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"Niccolò Fraggianni e il Capitolo di Città Sant'Angelo"

di PARIDE MARIOTTI.

Soddisfatti della Real Camera di Santa Chiara la maggior parte di coloro che contesero il diritto di scegliere e nominare l'arciprete e Canonici di San Michele a Città Sant'Angelo.IL Sacerdote Gaetano Cilli, consapevole della disputa fra il Marchese Fraggianni delegato della Real Giustizia e il Vescovo di Penne Innocenzo Gorgoni,fu l'unico a richiederne la nullità il 18 settembre 1749.

I signori della Real Camera Gian Leonardo Costa, Michele de Petris e Camillo Carosi, dopo aver esaminato le motivazioni hanno così concluso: "l'elezione e la nomina del nuovo Arciprete fatta da quel Capitolo in persona del Canonico don Bernardo Umani per morte dell'Arciprete Procaccini è un loro diritto."

Napoli 10 - 1751

La Real Camera di Santa Chiara era un organo con funzioni giurisdizionali e consultive istituita l'8 giugno 1735 da Carlo di Borbone.

Niccolò (Nicola) Fraggianni nacque a Barletta il 30 aprile 1686 da Antonio e da Francesca d'Acquaviva di famiglia patrizia. Fu un giureconsulto alla Corte di Napoli divenendo uno dei principali responsabili della politica ecclesiastica napoletana,il suo compito era quello di impedire gli abusi di Vescovi e nunzi pontefici a danno dei cittadini del Regno. Aveva 76 anni quando il 5 giugno 1762 scrisse una missiva da Napoli con le nuove regole sugli spogli e benefici da doversi distribuire in tutti i presidi provinciali. Giunta a Teramo il 10 giugno,venne copiata e mandata a Città Sant'Angelo, essa diceva:

"Il Re Nostro Signore a determinato doversi seguire la sovrana risoluzione del Re Cattolico del 6 gennaio 1757,di non farsi molestare dalla Nunziatura i Capitoli delle Cattedrali del Regno al pagamento di quelle robe dello spoglio..Essa Nunziatura pretende esigere da possessori di Benefici di Patronato Regio Feudale come essendo da possessori di tutti quei benefici di qualunque natura essi siano la di lui rendita ne ecceda a scudi 30 d'oro di Camera,giusta la bolla di Pio V.

Tal determinazione regale partecipo a Vostri Signori perché la registri negli atti di cotesto Tribunale a perpetua memoria,che faccia pagare a notifica di detti Capitoli, onde essi ed rispetti beneficiati rimanendone nell'intelligenza, ne sappiamo grado e ne diamo lode e benedizione, provvedete,ed alla clemenza del Nostro Signore per averli giustamente liberati da questo indebito peso e mi raffermo."

Ammirato per il suo ingegno e onestà di carattere il Marchese Fraggianni mori l'anno successivo,il 9 febbraio 1763.

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