forza di un antico fidecommesso, mentre i Binni ne sostenevano la legittima appartenenza all'eredità della famiglia Coletti.

I Filomusi di Atri, noti anche come Filomusi Guelfi, appartenevano alla più autorevole nobiltà cittadina.

Grandi proprietari terrieri, giuristi e uomini di cultura, avevano consolidato il proprio prestigio attraverso un'estesa rete di possedimenti e di alleanze matrimoniali.

Nato nel 1792, Gennaro Filomusi rafforzo' ulteriormente la posizione della famiglia sposando, nel 1812,Maria Giuseppa dei Baroni Simone.

La controversia affondava le sue radici nell'eredita' di don Rinaldo Coletti, proprietario di vasti beni tra Guardia Vomano e Notaresco.

Alla sua morte, il patrimonio passò a donna Candida Coletti, imparentata con i Binni.

Fu proprio l'interpretazione di quella successione a dare origine a uno dei più interessanti contenziosi fondiari della zona.

Pantaleone, Francesco e Melchiorre Binni, tutore della sorella Anna Domenica, insieme a Concezio Binni di Notaresco, decisero di opporsi alle pretese di Gennaro Filomusi e portarono la questione davanti al Regio Tribunale.

L'istruttoria si rivelò complessa. Testimoni assenti, rinvii e nuove deleghe ai magistrati rallentarono il procedimento per mesi, segno di quanto fosse difficile ricostruire antichi diritti di proprietà fondati su successioni e fidecommessi.

Soltando dopo una laboriosa raccolta delle deposizioni il tribunale poté affrontare il merito della causa.

I Binni sostennero che il fidecommesso invocato dai Filomusi fosse privo di fondamento. A loro giudizio il fondo apparteneva legittimamente all'eredità di Don Rinaldo Coletti e quindi a donna Candida, che aveva amministrato il patrimonio come unica erede. Contestarono inoltre la successiva rinuncia all'eredità, ritenendola incompatibile con il comportamento da lei tenuto negli anni precedenti e smentita dalle testimonianze e dai documenti acquisiti nel processo.

Al di là dell'esito giudiziario, questa vicenda testimonia quanto la proprietà della terra fosse un elemento centrale della vita economica e sociale dell'Abruzzo ottocentesco.

Dietro le formule dei tribunali si nascondevano gli interessi, le alleanze e le rivalità delle famiglie che, per generazioni, contribuirono a plasmare la storia di Guardia Vomano.

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