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DOCUMENTI "La famiglia Olivieri: da Procuratori "imbroglioni" a valorosi combattenti"

di Paride MARIOTTI -

Un ramo di questa nobile famiglia di Conti Piemontesi dopo un periodo trascorso nelle Puglie e nel Napoletano si trasferì nel XVIII secolo in Abruzzo Citeriore dove avevano acquisito diversi fondi. A Chieti dove i Conti Olivieri costruirono la propria dimora,nel 1769 nacque Michele Olivieri.

Fu un abile Procuratore della Regia Corte dell'Abruzzo Citra e tra le cause da lui sostenute, ci fu quella contro il Regio fisco sulla errata tassazione delle decime da lui pagate dall'anno 1796 al 1802. Vigile e risoluto, attento ai propri interessi come sua moglie Anna Costanza Cimini figlia di commercianti. Ben inserito nella vita sociale ed economia di Chieti, Michele sfruttò le sue conoscenze nei pubblici uffici per ottenere profitti non sempre legali come accadde con alcuni addetti del Comune di Chieti.

Il figlio Raffaele Olivieri (1797) era il suo braccio; per mezzo di lui venivano impartiti gli ordini ai suoi uomini, come sì evince da alcune sue lettere: "il miglior pensiero, anche con qualche sacrificio è quello di amalgamare de Oraziis in vista al suo interesse come avvocato del Comune. Si dice che la seta si vende a carlini 10 la libra. Emidio sta in Roma, al suo ritorno sarà svegliato,spero sentire buone notizie. A che prezzo sta l'olio?"

"Badate al Sindaco, l'ordine è venuto dal Cassiere..Senza un nuovo Sindaco gli affari del Comune andranno in eterno. Polacchi viene a caricare, fate in modo che i carichi affidategli siano miserabili così da non dare sospetto. Due carichi costa', si mostreranno falsi, il primo del censo occultato e non posto nel quadro di riferimento fatto da Colacido e non dal Polacchi, che esiste in codesto consiglio. Il secondo carico per l'affitto... essendo lì Vitacolonna."

Non sempre però gli affari andarono per il verso giusto per Michele,il 26 luglio 1824, l'anno prima della sua morte, scriveva: Anna Costanza (la moglie) dal giorno del sequestro sta male con reflusso e inappetenza. Prendetemi due oncie di china. La lettera per il decurionato l'ho consegnata, domenica dovrà farsi il Sindaco (Gabriele Valignani). Per gli accordi nulla vi dico, fate voi, dovete venire subito per prendere possesso e non dare motivo."

Raffaele Olivieri fu Conte di Arielli, piccolo Paese della Provincia di Chieti, sposò Pulcheria (1801) figlia dei Marchesi di Castel Frentano all'epoca chiamato Castel Nuovo (fino al 1862). Dopo il loro matrimonio,negli anni 20 del 800' si trasferirono a Caramanico,forse per curare il padre Michele che poi li morì nel 1825. Ebbero 5 figli,tutti maschi: Luigi (1821), Fileno (1827-1900), Silvino (1828-1856), Michele (1831-1903) Angelo Francesco Paolo (1832-1907). Successivamente fecero da spola con l'abitazione di Chieti così da poter consentire ai figli di studiare presso il Collegio degli Scolopi.

Durante i moti Risorgimentali, Raffaele insieme a Filiberto de Laurentiis, Raffaele de Novellis e i fratelli Auriti, si schierò tra i liberali che appoggiavano la causa Sabauda riuscendo a farsi eleggere Sindaco della città di Chieti per il partito della destra storica.

I suoi figli, in particolare Silvino, ereditarono il suo coraggio e la caparbietà del nonno, dimostrando essere valenti combattenti dando così un grande contributo alla fondazione dell'unità d'Italia.

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