
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO.
di Cesare NICOLINI
"DUE GIUGNO QUARANTASEI"
Esco dal corridoio
oscuro del pianto
ancor fanciullo m'incammino
sul prato arso del futuro.
Mentre cerco
nuovi orizzonti rosa
mi ritrovo a seminare foglie morte
e a raccogliere gusci
di speranze infrante.
Fare un patto
di promesse ardite
con l'unico obiettivo sconfinato
di ritrovar la voglia in giusta forza,
al di là dei sogni blandi.
Esco dal torpore illuminato
del bimbo senza giochi
né fortune:
giocattoli di paglia senza veli
sfornati dal furore di una stirpe
che ha voluto fare grandi passi.
I passi di una guerra infame
che ha portato il morbo del potere
in mano a straccivendoli di lusso.
Inutile è cantar vittoria al sole
con misere "semenze" rinsecchite:
son pochi bulbi
e vanno alla deriva
nel mare sconfinato
sulla barca del massone.
Pescara 06 agosto1995
CESARE A. NICOLINI nasce a Ortona (CH) il 14 aprile 1939, risiede a Pescara dal 1952. Coltiva con passione e successo la poesia dialettale abruzzese, oltre che in lingua, fin da giovane, privilegiando i temi tradizionali come la famiglia, i ricordi e la religiosità profonda dell’abruzzese puro. Ha pubblicato due raccolte di sue poesie in vernacolo dal titolo “Scenne di Fringuelle” ed. Tinari 1997, presentazione del prof. Michele Ursini e ‘Na “Voce” Prima Jurne 2008 ed. Sigraf, presentazione di Gino Orsini. Ha pubblicato “La vije de la croce”, Via Crucis in vernacolo abruzzese, ed. L.P. Grafiche 2018, presentazione della prof.ssa Gabriella Serafini che contiene il brano originale “Canto della Via Crucis” del figlio Aldo.Molte sue liriche sono inserite in pregiate antologie come: “Fiori di Casa” di M. Ursini, “Primavera della Val Pescara” di G. Marzoli, “Città di Alanno” di G. Marzoli, “Premio Histonium” di L. Medea, “Poeti d’Abruzzo” ed. Settembrata Abruzzese, “Capate a lu Mazze” di V. de Luca. È oltretutto autore di testi per canzoni folkloristiche insieme al figlio Aldo compositore delle musiche.















