
Ieri pomeriggio, presso Palazzo De Caro, la comunità di Pianella si è ritrovata per celebrare insieme l'80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana.
Un momento semplice ma profondamente significativo, che ha visto la partecipazione di ex amministratori, ex consiglieri comunali, consiglieri in carica e cittadini, riuniti nel segno dei valori che dal 1946 rappresentano le fondamenta della nostra convivenza civile: libertà, democrazia, pluralismo e partecipazione.
Signor Sindaco, assessori, consiglieri comunali di ieri e di oggi, rappresentanti dei Partiti di Pianella, Signor Comandante della Caserma dei Carabinieri, cari concittadini.
Oggi ci troviamo insieme per celebrare una delle ricorrenze più significative della storia nazionale repubblicana, la festa della Repubblica.
Anche se in data diversa dal tradizionale appuntamento del 2 giugno e in forma diversa, con un semplice “brindisi” com’è scritto sul manifesto, oggi si tiene un incontro tra autorità istituzionali e consiglieri comunali in carica, con ex consiglieri comunali, rappresentanti dei Partiti e cittadini, diverso dal solito in quanto chi vuole può intervenire sul tema dell’anniversario della Repubblica Italiana.
Pertanto, mi sembra giusto ringraziare il Sindaco Teddy Manella e i suoi collaboratori, non solo per aver organizzato in modo semplice, con un “brindisi” e un dibattito questa importante celebrazione, ma anche per avermi coinvolto nella fase organizzativa di questo incontro, come ex Consigliere comunale insieme ad alcuni ex Consiglieri degli anni ’80.
Quest’anno la celebrazione del 2 giugno assume un valore ancora più profondo e solenne rispetto agli altri anni, poiché ricorre l’80° anniversario della nascita della nostra Repubblica, quindiuna Repubblica adulta, non più giovane, che ha attraversato e superato egregiamente tutte le fasi, anche difficili, della storia Italiana dal dopoguerra fino ad oggi.
Questo anniversario mi è sembrato molto sentito, guardando le numerose manifestazioni tenute in tantissimi Comuni d’Italia e nei capoluoghi di Provincia, oltre a quella più importante tenuta sull’altare della Patria a Roma, con la partecipazione del Presidente della Repubblica e delle massime autorità istituzionali, dei rappresentanti delle Forze armate, dei vari Corpi di polizia, dei Carabinieri, dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e del Soccorso.
Il 2 giugno 1946 il popolo italiano, attraverso il voto libero e democratico espresso nel Referendum, che poneva il quesito Monarchia o Repubblica, scelse il proprio destino votando a maggioranza per la Repubblica.
Quel 2 giugno 1946 non fu soltanto il giorno in cui l’Italia decise di sostituire una monarchia compromessa con il fascismo, con una nuova forma dello Stato, ma il momento in cui un paese sconfitto, ferito nella carne dalla guerra e nella coscienza dalla dittatura, provò a darsi una seconda possibilità, trasformando la catastrofe in un nuovo fondamento, fu una scelta di libertà, di responsabilità e di speranza.
Dopo gli anni tragici della guerra e della dittatura la maggioranza degli italiani affidarono alla democrazia il compito di costruire un futuro nuovo, fondato sulla dignità della persona, sulla partecipazione dei cittadini e sul rispetto delle istituzioni.
Da quella scelta nacque la Repubblica Italiana e, poco dopo, il 1° gennaio 1948, entrò in vigore la Costituzione: il più alto patrimonio civile e morale della nostra nazione. Una carta che ancora oggi rappresenta la bussola del nostro vivere comune, il fondamento della convivenza democratica e il presidio delle libertà di tutti.
Infatti la Costituzione fu prima approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente, formata dai maggiori partiti, Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Comunista Italiano, Partito Repubblicano, Partito D’Azione ed altre formazioni minori, e poi fu promulgata il 27 dicembre 1947 dal Capo provvisorio dello Stato Enrico Di Nicola.
La Costituzione Repubblicana ci richiama ogni giorno ai valori dell’unità nazionale, della democrazia, della solidarietà e della coesione sociale.
Essa ci insegna che la forza dell’Italia non risiede soltanto nelle sue Istituzioni nazionali, ma soprattutto nelle sue comunità locali diffuse nei vari territori e nei suoi cittadini.
Anche una realtà, relativamente piccola, come Pianella ha contribuito e contribuisce ogni giorno fino ad oggi, a dare concretezza a quei principi, a quei valori sanciti nella nostra Costituzione Repubblicana.
Purtroppo il risultato del referendum del 1946 a Pianella non fu favorevole alla Repubblica, infatti vinse la Monarchia con 2.282 voti e il 53,22 % mentre la Repubblica riportò 2.006 voti e il 46.78 %, conuna differenza di 276 voti.
