
BRUNO DI PIETRO.
Appena posso, da Milano mi lascio partire per Venezia: il richiamo è forte. Talvolta vi rimango per qualche giorno, altre soltanto il tempo necessario a perdermi, a respirarne l’aria, a immergermi nei suoi colori antichi, a contemplare l’azzurro del Canal Grande, mentre i cavalli di San Marco dominano, silenziosi, la piazza gremita.
Qui non ci si annoia mai: ogni passo è una scoperta, ogni sguardo una meraviglia. Venezia è un sogno continuo che vive nei riflessi dei palazzi, nelle ombre delle calli, nei ponti che uniscono frammenti di storia.
La percorro instancabile, con voracità: la fotografo, la sfioro, la attraverso. Cerco l’angolo più intimo, più segreto. Ed è lì che mi fermo, un foglio, un pennarello e provo a trattenerla, a restituirla viva con ombre e luci, sotto gli sguardi curiosi, complici e compiacenti dei passanti.
A sera raccolgo i fogli sparsi, intrisi di immagini, segni ed emozioni ancora fresche, e vado via. Venezia riaffiora poi a Milano, in ciò che resta nella memoria e nella magia degli schizzi. Cerco di restituirla così, a modo mio: come l’ho respirata, come l’ho custodita dentro. È come rovesciare un cesto colmo di colori, intriso di emozioni.
dpb – “Canal Grande”, serie Venezia, cm 62 × 73 – 1970–1985 – II periodo
Milano – Venezia, 1970–1985
















