
“La fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore non può essere ridotta a una disputa tra maggioranza e opposizione. Quando si decide il futuro di tre città, la politica ha il dovere di elevarsi, non di dividersi. Serve uno sguardo alto, capace di cogliere la portata storica di questa trasformazione. Che la fusione si realizzi nel 2027 o nel 2029 non è il punto centrale. La tempistica deve essere il risultato di un confronto tecnico serio, che garantisca che la nuova città sia pronta sotto ogni profilo: amministrativo, infrastrutturale, sociale. Parliamo della più grande operazione di unione comunale mai tentata in Italia e va affrontata con metodo, non con slogan.















