
di Ordello da Planella
Quante volte abbiamo sentito l’espressione «il teatro della politica», a me non ha mai scandalizzato. Non solo perché amo il teatro e ho un temperamento che tende al teatrale in tutti i campi del vivere. Ma anche perché la politica è inevitabile teatro di passioni, di contrasti, di tensioni.
Il problema dunque non è la teatralità di certi gesti ma il fatto è che nel nostro paese ci stanno raccontando una storia poco interessante.
Gli schiamazzi su social non coprono, non riescono a coprire un’amara verità: ci stanno offrendo una storia mediocre. Una storia poco avvincente. Non c’è pathos, ma agitazione. Non c’è passione, ma surriscaldamento. Non ci sono grandi maschere, comiche o tragiche, ma “macchiette”.
E allora gli spettatori abbandonano. Al di là della cerchia stretta dei fan, si allarga il deserto di interesse e di coinvolgimento con la politica. Possibile che i nostri attori principali non se ne accorgano? Troppo facile e sbagliato addossare la responsabilità di tutto questo a uno solo, o a un singolo schieramento. Lo stanno scrivendo a più mani il copione, sono vari e variamente disposti i drammaturghi.
Prendiamo, ad esempio, cosa sta accadendo a Pianella tra opposizione e maggioranza. Qui non si pretende che i due schieramenti rinuncino al loro ruolo. In un consiglio comunale, la maggioranza e l'opposizione hanno ruoli distinti ma complementari: la maggioranza, che detiene la fiducia del sindaco e guida l'amministrazione, ha il compito di attuare il programma elettorale e prendere decisioni, mentre l'opposizione ha il compito di controllare l'operato della giunta, presentare proposte alternative e rappresentare le istanze dei cittadini non allineati con la maggioranza.
Ho l’impressione che invece si stia consumando una grottesca corsa ad ostacoli per dimostrare, in un caso le pecche di una parte che non ha eseguito nel corso del suo mandato sufficienti opere ed operazioni atte a rendere il paese migliore. Dall’altra parte un proclama dietro l’altro per dimostrare quanto sia stato fatto o quante operazioni sono state eseguite per porre rimedio alle carenze o per migliorare la vivibilità del paese.
Nel contempo la denigrazione del prossimo e le bacchettate per ogni sospiro errato, per ogni occasione mancata, senza badare al perché di certi atti o alle motivazioni delle scelte, ogni giornata assume tinte fosche e tragiche, se non fossero ad un certo punto tragicomiche, ogni notizia strumentalizzata in modo goffo da chiunque debba far schierare l’astante dalla sua parte.
In entrambi i casi un teatrino squallido di strilloni che osannano se stessi in una lotta impari di pochezza.
Ed in tutto ciò vi sono i cittadini, le persone, gli spettatori, quelli non schierati soprattutto che rimangono attoniti come quando proprio a teatro con il naso al palco si guarda una commedia delle parti sapendo che mai si sarà sul palco, che mai un proprio pensiero sarà considerato, che mai una battuta avrà come protagonista lo spettatore.
Lo spettatore oramai disincantato, s’è annoiato di questo teatro, rimane interdetto da questo spettacolino miope e grossolano, non si stupisce più delle arlecchinate dei Pulcinella, perché quello spettacolo è montato ad arte, ma senza cuore, senza nobiltà, senza il trasporto della nobile arte, dimenticando che è proprio lo spettatore che ha pagato il biglietto!















