
Tutto può servire a far luce. Anche quei due bossoli. Sono quelli di una pistola calibro 7.65 che vennero restituiti fra gli effetti personali alla famiglia del carabiniere pennese Giovanni D’Alfonso, ucciso dalle Brigate Rosse nella sparatoria del 5 giugno ‘75 che concluse tragicamente il sequestro dell’industriale Vittorio Vallarino Gancia, uscito senza un graffio dalla brevissima prigionia alla cascina Spiotta, periferia di Acqui.















