
di Paride MARIOTTI
Paolo Emidio de Santi nacque nel 1783 a Castelli e, sotto l'attenta guida del padre Francesco Antonio, dottore in legge, divenne uno dei Procuratori più stimati del teramano.
Nella prima metà dell'Ottocento molti nobili si affidarono a lui per la tutela dei loro interessi. Tra questi vi erano Nicola IV Caracciolo (1774-1832) e la moglie Anna Francesca Spinelli Barrile (1774-1858), Principi di Melissano e Scanno, duchi di Barrea e Conti di Loreto Aprutino.
Nel 1827, a causa dell'incuria e della cattiva gestione delle loro proprietà nei territori di Pianella e Loreto Aprutino, i Caracciolo decisero di vendere " la Cartiera e il vecchio Mulino" all'imprenditore marchigiano Candido Vecchi.
A Paolo De Santi fu affidato l'incarico di seguire le varie questioni giudiziarie legate alla proprietà, e il suo operato gli valse la stima della Principessa Anna Francesca, della quale divenne un consigliere affidabile.
Proprio grazie alla fiducia acquisita, un suo parente, Pasquale Federicis di Loreto, nel giugno del 1828 scrisse alla principessa una lettera per raccomandare il pronipote Luciani nella gestione di alcune proprietà della famiglia.. "conosco le sue virtù, ebbi l'onore di visitarla più volte nel 1818 quando ero Commissario del Re (Ferdinando I di Borbone) del consiglio di guerra. Colgo l'occasione di riconfessarle il rispetto che serbo, sotto questo principio, si compiaccia accogliere la sincerità del mio dire. Non sarebbe del decoro e dell'interesse di lei qui tenere un idiota di fattore, le rendite del Mulino e della Cartiera che aveva, richiedevano lieve cura per essere ben amministrate. Il fondo che ha in Contrada Sablanico è il migliore di quanti ve ne sono da queste parti, richiede perenne e fedele attenzione nella semina , senza abusi nella pota degli ulivi, posto che piacesse servito il mio pronipote. Ella ha chiesto di conoscere cosa pretenderebbe il suddetto per la gestione in parola, mi fa un pregio rispondere per lui, dall'antica rendita che ricavava dalla Cartiera e il Mulino potrebbe raguagliare un onorario per lui. Un altra soluzione sarebbe d'assegnare in modo giusto al medesimo sulla esazione del grano e sopra a prodotti in olio un tanto per cento, così da accrescere per entrambi il vantaggio dai migliori raccolti delle olive e del più esatto ritiro del grano del di lei fondo nel (Passo) Cordone.
Ascrivo a mio dovere di garanzia dell'uomo onesto in Luciani, troverà I vantaggi d'intelligenza e lealtà nell'amministrare. Per dieci anni fu impiegato presso l'Intendenza di Teramo, ammogliandosi con una mia pronipote.
Nel 1826 dovette abbandonare l'impiego per assisterci entrambi nella cronica malattia gottosa che ha prodotto lo storpio nei miei arti inferiori.
Quando vorrà servirsi di questo mio parente la pregherei di domandare anche relazioni all'ottimo Marchese Tomacelli (Intendente dal 1821 al 1825) ed agli altri superiori del ramo amministrativo."
Il 29 ottobre dello stesso anno la principessa rispose da Napoli,inviando una lettera a Paolo de Santi: " il signor Vicini da Loreto mi scrive che il duca di Città Sant'Angelo lo ha citato a contesto tribunale per farlo condannare all esibizione del grano. Mi pare che Vicini come sequestrato, per ora non debba fare altro, che la sua dichiarazione, nella quale si darà carico dell'altro sequestro di Treccia.
Se preferì Vicini al vostro propostomi, fu perché voi siete lontano da Loreto e Casamarte che mi aveva proposto Vicini era cola', per conseguenza non avrebbe dovuto ingannarmi e mantenermi le parole di sorveglianza e di direzione che mi aveva dato. Questa ultima parte non si è verificata. Per ora non posso lagnarmi dell'onestà di Vicini per la brevità del tempo, ma lo vedo poco capace e molto lento e forse si fa imporre dalle astuzie dei suoi antecessori, per conseguenza la cosa va male.
Cambiare e ricambiare con tanta frequenza non conviene. L'unico espediente sarebbe quello di affidare i beni al signor don Giuseppe Angelo Luciani, (raccomandato da Federicis) qualora voglia farlo e sia nella circostanza di fare tutte le assicurazioni necessarie in un simile contratto. "























