
di Antonio Mezzanotte
SI DICE E SI RACCONTA che la chiesa di Santa Maria Maggiore a Pianella sia avvolta da un’aura di mistero e fascino, come se le sue antiche mura custodissero segreti tramandati nei secoli. Situata su una collinetta a nord-ovest del paese, questa chiesa romanica, con la sua imponente facciata in laterizio e il campanile che svetta verso il cielo, è uno dei gioielli dell’architettura medievale abruzzese.
Una leggenda narra della Chioccia d'oro nascosta dalla regina longobarda Teodilinda dentro le mura di questa chiesa (un motivo comune in vari luoghi della nostra Penisola); secondo un altro racconto, invece, fu il duca di Spoleto Trasmondo a nascondervi un tesoro. Una gentile abitante del luogo (che ringrazio) mi ha raccontato che nelle notti di luna nuova, nello scuro più fitto, chi si avvicina alla chiesa può udire sussurri, voci soffocate, sibili tra le pietre delle murature, quasi fossero echi di un passato che non vuole essere dimenticato.
Un'altra storia vuole che la chiesa sia stata edificata sopra un antico tempio pagano dedicato alla dea Vesta, risalente al IV secolo (questa la racconta Vincenzo Bindi nei suoi studi sull'arte abruzzese, secondo documenti che avrebbe letto nell'archivio farnesiano). Sebbene non vi siano prove certe, questa tesi alimenta ulteriormente il mistero della sua origine, suggerendo un legame tra culti antichi e spiritualità cristiana.
Ignazio Gavini, invece, riferisce di lavori eseguiti su questa chiesa intorno all'anno 900, a significare una preesistenza rispetto all'odierna architettura.
Com'è e come non è, l’edificio che vediamo oggi, risalente al XII secolo, conserva ancora gran parte della struttura originaria, nonostante le modifiche subite nel tempo. Il portale, solitamente attribuito al Maestro Acuto (ma lo storico dell'arte Ferdinando Bologna vi vedeva la mano di altri tre artisti), è un capolavoro di scultura medievale, con bassorilievi raffiguranti una serie di personaggi sul modello casauriense, identificabili da alcune iscrizioni: al centro la Vergine con in mano un libro, alla sua sinistra Giovanni Battista e alla destra Giovanni Evangelista. Separati da due rosette quadrate sono due gruppi di personaggi: a sinistra i santi Pietro e Paolo, a destra un personaggio non identificato (forse un abate) seguito da San Nicola e dal Re Davide. La lunetta contiene l'affresco della Madonna che allatta il Bambino, opera successiva del 1400. Il rosone (a mio avviso tra i più belli d'Abruzzo), con le sue cornici concentriche e le otto colonnine tortili, sembra un occhio vigile che scruta il mondo esterno, proteggendo il paese.
Al novero delle carte certe e inconfutabili, invece, appartiene la bolla di papa Niccolò IV del 1288, nella quale viene conferita alla chiesa la dignità di abbazia nullius dioecesis e le viene attribuita giurisdizione ecclesiastica, ex multis, "in castro Rosciano" (per la prima volta il mio paesello, fino ad allora semplice "podium Roscianum", viene nominato come castello).
All’interno, le tre navate terminano in absidi semicircolari (l'archetipo credo che sia quello di San Liberatore a Majella), dove affreschi antichi raccontano storie di fede e devozione. Tra le opere più preziose, spicca l’ambone del Maestro Acuto scolpito con i simboli degli evangelisti, che sembra quasi voler sussurrare parole sacre a chi si avvicina. Fu l'abate Roberto a commissionarlo e probabilmente esso risale agli ultimi decenni del XII sec., dopo la chiusura del grande cantiere di San Clemente a Casauria, quando agli artisti che vi lavorarono (tra i quali di certo anche Acuto) furono affidate commesse per le chiese del circondario.
Gli affreschi che adornano la chiesa sono autentiche testimonianze della spiritualità medievale. Nell’abside centrale il Cristo Pantocratore domina la scena, circondato dagli Apostoli, in un’opera risalente al XII secolo. La sua figura imponente, racchiusa in una mandorla sorretta da angeli, trasmette un senso di maestosità e sacralità.
Nell’abside sinistra, la Madonna in trono con il Bambino, circondata da santi in preghiera, rappresenta un’icona di dolcezza e protezione. I colori, seppur sbiaditi dal tempo, mantengono ancora la loro intensità, evocando la devozione dei fedeli che nei secoli hanno pregato davanti a questa immagine.
L’abside destra ospita l’Eterno Benedicente, un affresco di fine Trecento o inizio Quattrocento, dove la figura divina è raffigurata con un libro aperto, simbolo della saggezza eterna. Sulle colonne e i pilastri della chiesa si trovano altri affreschi sparsi, tra cui scene della vita di san Francesco e san Bernardino da Siena, una bella Annunciazione, databili tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Questi dipinti, in estrema sintesi, forse riconducibili ad artisti di provenienza aprutina o ascolana (il gioco delle attribuzioni, in mancanza di dati positivi, nel mio modo di vederlo spesso assomiglia al mutare degli indirizzi di certa giurisprudenza; in ogni caso, esso aiuta a farsi un'idea della complessità delle vicende storiche dei nostri beni culturali, talvolta sottovalutate o del tutto ignorate), mostrano una fusione tra arte bizantina e gotica.
La chiesa di Santa Maria Maggiore è conosciuta anche come chiesa di Sant’Angelo, un nome che richiama la figura dell'arcangelo Michele. Sempre secondo il Bindi questo appellativo risalirebbe al periodo dei Longobardi (tra i primi anni del 600 e la fine del 700), i quali, devoti a san Michele, dedicarono numerosi luoghi di culto al santo guerriero. La chiesa di Pianella, pertanto, sarebbe uno di questi, e il suo nome alternativo riflette questa antica devozione.
Allora, Santa Maria Maggiore non è solo un luogo di culto, ma, come mi sottolineava la prof.ssa Mira Cancelli (mitica Prof! Che Dio l'abbia in gloria!), essa è soprattutto un frammento di storia che continua a vivere, tra racconti e leggende, tra pietre e affreschi, tra passato e presente.
Chiunque varchi la sua soglia si trova immerso in un’atmosfera senza tempo, dove ogni dettaglio sembra voler narrare una storia mai del tutto svelata. Un racconto che si tramanda nei secoli, sospeso tra fede, storia e arte.















