
di Remo di Leonardo
Continuando il nostro itinerario bandistico, alla scoperta di luoghi, tesori artistici e storie della nostra tradizione popolare abruzzese, ieri 20 agosto 2024 mi sono recato a suonare, (1) con la Banda di Orsogna diretta dalla Maestra Lucia Cornelio, a Castelvecchio Subequo, un comune di 823 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo, in occasione della festa di Sant’Agata.
Castelvecchio Subequo, sorge ai piedi del monte Sirente, adagiato su uno sperone di roccia del monte Putano. Il paese è situato anche nel Parco naturale regionale Sirente-Velino, dunque sorge in una zona protetta. È un centro di piccole dimensioni che, purtuttavia, può vantare un cospicuo patrimonio di monumenti e lasciti medievali, rinascimentali e barocchi nonché una serie di siti archeologici di vivo interesse storico/culturale.
Di antichissima origine, Castelvecchio conserva il patrimonio archeologico che fu della antica Superaequum, una delle tre capitali dei Peligni, con le attuali Corfinio e Sulmona. Numerose sono le testimonianze archeologiche relative alle epoche peligna, romana e paleocristiana, come pavimenti musivi, resti di un tempio dedicato ad Ercole Vincitore, resti di terme, acquedotti e fortificazioni, innumerevoli reperti scultorei, monete, anfore e gioielli, oltre al pregevole cimitero catacombale del IV secolo, tra le più antiche testimonianze di religiosità cristiana in Abruzzo
La festa dedicata a Sant'Agata cade nei giorni quattro e cinque di febbraio a Castelvecchio Subequo, ma è ricordata anche nei giorni 19 e 20 di agosto. Questa seconda celebrazione è legata ai seguenti avvenimenti: nel 1040 le reliquie della Santa, furono trafugate e portate a Costantinopoli; in seguito, rocambolescamente furono riportate a Catania il 17 agosto del 1126. I catanesi vollero ricordare questo giorno stabilendo dei festeggiamenti supplementari. Anche i fedeli di Castelvecchio Subequo seguirono l'esempio catanese, però dovettero posticiparli ai giorni 19 e 20 perché il 17 e 18, in questo paese, si festeggiava Sant'Agapito(a cura G. Cera).
La giovane vergine di Catania fu martirizzata nella persecuzione di Decio del 251 e la tradizione vuole che avesse subito il taglio delle mammelle. Agata divenne pertanto la protettrice delle puerpere, per un’abbondante lattazione e invocata contro le malattie del seno. Per questo nell’iconografia è solitamente rappresentata con un piatto con le mammelle recise.
Come scriveva San Metodio: “Agata [buona in greco] a noi data in dono dalla stessa sorgente della bontà, Dio”. Questi rivoli di bontà, che sgorgano dalla stessa fonte del bene che è Dio, fluiscono grazie all’intercessione della vergine catanese.
È proprio una fonte, le cui acque sono ritenute avere degli effetti prodigiosi, è al cuore del culto di Sant’Agata a Castelvecchio Subequo. La devozione femminile associa la santa catanese, insieme a Sant’Eufemia e Santa Scolastica, ad acque sacrali, presso le quali si compivano e, in qualche modo, ancora oggi, si compiono pratiche propiziatorie. A Moscufo (Pescara ) ai confini con Pianella, si trova i resti dell’antico monastero di Santa Scolastica.
Sfidando il freddo, qui si recavano sia da Castelvecchio, sia dalle località vicine tante donne, che avevano difficoltà nell’allattamento, o malattie del seno, per un trattamento idroterapico: come raccontava Antonio de Nino nel 1879, le donne si scoprivano il petto e compivano il lavacro rituale. Oggi l’acqua viene raccolta con delle bottigliette e portata nelle case per un uso lontano da occhi indiscreti.
Ma il culto collettivo delle acque benedette di Sant’Agata continua ad essere praticato, sebbene in maniera diversa: il pomeriggio del 4 febbraio le donne e i bambini usano bagnare nelle acque dei pani a forma di mammelle, le pagnotte di Sant’Agata – distribuite durante la processione con la statua della Santa – per consumarle con devozione. Un tempo i pani erano molto semplici, mentre oggi sono arricchiti di più ingredienti, come anice e uova.
L’aspetto ludico ha forse preso la meglio su quello mistico, ma continua ad essere una celebrazione tutta al femminile, dove gli uomini partecipano sommessamente, da silenziosi e rispettosi accompagnatori.
La chiesa dedicata a Sant’Agata sorge su un precedente tempio pagano dedicato a Ercole Vincitore, con annessa una fonte con funzioni cultuali o un complesso termale per trattamenti con acqua fredda. La costruzione dell’edificio sacro è dovuta all’opera dei monaci benedettini, che nel 1114 probabilmente intesero dare un significato cristiano alla pratica arcaica delle abluzioni che qui trovarono, risalente almeno alla civitas romana di Superaequum. All’interno della chiesa si segnala un affresco della santa, che tiene con la mano destra una palma, segno del suo martirio e con la destra regge un vaso con i le mammelle recise.
SITOGRAFIA:
https://it.wikipedia.org/wiki/Castelvecchio_Subequo
www.abruzzopopolare.com/2023/12/18/il-culto-di-santagata-a-castel-vecchio-subequo/
https://www.laquilablog.it/5-febbraio-
NOTA 1: In questi itinerari bandistici abruzzesi, nel corso degli anni, spesso mi hanno accompagnato gli amici bandisti pianellesi, Diego Fratini (primo clarinetto), Gianni Faricelli (Basso Tuba), Romeo Del Biondo (Flicorno Baritono) e nel passato Lorenzo Minetti (Flicornno Tenore).
























