
Remo DI LEONARDO
Prosegue su Parolmente la rubrica “Itinerari bandistici”. Una sorta di "diario", una registrazione scritta, spesso personale, che documenta pensieri, riflessioni e stati d'animo di luoghi, eventi, culture, tradizioni, gusti locali, incontri con personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, attraverso la l’attività bandistica con piccole e grandi bande abruzzesi dal lontano 1980 ai giorni nostri.
Oggi è la volta di Montenero di Bisaccia (Mundunirë in dialetto montenerese), un comune italiano di 6180 abitanti in provincia di Campobasso, nel Molise e centro collinare a ridosso del mare e del fiume Trigno, dove sono stato a suonare il 21 settembre ’25 con la banda “Città di Chieri” diretta dal M° Marco Vignali in occasione della Festa Patronale di San Matteo Apostolo.
Altre feste religiose più importanti sono: la Madonna di Bisaccia (16 maggio), San Paolo Apostolo (29 giugno).
La festa si è aperta, la mattina alle ore 9.00, presso il Santuario della Madonna della Bisaccia a circa 1 Km. dal paese. All'interno della chiesa si trova un dipinto della Madonna col bambino, risalente al XIII secolo una volta collocata nella "grotta della Madonna" che è vicina alla chiesa. Si ritiene che questo dipinto sia stato realizzato da un pastore locale e collocato all'interno della grotta.
Dopo aver eseguito alcune marce ci siamo trasferiti al centro del paese per il tradizionale “giro” della banda. A conclusione del “giro” dopo una sosta nel meraviglioso Parco al centro di Montenero di Bisaccia, abbiamo la mattinata con l’esecuzione di un matinè di marce sinfoniche di grandi autori ricevendo gli applausi del pubblico presente.
Tra questi “nota inaspettata”, i complimenti rivolti alla Banda e al maestro Vignali da parte del M° Vittorio Zannirato già primo Trombone alla Scala di Milano (il Tempio italiano della musica sinfonica) posto che occuperà per ben quarant'anni: dal 1968 al 2008, anno del suo ritiro dal concertismo professionistico suonando con i direttori Maazel, Abbado e Muti. Maestro di chiara fama, ha insegnato fra l'altro all'Accademia della Scala.
La sera la banda ha ripreso servizio, in Piazza della Libertà, dalle 18.00 in alle 19.00 in attesa alle 20,00 della conclusione della celebrazione della messa l’inizio della processione del Santo Patrono e assistendo a conclusione al grande spettacolo dei fuochi pirotecnici. Dopo i saluti e i complimenti del comitato feste tutti a casa per un meritato riposo in attesa di un altro giorno vissuto all’insegna della musica e amicizia.
Appunti e brevi notizie storiche
Il comune di Montenero di Bisaccia ha avuto origine dal villaggio di Bisaccia, del quale ha conservato il nome ed i cui ruderi sono in parte ancora visibili ad un chilometro circa dall'abitato. Il villaggio fu abbandonato con le invasioni barbariche, quando gli abitanti si rifugiarono prima nelle grotte arenarie, successivamente iniziarono a stabilirsi sulla collinetta chiamata appunto “monte nero” per la fitta boscaglia che la ricopriva.
Il nuovo feudo appartenne nel VII secolo all'abbazia di Santa Maria a Calano, venendo successivamente distrutto dalle invasioni dei Saraceni, fino all'851. Nel 1187 il feudo appartenne a Riccardo di Agnone, e ricostruito sotto il dominio di Federico II. Tra i vari proprietari succedutisi dal XV secolo in poi ci sono i Cantelmo, i Sangro, i Carafa, Caracciolo e i d'Avalos. Tra il XVI e il XVIII secolo fu più volte danneggiata dalle incursioni dei Turchi, l'ultima delle quali si ebbe il 26 settembre 1712.
Durante la II guerra mondiale, tra il 1943 e 1944 fu attivo un aeroporto militare degli alleati e zona di combattimento della battaglia del Trigno.
Monumenti e luoghi d'interesse: Santuario della Madonna di Bisaccia, Chiesa Parrocchiale di San Matteo Apostolo, Chiesa Parrocchiale di San Paolo Apostolo, Santuario di Maria Santissima di Bisaccia, Torre di Montebello, Chiesa Rupestre, Grotte e Calanchi.
Tradizioni e folclore:
Degno di nota è il presepe vivente, un evento che da anni si svolge nello scenario delle grotte arenarie.
Rinomata è la ventricina di Montenero, insaccato ottenuto con carne di maiale opportunamente trattata e stagionata con metodi tradizionali. Il piatto tipico del paese sono i cavatelli (in dialetto "cuzzutilli") con la ventricina.




















