
di Elso Simone Serpentini

Durante l'inverno non sono stato in letargo. Ho lavorato e molto. Sto per tornare il libreria con il mio 8° libro della collana rossa "Briganti d'Abruzzo".
"La sera di mercoledì 18 settembre 1861 il noto capo brigante Angelo Florio, di Isola, si diresse verso il suo paese natale, accompagnato da tre dei suoi, tra cui Antonio Pasquale, detto “Soccetto”, isolano anche lui. Non sapeva che si era infiltrato nella sua banda su incarico del Sindaco di Isola Giuseppe Ciavarelli, che gli aveva promesso un compenso per la sua uccisione. Quella sera il capobanda si portò a Cesa di Francia, dove “visitò” le case delle famiglie più agiate facendosi consegnare del denaro, poi si portò in un suo rifugio per passarvila notte. Mentre dormiva, “Soccetto” gli tirò un colpo di pistola che lo ferì alla scapola destra e poi lo finì con un colpo di stile al costato. Il cadavere venne portato a Isola su una scala.
Vi propongo il testo della quarta di copertina:
La mattina di domenica 29 settembre 1861 il famigerato capo brigante Marcello Scalone detto “Pilone”, di Sant’Atto, venne catturato al bivio di Rocciano e Spiano, sulla “forchetta di Frondarola”. Impiccato, morì gridando “Viva Francesco II”. Fu lasciato a penzolare per più giorni su quello che poi venne chiamato a lungo “il colle dell’impiccato”."
Nella foto "l'albero di Picciò", l'albero sulla Salaria nella cui cavità si nascondeva il capo brigante Giovanni Piccioni.
















