
VITTORIO MORELLI.
Anche Pianella ha vissuto l’atmosfera cupa e tetra dei giorni della deportazione di Ebrei, Slavi e Zingari, prima nei campi di raccolta in Abruzzo, a Lanciano, Chieti Scalo, Vasto, Sulmona, Civitella del Tronto poi trasferiti a Fossoli destinazione Dachau, Mathausen, Buchenwald.
A Pianella stazionarono nell’inverno 1943-1944 un centinaio di Ebrei, che trovarono riparo nella chiesa del Carmine, sostenuti e rifocillati dalle suore, dalle parrocchie, dalla marchesa Erminia Sabucchi e da gran parte della popolazione.

Pianella già ospitava da tempo una coppia di Ebrei, i quali avvisati da qualcuno, si suicidarono ingoiando “pastiglie” di veleno.
Si tratta di Siegmund Sternfeld e Rosa Streimer, che, consapevoli della destinazione futura, preferirono rinunciare alla vita.
La lapide dei Caduti e le pietre di inciampo, quest’ultime posizionate nei pressi della loro abitazione, ricordano il loro sacrificio maturato nel silenzio e nel dolore.
Oggi il razzismo non avrebbe alcun senso, se non quello di vivere nell’odio, nella depressione, nella violenza come ultima risorsa, ultima spiaggia, senza via d’uscita.

I bambini nascono con il senso della fratellanza, della reciprocità, della cooperazione e dell’altruismo.
Alcuni, crescendo, perdono quei sentimenti di amicizia, rifugiandosi in ideologie che nulla hanno a che vedere con il senso umano della vita.
La persona razzista ha bisogno di aiuto, di socializzare in una dimensione aperta della vita e non di chiudersi nei sentimenti della vendetta, della rivincita; aiutarla nel realizzarsi socialmente.
La vera rivincita sta nel donare, nel dare al prossimo qualcosa di se stesso.

Bibliografia
Vittorio Morelli, Historiae de Planella, Penne 1979.
Vittorio Morelli, Pianella tra le due Guerre,Pescara,
Vittorio Morelli, Quaderni dell’Associazione Combattenti e Reduci, aa















