
di BRUNO DI PIETRO
Mi respiro di polvere sparsa,
tra schegge di roccia
scagliate nell’aria,
mentre tu, pietra ribelle,
dolcemente ti affini,
prendendone forma
al ritmo con tocco mordente
del mazzuolo d’acciaio.
Lo scultore non crea semplicemente una forma: rende visibile un'immagine che nell'artista preesiste già, custodita nell'interiorità della mente e dell'intuizione. L'atto creativo non consiste nell'inventare la materia, ma nel liberare una presenza invisibile che attende di manifestarsi.
La scultura diviene così il punto d'incontro tra la riflessione filosofica e l'azione artistica. Attraverso l'asporto della materia, l'artista non aggiunge, ma rivela: sottrae il superfluo affinché emerga la forma concepita dal pensiero. Ogni colpo di scalpello è un gesto di conoscenza, un dialogo tra l'idea e la pietra, fino a trasformare l'immagine interiore in una realtà tridimensionale.
La vera opera non nasce dunque dalla materia, ma dalla visione; la materia ne diviene il tramite, la forma visibile e il compimento.
“GUERRIERO A CAVALLO”
Scultura in pietra bianca della Maiella – h. 100 cm
Questa scultura in pietra bianca della Maiella appartiene al mio IV periodo-scultura e alla serie dedicata all'Iliade (1995-2005), un ciclo di opere in cui il mito classico diviene metafora della condizione umana, del conflitto e del destino.
Il blocco di pietra mi fu donato dallo scalpellino e maestro della pietra Gennarino D'Alfonso, di Lettomanoppello (Pescara), gesto che conferì all'opera un particolare valore simbolico, legandola fin dalla sua origine alla terra della Maiella e alla sua antica tradizione lapidea.
Dopo alcuni anni, la scultura è stata acquisita dal Comune di Cepagatti (Pescara) ed è oggi esposta in permanenza nell'Aula Consiliare del Municipio, dove continua a testimoniare il dialogo tra la memoria del mito, la materia della montagna e l'identità del territorio abruzzese.
















