
di REMO DI LEONARDO.
Lunedì 9 e mercoledì 11 settembre 2024 sono andato a suonare con la Banda musicale di Silvi a San Valentino Abruzzo Citeriore in occasione delle Feste dei Santi Patroni: San Valentino e Damiano, S. Emidio e San Nicola da Tolentino di tutti il Santo più venerato.
Da quanto risulta dalle ricerche condotte dallo storico e ricercatore locale Silvio Pascetta, a San Valentino in Abruzzo Citeriore, la devozione per questo Santo ha preso il posto o meglio si è sovrapposto al culto di un altro Santo, San Nicola di Bari uno dei santi più venerati di tutta la cristianità fin dall'antichità, sia in oriente sia in occidente.
Ancora oggi, in Sicilia a Mezzojuso paese di rito greco, per la sua festa, si fanno i “panuzzi di Santu Nicola” con impresso l'immagine del santo, come si fa a San Valentino le pagnuttìne.
“Quando i frati Agostiniani nel 1500 circa, arrivano in paese, introdussero il culto di San Nicola da Tolentino che era altrettanto famoso per il miracolo del pane con cui era stato guarito. Il santo, dal giorno della sua guarigione, distribuiva ai malati, un pane benedetto da cui derivano le pagnuttìne. Insieme alle pagnuttìne si svolge anche la tradizionale sfilata delle Conche di San Nicola. Per contribuire alle spese della festa si offriva il grano e l'ultima offerta del grano avveniva durante la processione. Si riempiva una conca di grano fino alla cullanèlle (il restringimento della conca), più o meno 12 kg. Oppure si metteva un panno dentro ad un canestro e là si versava il grano; si addobbavano sia le conche che i canestri, con fiori, pizzelle e taralli e li si portava durante la processione e si offriva il grano per la festa.”
Questa è l'origine delle Conche di San Nicola. Poi è seguita l'usanza di offrire le conche anche vuote, semplicemente addobbate, come segno di devozione al Santo. Ma a San Valentino la devozione verso San Nicola da Tolentino è legata ad un miracolo che il santo fece per il paese almeno secondo quello che raccontavano gli anziani. Scrive sempre il Pascetta:
“Durante l'occupazione francese del Regno di Napoli del 1798-1799, una colonna di francesi erano arrivati al Lavino e si apprestano ad occupare il paese, che non aveva soldati a sufficienza per difendersi, ed allora si diffuse una grande angoscia. Una vecchia del paese per tre volte, durante la stessa notte, sognò San Nicola che gli diceva:
“dopodomani i francesi daranno l'assalto al paese. Domani quando si fa buio, tutti gli abitanti, uomini, donne, vecchi e bambini, devono scendere alla mia Chiesa, prendere la mia statua e fare il giro delle mura rientrando dalla Porta di Bolognano, portando ognuno una candela in mano. Se farete questo il paese sarà salvo. Va, e dillo al prete e al capitano delle guardie.”
La vecchia così fece e la ascoltarono. La sera dopo, quando si fece buio, la statua di San Nicola uscì dalla sua chiesa, accompagnata da tutti il paese con le candele in mano, e fece come era stato detto in sogno alla vecchia. In quel preciso momento, il capitano dei francesi mandò un soldato a vedere quanti armati difendevano il paese. Il soldato poco dopo tornò e riferì quello che S. Nicola aveva fatto apparire ai suoi occhi. Disse al capitano:
“capitano, capitano, presto, fuggiamo da qua, perché quelli di S. Valentino hanno radunato tantissimi armati, che avanzano con le torce e sono guidati da un frate vestito di nero”
Il capitano a quelle parole, levò il campo e fuggì, e così paese fu salvo.”
Ecco perché il 9 settembre si va a prendere San Nicola al convento, di sera, lo si accompagna con le candele, e non si segue il solito cammino della processione del paese. Si passa lungo la statale detta in dialetto la voje de li fusse ( la via dei fossi) cioè l'antica via che circondava le mura, e si entra in paese all'altezza dell'antica porta di Bolognano. E se S. Nicola, il nove a sera, non può salire in paese, è ritenuto un cattivo segno.
Anni fa, racconta ancora il Pascetta, il Santo non potè uscire a causa della pioggia, e un vecchio del paese si lamentò dicendo:
“si ha paura di aspettare un pò per due gocce di pioggia, ma noi una volta aspettammo fino alle due di notte per far salire S. Nicola in paese!
Una tradizione, che noi della banda “Città di Silvi” abbiamo ripercorso insieme alla comunità dei fedeli di S. Valentino A. C. con rispetto e devozione in onore di S. Nicola.







Notizie bibliografiche:
Maggiori notizie e approfondimenti sulle Feste Patronali di San Valentino in Abruzzo Citeriore si possono trovare nell’ opuscolo realizzato dal comitato delle Feste Patronali di San Valentino a cura di Silvio Pascetta.
https://www.facebook.com/parrocchiasanvalentinoac/?locale=it_IT
Si ringrazia per la reperibiltà della documentazione e delle foto l'amico musicista Diego Fratini.















