

REDAZIONE - E’ uscito il 28 febbraio 2025, per la Robin Edizioni collana “Robin&sons”, il nuovo libro di Gianni di Claudio “Fango, bandiere e polvere da sparo”.
Trama del libro
“La storia del “nostro” mucchio selvaggio: una banda di disperati sbandati, accomunati dall’epiteto di “briganti”, con i loro nomignoli grotteschi, scorrazza nel secolo XIX sui territori del Sud Italia; sono tutti giovani sotto i trent’anni (quasi nessuno di loro supererà questa età), sono tutti fi gli e figlie di contadini senza terra e pastori senza greggi.
Nel 1860, con la spedizione garibaldina, questi disperati intravedono nel reclutamento su larga scala, effettuato dagli annunciatori del “mondo nuovo”, con promesse di terre demaniali e incolte concesse a chi le avesse lavorate, cancellazione dei reati pregressi e arruolamento, per i volontari, nell’esercito del Nuovo Stato in caso di vittoria, una opportunità di riscatto dalla miseria che li ha attanagliati sin dalla nascita, umiliandoli e soffocandoli nel fango dell’ignoranza e dell’abbrutimento. Per avere più peso nella trattativa, visto che in quel momento cruciale della storia sono corteggiati sia dai Borbone che da Garibaldi, i gruppi briganteschi si riuniscono e si affidano al capobanda Carmine Donatello Crocco, uno dei pochi tra loro a saper leggere e scrivere, nominandolo “Generale” e facendolo loro comandante in capo di un piccolo esercito di oltre duemila uomini armati e avvezzi ai combattimenti.
A metà Agosto 1860 questi uomini sono già inquadrati sul fronte del Volturno nella battaglia decisiva per l’unità d’Italia, agli ordini dei Generali Medici, Sirtori e Bixio, da cui riceveranno plausi, per il loro valore, e promozioni sul campo. Ma all’indomani della vittoria ottenuta, invece di mantenere la parola data, da Garibaldi e da chi aveva arruolato a suo nome, a questi piccoli grandi delinquenti, il nuovo Stato nega il promesso e reputa i superstiti, molti sono morti o resi storpi, tuttora dei “briganti”; li costringe a tornare alla macchia, disgregati in decine di gruppi, e scatena una caccia spietata nei loro confronti, dispiegando sul territorio malato del Sud centocinquantamila uomini della Milizia Nazionale, per una guerra che durerà oltre un decennio, macchiando ancora di più di sangue e ingiustizie quelle terre che i “briganti”, col loro sangue, avevano contribuito a liberare dal giogo straniero, gettando le basi per una nuova Nazione: “una d’arme, di lingua, d’altare / di memorie, di sangue e di cor”.
Copertina: elaborazione grafica di Valeria Di Claudio, 3D artist specializzata nella realizzazione di ambienti, creature e personaggi digitali per il cinema e la televisione.
Autore

Gianni di Claudio, figlio dell’area Vestina Abruzzese, dopo la Laurea in Lingua e Letteratura Italiana, gestisce la Libreria Universitaria Editrice di Chieti. Da sempre appassionato di Cinema e Letteratura, si cimenta sia nella stesura di sceneggiature, che portano alla realizzazione di Cortometraggi e Lungometraggi a soggetto noti e premiati nei Circuiti Culturali e Festivalieri Nazionali:
Arte, Il Carro del Sole, Uno Specchio per Alice, La Valle di Marmo, sia alla scrittura di saggi e studi sul cinema dei generi (noir, poliziesco, gangster fi lm, western), ma anche degli autori (Leone, Eastwood). Le sue opere di saggistica e narrativa ottengono riconoscimenti e premi a livello nazionale: Menzione d’onore “Efebo d’oro”, assegnato dal Sindacato Giornalisti Cinematografi ci Italiani ad Agrigento nel corso del Festival su Cinema e Letteratura, per il libro Il Cinema Western; Premio Cinematografi co Sergio Leone, “Leone di Pietra” 7a Ediz. 1999 - Torella dei Lombardi per il libro Directed by Sergio Leone. Col suo primo romanzo Cento merli per coda risulta Vincitore del Premio Letterario Nazionale “Un Fiorino d’Inverno – Monterotondo (RM) - Febbraio 2019 e Vincitore del Premio Letterario Nazionale “Penne Festival delle Arti” (Pe) - Agosto 2020.















