
di Paride MARIOTTI.
Nato nel 1485 a Cellino, fu il secondo genito di Andrea Matteo III e Isabella Piccolini d'Aragona. Nel 1511 gli venne assegnato dal padre i territori di Casamassima, Acquaviva, Cassano e Gioia con il titolo di "Conte". Nel 1520 sposa Isabella Spinelli da cui ha 13 figli,tra questi il famoso Gesuita Claudio Acquaviva..Andrea Matteo Arcivescovo di Cesena e Giovan Girolamo futuro duca di Atri e protagonista nel 1566 nella resistenza del Forte di Pescara contro 105 galee della flotta Ottomana. Nel 1529 a causa del decesso del padre e della ribellione del nipote Giulio II,rimase unico erede della Contea di Conversano e del Ducato di Atri per rimanervi fino alla sua morte avvenuta il 21 settembre 1554.
In ambito militare Giovan Antonio fu un ottimo soldato,venne onorato di molte cariche dall'Imperatore Carlo V dimostrando il proprio coraggio nelle battaglie contro i Veneziani alleati dei francesi e dei turchi che da decenni insidiavano con continue razzie le coste pugliesi a caccia di schiavi. Nel 1536 inoltre risulta capo di due compagnie di soldati calabresi con il grado di Colonnello. I Principali interessi di Giovan Antonio furono la Poesia latina e la Filosofia,provetto poeta pubblicò diversi epigrammi, coltivò anche la passione della musica e si distinse nelle composizioni con la chitarra.
Dal Palazzo di Atri il 19 giugno 1545 scrive questa lettera di ringraziamento all'Arciprete di Città Sant'Angelo..
"Venerabile Arciprete vi ringrazio non poco dei frutti che mi avete mandato i quali invero mi sono stati tanto cari quanto che c'è l'avete dati con quel amor e affezione ed è stato sempre vostro solito con quello medesimo c'è li goderemo per amor suo con la mia Marchesa e ci offriamo di continuo in onore e beneficio suo prontissimi".
Al piacere della grazia Vostra
Il Marchese d'Acquaviva
Oggi è difficile da capire, ma all'epoca i nostri avi facevano diversi chilometri a piedi o con mezzi di fortuna semplicemente per consegnare della frutta raccolta nei propri terreni. Dall'altra parte la gentilezza e l'apprezzamento da chi queste cose poteva averle senza difficoltà.
Questo si chiama rispetto!




















