
Il poeta – confidò Franz Kafka a Gustav Janouch in una delle loro conversazioni – è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo. Il suo canto, per lui personalmente, è soltanto un grido. Per l’artista, l’arte è una sofferenza della quale si libera in vista di una sofferenza nuova.”















