
di PARIDE MARIOTTI.
Mio carissimo Rosolino, qui bisogna lavorare con immensa riservatezza perché in nessuna lista vi è il nome di Colella, quantunque da quando scrisse mio cognato tre dovevano essere i nomi da portarsi dalla "società nuova" e dal partito Ciavarelli, De Carolis, Aliprandi e cioè i nomi di Paolucci, De Riseis,Costantini, lasciando la libertà di mettere il quarto nome che noi avremmo istigato per lo zio Luigi (Colella),invece il detto nome è supplito con Patrizio Scarselli, quest'ultimo sostenuto da Dottorelli,Saverio De Leone (Sindaco di Penne 1905-14) e Francesco De Leone nonché Nicola De Cesaris.
Del partito della "società vecchia"vi fu chi vi propose in nome di Colella perché avevano stabilito di portare tre nomi,il Dottorelli (Sindaco di Penne 1883-88) presente sostenne per Scarselli e postò per l'ultimo istante le cose in tal modo che noi non abbiamo creduto dare la pubblicità ai telegrammi da te trascritti; perché a dire il vero si era pensato di farne fare due o tremila copie a stampa e dispensarli pubblicamente a tutti,anche non elettori e fat stampate i seguenti motti, e me ne dispenso dal trascriverli per non dilungarmi.Io insisterei in questo luogo per affissioni di manifesti anche perché come vedo ora, in effetti potrà pregiudicare la posizione non vedendoci il nome di Colella, ad ogni modo da stanotte vado prevertendo anche qualcuno che potrebbe influire su altri; per essere breve dirò che nella presente circostanza servo di me stesso, ed un presentimento mi dice che se vedrò si voglia ostacolare ancora,certo con qualcuno mi comprometterò.I giornali mandatemi sono stati dispensati in parti ove sempre capita qualcuno dei nostri che ne da lettura e li diffonde sempre più.
Stamani prima giorno mi sono portato anche personalmente in casa di alcuni con i quali è prudenza non farsi sorprendere parlare,i quali sono attaccatissimi ad alcuno dei partiti,anche da questi buone speranze c sistema sempre di agire come ebbe ieri costa' a stabilirsi.Non vorrei questa mia producesse uno scoraggiamento perché tanto io che mio cognato (Bartolini) non lasceremo nulla intentato con tutta quella alacrità ed arte possibili onde tentare una rivincita verso alcuni esseri senza nome.
Scusa la gran fretta
Ossequi a tutti ed abbracciandoti credimi sempre.
Questa lettera fu scritta da Angelo De Vico (Penne 1853-1932) a suo cugino Rosolino Colella (Città Sant'Angelo 1864-Palermo 1940)
Angelo era figlio di Marianna Colella e del medico Raffaele De Vico, fu scultore e professore di modellazione, tra le sue opere sono da menzionare i vari busti in onore di personaggi storici e religiosi tra questi:Luca da Penne,Diego Aliprandi e dello zio medico e patriota Luigi Colella padre di Rosolino.
Da ricordare inoltre "prime prove di equitazione" esposta a Torino nel 1881 che fu oggetto di un sonetto di Giosuè Carducci.
Rosolino Colella compì i primi studi nel Collegio Cicognini di Prato insieme a Gabriele D'Annunzio con il quale mantenne un legame di profonda amicizia.Nella sua lunga carriera nel campo medico lavorò a Napoli, Parigi, Torino,Catania per stabilirsi definitivamente a Palermo come Preside della facoltà di medicina e chirurgia e direttore dell'ospedale Psichiatrico.Socio di numerose accademie scientifiche italiane e straniere scrisse diversi libri.
Seguendo le orme del padre,si impegnò nella politica per arrivare nel 1919 ad essere un deputato del Parlamento.





















