
Ecco un’opera che si pone come un serio momento di riflessione sul tema della separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice attraverso una serie di ragionamenti brevi anche in vista del prossimo Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Considerazioni, queste, che rifuggono la forma degli slogan e quella del testimonial che dice a tutti come votare, ma che, invece, invitano il lettore ad avvicinarsi al voto maturando una propria, reale consapevolezza.
Secondo Gennaro Varone, «non è vero che la separazione delle carriere porrà il pubblico ministero sotto il controllo del potere politico» e ne spiega le ragioni, arrivando alla conclusione che la Riforma Costituzionale auspicata dai promotori del SÌ sia un atto di civiltà giuridica.
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