Però mi sembra giusto ricordare oggi che la nostra comunità custodisce una lunga storia di civiltà e di democrazia, fatta di sacrifici, di lavoro, di ingegno, di scienza e arte, senso di appartenenza e solidarietà, ampiamente dimostrato da prove documentate fin dal 1400 e 1500, quando l’Università di Pianella dotandosi di vari Statuti riuscì a regolamentare le varie attribuzioni della Municipalità, del Camerlengo, della Guardia Civica, della Giustizia, della Finanza, dell’attività commerciale e tante altre funzioni che evito di elencare per brevità, le quali erano indispensabili in quell’epoca, per regolamentare la convivenza civile e il funzionamento delle istituzioni. (dal libro:“Pianella e i Partiti” 2011- Prof. Vittorio Morelli.)
Oggi dobbiamo anche ricordare a tutti noi, in occasione di questa festa della Repubblica, che a Pianella nel 1944 un numeroso gruppo di cittadini coraggiosi antifascisti (circa 30) costituirono il Comitato Comunale di Liberazione Nazionale, esattamente l’11 giugno del 1944 dotandosi di uno Statuto di un direttivo e di un presidente.
Collegandosi con il Comando delle forze alleate e assumendosi la responsabilità civile di gestire l’amministrazione comunale di Pianella nel periodo transitorio, infatti nel verbale di riunione del 18 giugno 1944 risulta che i membri del Direttivo deliberarono le proposte con i nomi per la carica di Sindaco provvisorio e per i quattro assessori, da presentare al Comando Alleato per l’approvazione, i quali poi gestirono l’amministrazione comunale fino alle elezioni amministrative che si svolsero a Pianella il 17 marzo del 1946.
Devo precisare che le suddette notizie le ho acquisite direttamente dalla “Rubrica dei verbali” del Comitato Comunale Nazionale di Liberazione di Pianella, che ho avuto la fortuna di averlo in prestito da un mio caro amico pianellese, di leggerlo e fotocopiarlo, a tal proposito mi sono ripromesso di renderlo pubblico, se ci sarà un'altra specifica occasione, oppure di pubblicarlo sul blog www.Parolmente.it .
Per concludere questo mio intervento, vorrei rivolgere in breve lo sguardo al mondo che ci circonda, oggi ci troviamo in un tempo caratterizzato da cambiamenti veloci e profondi, di tensioni internazionali, dove le regole e le convenzioni internazionali rispettate dal dopoguerra in poi, non vengono più rispettate, ci ritroviamo ancora con le guerre tra Stati, ogni giorno guardiamo in TV, come fossero dei film, i bombardamenti indiscriminati di palazzi e intere città, persino ospedali e automezzi di soccorso con migliaia di morti civili, assistiamo inermi da qualche anno al genocidio di intere popolazioni innocenti, e le conseguenze di tutto ciò, lo vediamo in parte quando arrivano i grandi flussi migratori, inarrestabili, sulle nostre coste.
Si accettano quasi come normalità le nuove fragilità sociali, che colpiscono maggiormente i giovani, ma anche i meno giovani, determinate non solo dallo sfruttamento del lavoro umile, ma anche dalle innovazioni tecnologiche utilizzate solo per fini di profitto speculativo e finanziario e non a beneficio della collettività.
Nonostante tutto ciò io penso che i messaggi contenuti nei principi della Repubblica e nella nostra Costituzione conservano ancora oggi tutta la loro attualità.
Quei principi sanciti nella Costituzione ci fanno capire che la democrazia non si difende con l’inerzia dei cittadini che la abitano come fosse un bene naturale “a vita”, la democrazia non è una conquista definitiva, ma un impegno quotidiano che richiede fatica, partecipazione e responsabilità a tutti i livelli.
Celebrare oggi gli ottant’anni della Repubblica significa dunque rinnovare il nostro patto di cittadinanza, riaffermare la fiducia nelle istituzioni democratiche e trasmettere alle giovani generazioni il valore della libertà conquistata da chi ci ha preceduto.
Infine, io penso che noi anziani, nati mentre nasceva la Repubblica, siamo statifortunati, rispetto ai nostri nonni e ai nostri genitori, per non aver conosciuto né dittature né guerre, per aver goduto per lunghi anni i benefici portati dalla Repubblica e dalla Costituzione, pertanto oggi abbiamo il dovere di rivolgere un pensiero ai giovani lasciando a loro un messaggio:
Custodite la memoria della nostra storia,
abbiate cura ogni giorno dell’Italia Democratica,
conservate sempre l’impegno di servire la comunità con senso del dovere, spirito di unità e amore per il bene comune.
Viva la Repubblica Italiana ! Viva la Costituzione !
Grazie
Pianella 19 giugno 2026 Carlo Di Francesco
ex consigliere comunale di Pianella

















